Isis a Roma: fermati tre terroristi, uno pronto a “missione suicida”

L'operazione Akhi ha portato gli investigatori del Ros ad intercettare i militanti jihadisti. Perquisizioni in tutta la Capitale

Tre i militanti dell'Isis arrestati dai Ros nella Capitale

Tre militanti jihadisti affiliati all’Isis fra i quali uno pronto al compimento di una missione suicida contro “gli infedeli” mediante l’uso di un’autobomba. A scoprire i tre al termine di una operazione antiterrorismo nella Capitale i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Roma, nell’ambito di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica della Capitale.
 
BRIGANDE CARLITO - In particolare, all’esito delle indagini dei Carabinieri, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Roma, il GIP dello stesso Tribunale ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino macedone 41enne, Magelara Vulnet alias Brigande Carlito e di un cittadino tunisino 29enne, Barhoumi Firas, ai quali viene contestato il delitto di appartenenza ad un’associazione con finalità di terrorismo, con l’aggravante della transnazionalità del reato.
 
RADICALISMO ISLAMICO - All’origine dell’odierna operazione vi è un’intuizione investigativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, in occasione dell’arresto, lo scorso novembre, di Brigande Carlito, operato nell’ambito di un ordinario servizio di controllo del territorio. Questi era ricercato in forza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria macedone, per reati contro la persona ed il patrimonio commessi in quel Paese.

FRASI IN ARABO E FOTOGRAFIE - I Carabinieri, in quella circostanza, oltre ad arrestare il latitante, riuscirono ad individuare e perquisire l’abitazione in cui trovava rifugio. Nel corso della perquisizione, l’attenzione dei Carabinieri fu richiamata da alcune lettere manoscritte contenenti frasi in arabo e da fotografie con indizi di una adesione di Brigande Carlito al radicalismo islamista.

FOREIGN FIGHTER - Per tali motivi, è intervenuto il ROS, organo specializzato per l’Arma dei Carabinieri nelle indagini antiterrorismo. Gli accertamenti del ROS consistiti in analisi di materiale documentale ed informatico, di tabulati telefonici e telematici, pedinamenti ed intercettazioni, hanno fornito chiari elementi da cui è emerso che: nei giorni antecedenti al suo arresto, Brigande Carlito era in contatto attraverso vari sistemi di chat, con Barhoumi Firas, che già in quel periodo si trovava in Iraq, quale “foreign fighter”, a combattere in seno alle milizie terroristiche del “Daesh”;

MISSIONE SUICIDA - i due indagati si erano conosciuti tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, durante un periodo di comune detenzione in carcere, dove Barhoumi aveva intrapreso l’opera di proselitismo jihadista nei confronti di Brigande Carlito; Brigande Carlito, avendo aderito alle sollecitazioni di Barhoumi Firas, era in procinto di partire per l’Iraq, ove si sarebbe unito alle milizie jihadiste dell’Isis; Barhoumi Firas si era offerto quale volontario per il compimento, in Iraq, di una missione suicida contro “gli infedeli” mediante l’uso di un’autobomba.

IL TERZO TERRORISTA - Una terza persona è stata arrestata dai Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale, la scorsa notte, in Roma, nell’ambito della stessa operazione. Si tratta di Kurtishi Abdula, 26enne macedone, ricercato in campo internazionale perché evaso da un carcere macedone ove stava scontando una condanna ad anni 8 di reclusione per rapina. Kurtishi è inizialmente emerso nell’ambito delle indagini, per i suoi stretti legami con Brigande Carlito. Gli approfondimenti investigativi sul suo conto hanno poi consentito di scoprire che egli, dopo essere transitato in diversi Paesi europei, aveva fatto ingresso in Italia nel mese di ottobre scorso, e nel nostro Paese si avvaleva di documenti falsi e identità fittizie.

