Un centro commerciale nel palazzo storico: indagati 10 ex assessori di Alemanno

Si tratta dei firmatari della delibera che sanciva la trasformazione di Palazzo Raggi in uno shopping center. Nei guai anche funzionari e dirigenti del Campidoglio

Avrebbero dovuto verificare la validità dei documenti utilizzati per ottenere il permesso di trasformare Palazzo Raggi, ex storica sede della Camera, in uno shopping center. Per questo motivo, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i pubblici ministeri Alberto Galanti e Simona Marrazza stanno indagando 10 ex assessori comunali della giunta Alemanno. Si tratta di Sveva Belviso, Alfredo Antoniozzi, Antonello Aurigemma, Enrico Cavallari, Marco Corsini, Dino Gasperini, Fabrizio Ghera, Carmine Lamanda, Rosella Sensi e Marco Visconti. Sono i nomi presenti alla seduta di giunta dell' 8 febbraio 2012, quella in cui passò il progetto ora finito sotto la lente d'ingrandimento dei giudici. Assente, al momento dell'approvazione, l'ex sindaco Alemanno per questo non coinvolto nell'indagine.

Sono diversi mesi che i magistrati stanno indagando sul procedimento amministrativo con il quale si è autorizzata questa trasformazione dell'assetto urbanistico nel centro della città. Si cerca di fare luce su tutta una serie di atti firmati dal Campidoglio nel periodo risalente alla consiliatura Alemanno. I vigili urbani, oltre ad aver rilevato anomalie nella prassi, avrebbero trovato all'interno dell'edificio anche alcune irregolarità su dei lavori già eseguiti.

La delibera allora approvata prevedeva il Piano di Recupero di Palazzo Raggi, il complesso edilizio delimitato da via del Corso, via della Vite, via del Gambero e via delle Convertite. All'interno era prevista la realizzazione di un centro commerciale con un megastore per lo shopping a livello del terreno, e una serie di appartamenti ai piani superiori. La Procura di Roma attenzionando la delibera, ha bloccato  il condono edilizio che avrebbe dato, ai proprietari della struttura, il via libera per la ristrutturazione del palazzo.

Il progetto giunse in delibera alterato e la Procura sta appunto cercando di ricostruire chi, negli uffici tecnici, si è reso responsabile dell'abuso. Una modifica che, secondo i pm, doveva passare attraverso il consiglio comunale in quanto derogava il piano regolatore delal città. 

Lo scorso 13 gennaio il commissario capitolino Francesco Paolo Tronca ha annullato la delibera approvata quattro anni fa. 


 

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