Tassista picchia cliente, parla l'avvocato: "Non è stata revocata la licenza. La verità non è in quel video"

L'avvocato del tassista: "Ho presentato un esposto nei confronti della Polizia di Stato per violazione del segreto istruttorio. E' vergognoso perché non si possono pubblicare le cose arbitrariamente"

"Il mio assistito è stato aggredito verbalmente, ha fatto scendere questo signore che ha iniziato a prendere a pugni il taxi. A quel punto c'è stata l'aggression e, come si vede dal video, il signore cade e si rialza immediatamente". Sono le parole di Luciano Randazzo, avvocato del tassista di 59 anni al quale la sindaca Virginia Raggi ha promesso di revocare la licenza

Il legale è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus: "Il mio assistito è semplicemente indagato dalla procura di Civitavecchia. La licenza gli è stata sospesa per 30 giorni, non ci sono state revoche. La decisione verrà impugnata presso il tribunale amministrativo regionale, perché ritengono che non ci siano i presupposti per questo provvedimento. Lui non era proprio nell’esercizio delle sue funzioni perché il cliente era fuori dal taxi. Lui è totalmente incensurato e ha avuto questa reazione".

"Il fatto non è solo quello che appare nel video. - spiega l'avvocato Randazzo - Questo signore, come afferma anche un teste, sale sul taxi, per regolamento c'è una tariffa fissa per Roma-Fiumicino. Insiste a dire di mettere il tassametro, il mio assistito gli dice che non serve perché la tariffa è fissa e quello inizia a inveire contro il mio assistito e contro quelli che lui ha chiamato tassinari romani che sono tutti ladri e banditi. Era molto aggressivo. A quel punto, il mio assistito lo fa scendere e fa salire un’altra persona. Compete al tassista far scendere le persone che sono le persone palesemente alterate. Questo signore una volta sceso inizia a prendere a pugni il taxi, lì succede che il mio cliente sferra un pugno e come si vede dal video il signore cade e si rialza immediatamente".

Quindi il legale sottolinea anche un altro aspetto: "La pubblicazione del video è un fatto grave. Siamo entrati nel circo mediatico-giudiziario come purtroppo in Italia avviene spesso. Ho presentato un esposto nei confronti della Polizia di Stato per violazione del segreto istruttorio. E' vergognoso perché non si possono pubblicare le cose arbitrariamente. Il mio assistito ha chiesto più volte scusa a quel signore, ha capito che c'è stata una reazione eccessiva, adesso sta vivendo male più la reazione mediatica che quella giudiziaria. Il Comune di Roma ha emesso il provvedimento di sospensione della licenza più sul presupposto mediatico che per altro. Provvedimento che abbiamo impugnato. Se il Tar ci darà ragione chiederemo un risarcimento come è successo in altri casi. E' chiaro che questi episodi non dovrebbero accadere, la violenza non deve esistere. Io assisto questo signore affinchè abbia un giusto processo, non perché condivido il suo atteggiamento".

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