PERQUISIZIONI - Kurtishi è stato quindi tratto in arresto sia per l’evasione da lui compiuta nel suo Paese, che in flagranza di reato, perchè trovato in possesso di documenti falsi. Su ordine della Procura di Roma, i Carabinieri hanno infine eseguito ulteriori perquisizioni, nei confronti di altre persone risultate in contatto con i soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi italiani e macedoni.

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Commenti (9)

  • Accogliere un profugo maggiorenne può far guadagnare 4 euro al giorno. Ma solo se butta malissimo. La media realistica è di circa 8 euro al dì. Cioè 240 al mese. Netti. In caso di minori la cifra lievita, perché a parità di servizi il governo mette sul piatto una cifra più consistente. Anziché i canonici 35 euro pro capite (più qualche spicciolo di Iva) ne sborsa 45. Anche se il fanciullo non è un richiedente asilo ma un clandestino. Basta che non sia accompagnato. È quanto spiega una lettera che il Viminale ha inviato agli enti locali e ai prefetti lo scorso luglio, invitandoli ad attrezzarsi per «affrontare l’attuale situazione di notevole afflusso sulle coste italiane di minori stranieri». Da tempo le prefetture hanno pubblicato il bando per la gestione dell’accoglienza dei profughi. Chi è interessato deve garantire un servizio 7 giorni su 7. E offrire quanto segue. Colazione, pranzo e cena. Con portate «non in contrasto con i principi e le abitudini degli ospiti», in particolare per «le diverse scelte religiose». Il tutto sarà apparecchiato «con adeguato materiale» ovvero posate e tovaglie. Chi si occupa dei profughi deve fornirgli tutto l’occorrente per dormire (dal materasso alle lenzuola). E poi vestiti, prodotti per l’igiene personale, un pocket money da 2,50 euro al giorno più una ricarica telefonica da 15 euro ma solo al momento dell’arrivo. A ciò si aggiungono i prodotti per l’igiene personale e le lezioni. Di italiano, ovviamente. Ma anche sulle leggi che li riguardano. Il tutto, come detto, per 35 euro. Ora. Per verificare i costi abbiamo chiesto quelli sostenuti da alcuni comuni e aziende ospedaliere per servizi simili. Un pasto scolastico o nelle mense delle cliniche costa mediamente 4 euro. Significa che un’alimentazione completa può essere fornita a 12 euro (stando larghi). Aggiungiamo subito i 2,50 fissi al giorno e sommiamo un paio di euro per i prodotti di igiene personale (schiuma da barba, sapone, spazzolino, rasoi). Quanto possono costare delle lenzuola, tra acquisto e lavaggi? Un ospedale lombardo che abbiamo contattato sborsa per paziente 4,30 euro al giorno - coperte comprese - a cui si aggiungono 0,57 centesimi per i materassi. Inutile dire che non tutti i giorni si acquistano o si cambiano materassi e lenzuola: un conto sono le persone «normali», un altro quelle ricoverate. Quindi si può ipotizzare ancora un paio di euro per profugo. Poi ci sono i vestiti. Detto che molte associazioni attingono dalla beneficenza, è ancora l’azienda ospedaliera ad aiutarci. Per le divise di medici e infermieri sborsa poco più di un euro al giorno. Che diventano 52 centesimi per le calzature. Si può immaginare un investimento di 2 euro e mezzo a richiedente asilo (75 euro di spesa mensile). Restano i costi di gestione, cioè corrente, riscaldamento e così via. Ipotizziamo 6 euro ogni 24 ore, a testa? Sommando le nostre cifre teoriche arriviamo a 27 euro per immigrato. Cioè 8 euro di guadagno, che diventano 18 in caso di minorenne non accompagnato. Non abbiamo calcolato tutto, perché mancano altri servizi come le lezioni di lingua (e non solo) tenute dagli operatori. Per vederci chiaro abbiamo contattato un paio di ex dipendenti di una cooperativa. Ne scriviamo carte alla mano: abbiamo visionato pure la loro busta paga, che si aggira intorno ai mille euro netti al mese (1.800 lorde). In un caso si sono ritrovati a gestire 33 immigrati maggiorenni. Che potevano garantire, stando ai calcoli di cui sopra, 264 euro netti al giorno. 