San Lorenzo, il clochard morto di freddo ancora senza nome. Sant'Egidio attacca il Comune

La salma dell'uomo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. La Comunità di Sant'Egidio: "Possono e devono fare di più in primo luogo le istituzioni"

Il corpo privo di vita dell'uomo è stato trovato in viale dello Scalo di San Lorenzo

Non è ancora stato identificato il senza fissa dimora trovato riverso in terra su di un marciapiede a San Lorenzo alle prime ore di giovedì mattina. Dall'età apparente di 45, 50 anni a determinarne la sua morte sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio dovuto al brusco abbassamento delle temperature. Dunque una prima vittima dell'inverno romano che riaccende i riflettori sull'accoglienza dei senzatetto nella Capitale, con la Comunità di Sant'Egidio che bacchetta le istituzioni che "possono e devono fare di più".

Il tragico rivenimento del senzatetto è stato fatto intorno alle 7:30 di ieri mattina quando un passante si è trovato davanti, riverso sul marciapiede, un uomo privo di vita. Con una confezione di vino in tetrapack vicino, con delle ciabbatte ai piedi, il senza fissa dimora si trovava in viale dello Scalo di San Lorenzo da solo.

Allertati i soccorritori sul corpo privo di vita dell'uomo è stato messo un lenzuolo dai carabinieri. Senza segni di violenza sul corpo, secondo i primi accertamenti del medico legale il clochard è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio dovuto anche al freddo. La salma è stata messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che ne ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano per stabilirne l'esatte cause della morte ed anche per risalire all'identità dell'uomo. 

La prima vittima dell'inverno romano ha riaccesso i riflettori sul piano di accoglienza dei senza fissa dimora romani. A puntare il dito contro le istituzioni la Comunità di Sant'Egidio: "Di fronte alla morte di un uomo, che ancora non è stato identificato ma che aveva diritto a vivere una vita più dignitosa, ognuno è chiamato ad intervenire, a guardarsi attorno, ad aiutare come può chi vive e dorme per strada, soprattutto quando arriva il freddo". 

Clochard morto viale Scalo San Lorenzo 2-2

Al centro della polemica di Sant'Egidio anche il piano accoglienza disposto a Roma per l'accoglienza dei senza fissa dimora: "Possono e devono fare di più in primo luogo le istituzioni allargando una rete di ospitalità che, limitandosi nella Capitale a soli 335 posti in più per la stagione invernale (di cui 100 per l'accoglienza diurna) rispetto ai quasi 2.500 già disponibili, è ben lontana dal rispondere al bisogno espresso da quasi 8 mila persone che dormono all’aperto o in sistemazioni precarie. Sarebbe - concludono dalla Comunità di Sant'Egidio - inoltre opportuno uscire una volta per tutte da una logica emergenziale e affrontare una realtà che è ampiamente gestibile mettendo a disposizione i mezzi necessari e un po’ di buon senso in più".

Secondo i rapporti della Caritas, nella Capitale sarebbero 14mila le persone che vivono in uno stato di povertà estrema. Con l'abbassamento delle temperature e l'arrivo dell'inverno si ripropone dunque la questione dell'accoglienza e del Piano Freddo. Tema quest'ultimo, in relazione al quale, rispetto agli altri anni, sono già scaduti i termini per la presentazione delle offerte. A rassicurare sul buon operato dell'amministrazione Raggi l'assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre che lo scorso 23 novembre, dopo la composizione della commissione valutatrice ha spiegato: "rispetto agli anni scorsi, abbiamo puntato su un deciso rafforzamento dell’accoglienza notturna, mettendo a bando un numero assai più consistente di posti H24 e H15 per un totale di 235 unità".

