Evasi da Rebibbia: "i due fuggiaschi catturati a Tivoli", i carabinieri smentiscono

E' giallo sulla fuga di notizie della presunta cattura di Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu. I due scappati nel pomeriggio di domenica dalla casa circondariale della via Tiburtina

"Ritrovati, anzi no". La notizia della cattura dei due è diventata virale in tarda mattinata quando agenzie e organi di stampa hanno dato per certo il ritrovamento dei due detenuti evasi nel tardo pomeriggio di ieri dal carcere romano di Rebibbia. Divulgata dalla Fns Cisl della Polizia Penitenziaria la fine della caccia non ha però trovato conferma dai carabinieri che hanno smentito il ritrovamento e l'arresto dei due evasi, che secondo quanto divulgato dal sindacato dei 'baschi blu' sarebbero stati trovati a Tivoli, Comune della provincia nord est della Capitale. 

GIALLO SUL RITROVAMENTO - Divulgata da tutti gli organi di informazione la cattura a Tivoli del 33enne Catalin Ciobanu e del suo connazionale romeno di 28 anni Mihai Florin Diaconescu, poche ore dopo è stata la stessa Fns Cisl a rettificare l'informazione divulgata, confermando quanto riferito anche dai carabineiri, ovvero che i due fuggiaschi sarebbero ancora attivamente ricercati. 

LA FUGA - In particolare i due sono evasi intorno alle 18:30 di ieri dopo aver tagliato le sbarre di un magazzino del Padiglione 12 dell'istituto penitenziario di Rebibbia (dove era stato concesso loro di lavorare), guadagnandosi poi la fuga calandosi come nella più classica scena dei film con delle lenzuola. Arrivati lungo la via Tiburtina dei due si sono perse le tracce, sino a questa mattina quando è stata divulgata la notizia della cattura dei due a Tivoli, poi smentita dagli investigatori.

L'APPELLO DEGLI AVVOCATI - Contattato uno dei legali difensori dei due evasi, l'avvocato ha però smentito a RomaToday la notizia del ritrovamento del suo assistito. Gli stessi avvocati di Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu hanno infatti lanciato un appello tramite la stampa poche ore dopo l'evasione dei due loro assistiti. "Costituitevi subito. Mettetevi al più presto a disposizione delle autorità e delle forze dell'ordine. Solo così potete evitare di peggiorare la vostra situazione", le parole di Cristiano Brunelli e Andrea Palmiro legali difensori dei giovani romeni spariti dalla casa circondariale della via Tiburtina. 
 

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Commenti (9)

  • Che vergogna, scappati come la banda bassotti. Si si cercateli quelli già staranno al loro paese.Ma come puo' essere preso sul serio un paese che permette cio' ?

  • Pena di morte subito ma in questo paese dii buonisti corrotti non si farà mai! siamo destinati a conviverci con questa gentaglia

  • Hanno fatto proprio un bel lavoro "segare comodamente le sbarre e scappare" ma che stiamo nel medioevo? ancora queste storie? ma quale concesso di lavorare, ma se non c'è il lavoro per la gente onesta. A questi palla al piede e a pane e acqua, vedrai che la forza di scappare poi non la trovano. .

  • Gli era stato concesso di LAVORARE?! Ovvero di GUADAGNARE?? Queste cose mi fanno venire il sangue in testa! Rispediteli nel loro paesaccio a fare i lavori forzati a vita! Soldi e lavoro agli italiani, non ai delinquenti d'importazione!!

    • Potresti farti recludere, così puoi lavorare anche tu, guadagnare, e diventare ricca come i detenuti importati dai loro paesacci

      • Spero vivamente tu sia ironico e non li stia difendendo davvero...

        • Non li sto difendendo,anzi, se dipendesse da me, un detenuto in carcere per omicidio che evade, se mai venisse nuovamente catturato dovrebbe avere l'ergastolo senza processo. Detto ciò, al di là di espressioni poco felici come "paesacci", credo che sia un bene che venga concesso ai detenuti di lavorare, visto che lo scopo del carcere dovrebbe essere sì punitivo, ma anche educativo, e un detenuto che fa un certo tipo di percorso, probabilmente una volta terminata la pena avrà più possibilità di reinserirsi e meno possibilità di tornare a delinquere; questo fermo restando come già detto l'aspetto punitivo. Credo inoltre, (pur non avendo una conoscenza diretta dell'argomento) che il lavoro in carcere sia da intendere in questa ottica, non credo che i detenuti "guadagnino" e si arricchiscano lavorando; tutto qui. Saluti

          • Premesso che voglio credere in un ravvedimento di chi delinque, per troppo spesso si finisce per prendere una cattiva strada perché anche la vita è troppo amara, non trovo giusto che si dia il lavoro con relativo versamento di contributi a chi sta scontando un pena grave in carcere. A pensarci bene , stando a quanto riportato, gli evasi lavoravano in un'officina ed hanno passato tre posti di blocco. Come vedi troppe cose non funzionano!

    • Moira hai ragione! Questa è l'Italia che va...

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