7.920 euro al mese. Da cui togliere 495 euro, ovvero il totale di quei famosi 15 euro a testa che vengono consegnati agli ospiti solo all’ingresso (nei mesi successivi non vengono erogati). 7.425 euro. Sottratti i loro stipendi, restano in cassa 4.225 euro. Netti. Circa 4 euro al giorno. Occhio però. Non pagavano l’affitto perché erano ospiti in una struttura della chiesa. I vestiti erano garantiti dalla Caritas. E per il cibo, anziché appoggiarsi a un servizio mensa, facevano una spesa per tutti da circa 300 euro a settimana. 1.200 euro al mese. Vuol dire che colazione, pranzo e cena costavano poco più di un euro quotidiano per immigrato. Anche perché godevano dei prodotti del Banco alimentare. Insomma, più di 10 euro a testa risparmiati ogni giorno. Che si sommano agli 8 euro che avevamo calcolato noi. Fatte due operazioni, si arriva a un guadagno per migliaia di euro ogni 30 giorni. Però non è tutto così semplice. Per capire meglio il meccanismo, Libero ha parlato con Omar (nome di fantasia). È un extracomunitario arrivato in Italia 25 anni fa. Parla una sfilza di lingue ed è in prima fila per l’assistenza ai profughi e non solo. Ha lavorato a stretto contatto con una cooperativa e con la Caritas, ma non vuole apparire anche per rispettare la privacy delle persone che tuttora aiuta. Omar ci ha raccontato la sua esperienza, che prendiamo come esempio immaginando un meccanismo simile in tutta Italia. Per colazione pranzo e cena ci parla di una convenzione da 8,40 euro al dì per ospite (quella che noi immaginavamo da 12 euro). Menu poverissimo, anche perché «chi arriva da certi Paesi è abituato a un’altra dieta e in ogni caso mangia molto meno rispetto agli occidentali». Colazione tipo: latte e biscotti. Pranzo: riso (alimento fondamentale per i nordafricani), sugo di pomodoro e un po’ di carne. Cena: riso. Per dormire cambiavano i letti ogni due settimane, anche perché molti ospiti consideravano le lenzuola un lusso: in molti casi non le avevano mai utilizzate in vita loro. Secondo Omar, su 35 euro ne possono restare in cassa più di 10. Comodamente. Attenzione. A sentire lui, i maggiori vantaggi sono per gli albergatori. «In periodo di crisi e o di bassa stagione possono riempire le stanze, magari mettendo quattro persone in una doppia». D’altronde i corsi di italiano, l’assistenza e via elencando sono spesso garantiti a costo zero dai volontari. Che sono il fiore all’occhiello di realtà come la Caritas. La quale ci guadagna molto? No, secondo Omar. «Molto spesso ospita le persone nei suoi edifici, ma prima li mette a norma e quindi spende denaro per i lavori». Poi investe per formare i volontari, anticipa i soldi che lo Stato sgancia in ritardo, si coordina con gli albergatori e interviene per qualsiasi emergenza. Interagisce con le associazioni che formano il personale per assistere gli stranieri. Nel caso della cooperativa di Omar, da 4 dipendenti è lievitata fino a 20. La Caritas dice di agire solo per fare del bene - utilizzando i fondi solo con quell’obiettivo - mentre gli albergatori saranno più sensibili al bilancio. Ma rischiano che gli ospiti gli devastino le camere... tratto da www.liberoquotidiano.it

  • Sembra che stiano leggendo da qualche parte quello che devono dire...Ma se sono arabi perchè parlano in italiano con accento romananesco?

  • Una lapidazione in piazza no?

