Transessuale romano si racconta in radio: "Coming out a 12 anni. Insulti omofobi subiti ad Ostia"

"Ho iniziato a truccarmi con gli ombretti di mia madre" dice a Radio Cusano interrogato anche da Giulia, Giorgia e Alessia del Liceo Anco Marzio nell'ambito del progetto alternanza scuola lavoro

"Avevo 12 anni. Ho iniziato a truccarmi con gli ombretti di mia madre, ero euforico, avevo finalmente qualcosa con cui sentirmi me stesso. Truccandomi, già da ragazzino, mi sentito molto femminile. E' grazie al make up che ho scoperto la mia femminilità". E' la confessione di Alex, nome di fantasia di un diciottenne transessuale di un liceo romano, che si è raccontato a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di ECG su Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano..

Sul primo coming out, interrogato anche da Giulia, Giorgia e Alessia del Liceo Anco Marzio di Ostia, a Radio CusanoCampus nell'ambito del progetto alternanza scuola lavoro sottolinea: "Mi sono sempre visto in panni femminili, già alle medie. Mi sono dichiarato molto presto, forse troppo presto. A 12 anni l'ho detto a mia madre. Le ho detto mamma, sono gay. Non mi piace la parola omosessuale, mi sembra una malattia venerea. Mia madre è stata molto comprensiva, mi disse di decidere bene, in effetti avevo 12 anni, uno può non avere le idee chiarissime a 12 anni. Ma avevo ragione, non ho più cambiato idea". 

"Transfobia? Ne ho passate tante. Il primo che mi viene in mente riguarda un ragazzo che mi scrive e mi dice tutte cose carine su Facebook. Ci vediamo, ci baciamo, facciamo un'uscita nella norma. Due giorni dopo viene a casa mia e quella non è stata un'uscita nella norma, ci siamo divertiti insomma. Poi ho cercato di riscrivergli due giorni dopo solo che non riuscivo a inviare il messaggio perché mi aveva bloccato su Facebook. - racconta - Ho scoperto poi che era un omofobo, molto represso, che in pubblico predicava sull'immoralità di gay e transessuali. Un'altra volta passeggiavo a Ostia e un ragazzo iniziò ad insultarmi. Il giorno dopo mi scrisse su Facebook chiedendomi di uscire".

"I ragazzi gay da me non vogliono nulla, i gay cercano un maschio, io sono più femminile. Gli etero invece cercano la femmina e con me, che sono molto femminile, ci vengono tranquillamente. - confessa - Mi piacerebbe entrare nel mondo dello spettacolo, sono abbastanza singolare, mi piace fare la matta in pista quando vado in discoteca. A breve inizierò la terapia ormonale. Poi mi piacerebbe fare degli impianti al seno, perché ho il petto da maschio. Al pene, però, non rinuncerò mai. Mi piacerebbe entrare anche nel mondo del trucco, partecipare a sfilate, eventi o film".

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Commenti (1)

  • Condanno i gesti di aggressione che sono stati fatti verso questa persona, ma personalmente ritengo la transessualità un problema psicologico e mentale, nient'altro. L'eterosessualità e l'omosessualità ci sono sempre state, in tutte le specie di animali. Ognuno ha i suoi "gusti" ed è libero di seguirli, non dovrebbe essere giudicato da ciò. Ma il voler cambiare gender, sta a significare che la persona ha un problema con il proprio corpo che non riesce ad accettare (un problema psicologico): spendere migliaia e migliaia di euro in terapie ormonali e interventi dolorosi (oltre che potenzialmente rischiosi), è totalmente inutile.E' impossibile cambiare la propria psiche: se nasci uomo, sei uomo; se nasci donna, sei donna. E lo rimarrai per sempre, indipendentemente dal numero di maschere che provi a mettere. La migliore soluzioni in questi casi è parlare, parlare e parlare con persone che sanno ascoltare e trattare questi temi delicati.

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