Termini: come una lite tra senza fissa dimora diventa un caso politico. Tre versioni e il giallo del crocifisso

La notizia dell'accoltellamento in piazza dei Cinquecento è stata commentata oggi da Matteo Salvini, supportato poi da Giorgia Meloni. Il PD prende le distanze mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo

Il tam tam si è diffuso oggi, intorno alle 12, quando sono state rese note le dichiarazioni, discordanti e tutte da dimostrare, di un senza fissa dimora vittima di una aggressione subita sabato scorso, in piazza dei Cinquecento, a pochi metri dall'ingresso della stazione Termini di Roma hanno alzato un polverone politico. 

Commenti che, neanche a dirlo, in prima fila hanno visto il Ministro dell'Interno Matteo Salvini il quale, tramite il suo profilo Facebook, ha annunciato di aver convocato per domani, alle 10, una riunione al Viminale su "immigrazione, terrorismo ed estremismo islamico, sbarchi ed espulsioni, per lavorare a nuovi decreti, accordi e direttive a tutela della sicurezza, dei confini e dei diritti di tutti gli italiani".

L'accoltellamento a Termini, la prima versione

Cosa è successo sabato mattina? La notizia è stata data, come spesso capita, in uno dei tanti comunicati fatti dalla Questura di Roma relativo ai fatti che accadono alla stazione Termini

L'episodio in questione racconta di un uomo di 37 anni di origini marocchine che, sabato mattina, ha ferito alla gola un 44enne georgiano fuggendo quindi lungo via Cavour prima di essere bloccato dagli agenti della Polizia di Stato e arrestato con l'accusa di tentato omicidio. Una lite tra due senza fissa dimora, terminata a colpi di coltello, con una lama di 11 centimetri, rinvenuto dalla Polizia, e cominciata a bordo di un autobus della linea 64

La vittima se la caverà con una prognosi di 21 giorni. Ascoltato, l'uomo però ha fornito versioni discordati sui fatti. Secondo quanto ricostruito, subito dopo l'arresto del suo aggressore, il georgiano di 44 anni non ha fatto alcun riferimento a motivi di ordine religioso.

Il racconto in ospedale e dal Pm

Ai medici del pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni ha poi raccontato di essere stato rapinato e aggredito mentre al pm Alberto Galanti, invece, ha detto di essere stato colpito perché indossava al collo una catenina con un crocefisso. Il tutto condito da un presunto testimone che avrebbe riferito di aver sentito urlare dal marocchino "italiano cattolico di merda", rivolto al rivale georgiano, prima della violenta aggressione.

La polemica politica su Termini

Fatto, questo, tutto ancora da determinare. Ma è a questo punto che, una notizia passata quasi del tutto inosservata e riportata il giorno di Pasquetta, è diventata tema di dibattito politico, soprattutto dopo i fatti accaduti in Sri Lanka

Salvini, in diretta Facebook da Pinzolo, non si è attardato a commentare: "Il problema di sicurezza in Italia è dato dal fanatismo e dal terrorismo islamico". Infatti "la cronaca nazionale e internazionale, dalla lite fra clochard a Roma alle bombe in Sri Lanka, ci dice di tenere alta altissima attenzione". Quindi "domani da ministro dell'Interno sarò al ministero dell'Interno" per lavorare affinché "non si verifichino violenze o aggressioni da parte di fanatici estremisti islamici che sono in Italia come nel resto del mondo" assicurando "attenzione massima e vigilanza massima".

Per poi aggiungere: "Scrivo a tutti i prefetti e questori per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti". La cronaca, così, lascia spazio alla politica. Gli esponenti della Lega supportano il proprio leader.

A dargli manforte anche Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia: "Se i musulmani pensano di portare la guerra santa in casa nostra, è arrivato il momento di prendere provvedimenti anche drastici: non resta che bloccare ogni tipo di immigrazione islamica finché non si saranno chiariti meglio le idee. Intendiamo difendere le nostre radici classiche e cristiane dal processo di islamizzazione dell'Europa, se ne facciano una ragione i buonisti e i sultani di mezzo mondo", ha scritto postando la notizia dell'accoltellamento.

Più cauto, invece, Marco Miccoli, responsabile della comunicazione Pd: "Sarebbe grave se il ministro dell'Interno Salvini, in seguito alle prime notizie di stampa, peraltro contraddittorie, rispetto a quelle che provengono dalla Questura di Roma in seguito ad un accoltellamento tra due clochard alla stazione Termini, avesse sollevato un polverone mettendo in difficoltà gli stessi organi inquirenti. Non è la prima volta che Salvini commenta a caldo informazioni delicate sulle quali gli inquirenti stanno ancora compiendo le dovute indagini, svilendo in questo modo il prezioso lavoro dell'apparato di sicurezza". 

Le tre versioni discordanti da verificare

Nel frattempo la Procura, che ha aperto un fascicolo per tentato omicidio con l'aggravante dell'odio religioso, ascolterà presto l'arrestato con l'intento di chiarire i lati della vicenda. Da appurare anche quale sia il grado di attendibilità della vittima che avrebbe raccontato le diverse versioni dell'accaduto.

La Polizia indaga e solamente quando gli inquirenti avranno tutti gli elementi necessari per procedere si deciderà se confermare o meno l'aggravante dell'odio religioso, ma per il momento il caso politico è già scoppiato come dimostra l'ultimo, almeno in ordine di tempo, commento di Salvini: "Il Pd è impegnato a negare il movente religioso nell'aggressione in zona stazione Termini ma dimentica che il giorno di Pasqua, a Torino, un senegalese ha aggredito due poliziotti urlando Allah Akbar. Il ministro dell'Interno ha il dovere di garantire la sicurezza e di non sottovalutare questi fenomeni, che guarda caso vedono come protagonisti degli extracomunitari arrivati in Italia grazie ai porti aperti". 

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