  • benissimo e poi ci dicono che è tutto sotto controllo, chissa quanti altri scorazzano tranquilli per l'italia magari anche assistiti dalle coop e associazioni buoniste cattoliche e di SX

    • Purtroppo , è possibile che tra gli immigrati che giungono nel nostro paese con intenzioni pacifiche ci siano soggetti altamente pericolosi. Però certi particolari non emergono dalla loro carta d'identità, in modo da mostrare chi realmente sono , né quali siano le loro intenzioni!

      • cara Francy, il problema hai detto bene sono gli immigrati. QUI in italia NON si è mai fatta la differenza tra immigrato e profugo, che non sono affatto la stessa cosa. UN PROFUGO è colui che fugge da guerre, persecuzioni ecc ed è protetto da trattati internazionali (E SONO LA MINORANZA DI COLORO CHE ARRIVANO). Gli Immigrati sono invece coloro che arrivano per motivi economici e su questi che occorre intervenire NON si può accettare chiunque venga in Italia è pleonastico il fatto che l Italia e L'europa NON posso accogliere tutta l'africa e paesi limitrofi, cui vanno sommati altri immigrati dai paesi UE. Occorre fare politiche di ingresso permessi di soggiorno a fini di lavoro, ESCLUDENDO (ossia rispedendo al paesello di provenienza) coloro che hanno precedenti penali in paesi UE, che non hanno diritto per vari motivi ecc ecc. TUTTO questo che ho elencato IN italia NON accade noi accettiamo tutti e chiaramente primo NON possiamo permettercelo per motivi economici (abbiamo i nostri poveri da accudire cosa che NON viene fatta) due I cittadini sono stanchi di vedersi tagliare i servizi a causa di mancanza di fondi e qui ritorniamo al discorso primario. NON cominciare a dire che sono fondi europei perche NON è vero, il comune di Roma ad esempio spende circa 8 € al giorno per i migranti che ospita nelle sue strutture soldi che vanno sommati a quelli elargiti dal ministero dell'interno. Detto questo e chiudo aggiungo che i nostri NONNINI per sbarcare il lunario FRUGANO nei rifiuti dei mercatini rionali per racimolare qualche ortaggio e qualche frutto ammaccato e gettato nella spazzatura. ED IO dovrei preoccuparmi di questi giovanotti belli in carne , che se ne vanno a correre ed a giocare a pallone bighellonando per i quartieri senza fare nulla???? NO GRAZIE meglio interessarmi dei NONNINI!!!

        • Buongiorno Frank, hai perfettamente ragione , troppi immigrati sono entrati nel nostro paese e non tutti sono profughi. Però , per questi arrivi in massa , sui barconi fatiscenti, tutto ciò come si sarebbe potuto evitare? E' vergognoso che in molti abbiano considerato tutto questo un " business". Riguardo ai nonnini ti posso dire che ho lavorato presso un ufficio Pensioni e che molti sono i nostri pensionati che ancora oggi sono costretti, per vivere o meglio sopravvivere, a fare dei grossi sacrifici, se non dei miracoli. e andrebbero aiutati. Una delle decisioni più importanti da prendere , come dici tu, sarebbe quella di attuare delle politiche serie per gli ingressi in Italia. Perché fino ad oggi , aldilà dell'aspetto umanitario, in alcuni casi, mi riferisco a chi è giunto qui e delinque, abbiamo fatto una spiacevole esperienza.

          • EVITARE gli arrivi??? semplice quando sbarcavano si separavano profughi da migranti economici, i primi veniva avviato l'iter previsto pe ril rilascio pe ri secondi ESPULSIONE IMMEDIATA si sarebbe dato un segnale FORTE a chi voleva venire invece siccome ci MANGIANO in tanti hanno accettato tutti semplice no??

        • aggiungo poi CHE VIENE dato il pocket money pari a € 2,50 AL GIORNO che moltiplicato per 30 gg fa 75 euro al mese in pratica 900 euro l'anno che nessun pensionato o disoccupato percepisce .!!!

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