Nel complesso l'obiettivo è assicurare servizi, durante il periodo invernale, ad ulteriori 335 utenti al giorno: 85 posti H24, 150 posti H15, 100 posti H9. Un’ulteriore disponibilità di posti verrà messa in campo dai Municipi. "Abbiamo arricchito il Piano Freddo con una componente che diventerà operativa in precisi casi di necessità - aveva aggiunto Baldassarre -. Grazie alla programmazione, possiamo affrontare con adeguanti strumenti anche le situazioni più critiche". 

"E’ stata infatti avviata una procedura di indagine di mercato per consentire l’attivazione di strutture temporanee che potranno essere messe a disposizione da enti, organizzazioni e associazioni nei casi di condizioni metereologiche e climatiche particolarmente avverse oppure di eventi non prevedibili".

"Il Piano Freddo predisposto per Roma dall’Assessora Baldassarre è in ritardo ed insufficiente. Si prevedono solo 335 posti aggiuntivi a fronte delle 8.000 persone che la Caritas stima vivano per strada: questa Amministrazione non si attrezza per fronteggiare adeguatamente il forte incremento del disagio sociale che la crisi economica ha indotto nella Capitale". Le parole di Cristina Grancio, esponente di demA e capogruppo del Misto in Assemblea capitolina, dopo il primo decesso di un clochard, presumibilmente per freddo, avvenuto in viale dello Scalo San Lorenzo.

"Nella gran parte delle città – prosegue la consigliera capitolina – la partenza del Piano Freddo è fissata al 1 dicembre, mentre a Roma è ancora in corso, ad oggi, la procedura di gara per l’affidamento del servizio e la maggioranza ha respinto in Assemblea capitolina la mozione a mia prima firma che chiedeva l’anticipo dell’avvio. Nella Capitale serve una capacità di accoglienza notturna per i senza casa ben più consistente di quella prevista, anche a causa degli sgomberi effettuati nei mesi scorsi, a seguito dei quali non è stata offerta alcuna alternativa concreta a chi vive in stato di disagio”.

"Altrettanto grave – conclude Cristina Grancio – è la situazione dei servizi sociali dei Municipi, dove la carenza di personale specializzato sta rendendo impossibile l’espletamento delle pratiche per il reddito di inclusione. Anche per questo c’è assoluta necessità di un cambio di passo nelle scelte di bilancio, con stanziamenti ben più significativi a vantaggio dei servizi sociali dei Municipi. Presenterò emendamenti in tal senso nella imminente discussione del prossimo bilancio di previsione". 

Clochard morto San Lorenzo 3-2

Critico sull'operato dell'accoglienza ai senzatetto Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista EcoItaliaSolidale: "Ribadiamo, come abbiamo fatto lo scorso anno che il piano freddo non può essere varato a gennaio inoltrato quando già le temperature sono ampiamente vicino lo zero, né tantomeno si deve procedere sempre sull’andata dell’emergenza con tendopoli di fortuna con possibilità di  numeri limitati di persone senza casa, quindi con provvedimenti emergenziali totalmente inadeguati".

"Sta di fatto che nella Capitale vi è una “città” invisibile composta da circa 8.000 senza tetto, la metà italiani, di cui 3000 vivono in strada, fra i cartoni, sotto i cornicioni dei palazzi o lungo le Stazioni ferroviarie Termini, Tiburtina e Ostiense - prosegue Benvenuti -. Altri 2000 si trovano in alloggi di fortuna come edifici abbandonati e insediamenti abusivi. Poi, ce ne sono altri 2500 che vengono ospitati in parrocchie, centri convenzionati di Roma e associazioni di volontariato. A questi si devono aggiungere 10mila famiglie ancora in attesa di un alloggio popolare". 

"Ancora una volta quest’anno, come lo scorso inverno, non comprendiamo cosa si sta facendo  complessivamente a Roma rispetto al  carente piano freddo, mentre si deve purtroppo registrare il primo caso di decesso in strada. Roma - conclude - ha necessità di programmi adeguati e non certo di rincorrere costosi interventi emergenziali che poi non risolvono i reali problemi, anche nei confronti degli invisibili".

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