Rifugiati, via Cupa verso lo sgombero. Possibile l'allestimento di una tendopoli a Tiburtina

Ieri l'incontro tra l'assessore, la presidente del municipio Del Bello e i volontari. Nella prossima settimana possibile lo sgombero. Tra le ipotesi una tendopoli momentanea

La soluzione per alleggerire l'emergenza rifugiati in via Cupa potrebbe essere quella di riallestire una nuova tendopoli nella zona della Tiburtina. E' quanto emerso dal vertice che si è svolto ieri tra la presidente del II municipio, Francesca Del Bello, l'assessore alle politiche sociale Laura Baldassarre e una delegazione di Medu e Baobab. "Ci è stato garantito", fa sapere la presidente Del Bello, "nei limiti di quelle che sono le competenze dell'assessore, che il presidio di via Cupa, seppur con tutte le criticità e i problemi, verrà sgomberato quando ci sarà un tetto per i migranti, anche provvisorio". 

Una soluzione provvisoria, la più veloce, potrebbe essere quella delle tendopoli. Una "toppa" simile a quella dello scorso anno quando, di fianco alla stazione dell'alta velocità fu allestito un campo, gestito dalla Croce Rossa. Durò quattro mesi e fu smantellato solo in autunno inoltrato. Nel frattempo Marino e l'assessore Danese promettevano l'arrivo di un centro definitivo per transitanti, da ospitare nell'ex Ferrhotel. Il progetto però è svanito nel nulla. 

Così quest'anno la situazione è, se possibile, anche peggiore dello scorso anno. Servono 500 posti. I volontari del Baobab intravedono una possibile soluzione nel vicino Ittiogenico, a due passi dalla stazione Tiburtina. Lo hanno ribadito anche ieri durante l'incontro. E sempre ieri Medici per i Diritti Umani insieme e i volontari di ‪#‎Baobab‬ Experience hanno messo nero su bianco le loro richieste: approntare con urgenza dei presidi umanitari come fatto a Milano e a Parigi; coinvolgere i cittadini, secondo il modello di Baobab Experience; mettere da parte le situazione di sgomberi forzati. 

Già, gli sgomberi forzati. Questa situazione è infatti figlia dello sgombero di maggio 2015 nella baraccopoli di Ponte Mammolo, dove etiopi ed eritrei venivano accolti prima di poter ripartire per altre nazioni europee. Con l'abbattimento è saltato il presidio e da lì si è finiti in una situazione di emergenza, oggi rappresentata in tutta la sua forza dalle foto dei migranti che dormono sull'asfalto al Verano. 

MEDU intanto fa sapere di "aver fornito la piena disponibilità a collaborare a tutte le iniziative che Roma Capitale vorrà intraprendere per assicurare accoglienza, dignità e tutela della salute ai migranti più vulnerabili, partendo dalla attività già in essere della clinica mobile e del centro Psychè di riabilitazione per le vittime di tortura".

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