Video e collegamenti da remoto, così funzionano udienze e interrogatori ai tempi del coronavirus

L'avvocato difensore, qualora non voglia presenziare fisicamente in Questura può, parlare e confrontarsi con il suo assistito sia dal Tribunale che da qualsiasi altro luogo

Udienze, interrogatori e processi con rito direttissimo in video e con collegamenti da remoto. Il coronavirus ha mutato le abitudini di molti, anche chi, tra avvocati, imputati e forze dell'ordine, ha ogni giorno a che fare con la giustizia. E così i sistemi video, oppure i collegamenti con Skype diventano il presente.

Le udienze ai tempi del coronavirus

Nella giornata del 23 marzo, presso la Questura di Roma, si sono svolte le prime tre udienze di convalida e di giudizio direttissimo, attraverso un sistema, quello indicato nel protocollo numero 4262 del 20.03.2020, stipulato dal Tribunale di Roma con la Procura della Repubblica di Roma, il Consiglio dell'Ordine degli avvocati, la Camera Penale di Roma, la Questura le altre forze di polizia, e le case circondariali di Regina Coeli e Rebibbia, in seguito all'emergenza nazionale legata alla diffusione del Covid-19 e alla conseguente emanazione del decreto legge numero 18 del 17 marzo 2020.

È stata istituita, infatti, una sala dedicata e idonea, al piano terra della Questura, presso l'ufficio denunce, dove è stato allestito un collegamento audiovisivo, da remoto, per la convalida di arresti o fermi, nel pieno rispetto di tutte le garanzie difensive previste dal codice di procedura penale.

Il collegamento in videoconferenza con il Pm

Gli eventuali arrestati (o fermati) vengono portati, in totale sicurezza, presso questa sala dedicata e lì, alla presenza di personale di polizia, avviene il collegamento in videoconferenza con il Pubblico Ministero ed il Giudice competente.

L'avvocato difensore, qualora non voglia presenziare fisicamente in Questura può parlare e confrontarsi con il suo assistito sia dal Tribunale, che da qualsiasi altro luogo dal quale intende effettuare il collegamento audiovisivo. In ogni caso è assicurato il colloquio privato con il suo assistito attraverso una linea telefonica fissa o mobile dedicata.

Non solo, chiunque accede a questa sala o si trova nelle immediate vicinanze dovrà anche sottoporsi alla rilevazione della temperatura corporea.

Le prime tre udienze con il coronavirus a Roma

Nella giornata di lunedì sono stati trattati in videoconferenza 3 arresti del 22 marzo 2020. Il primo caso riguarda un tunisino di 35 anni, reo di aver commesso un furto in abitazione. Il suo arresto è stato convalidato e gli è stato comminato il divieto di dimora a Roma.

Il secondo, invece, ha riguardato una coppia di romani, arrestati per aver commesso un tentato furto in farmacia, dagli agenti del Commissariato Torpignattara e delle Volanti. Un doppio arresto è avvenuto a seguito di un'attività di osservazione mirata, realizzata in seguito agli svariati furti, ai danni di esercizi commerciali, che si sono verificati nelle ultime settimane nei quartieri di Torpignattara e Centocelle.

Il modus operandi era sempre lo stesso: vetrina sfondata con una pietra o un'auto ariete, e poi lo svuotamento della cassa e del negozio. Gli agenti, avvalendosi anche delle telecamere cittadine, sono riusciti ad individuare gli autori.

Nel corso della notte di sabato gli uomini del Commissariato Torpignattara e della Volante, nel corso di un mirato servizio, dopo essere stati messi in allerta da tre segnalazioni di tentato furto, sono riusciti a trarre in arresto un uomo di 43 anni e la sua complice 33enne, bloccandoli mentre tentavano l'ennesimo furto, questa volta ai danni della Farmacia Vallati di via Dino Penazzato.

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L'uomo è stato sorpreso mentre, con un grosso masso, tentava di sfondare la vetrata dalla farmacia. Per il 43enne romano sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per la complice, invece, è stato solo convalidato l'arresto e disposta la scarcerazione.  

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