Aggredisce e minaccia di morte tassista che si rifiuta di farla salire, condannata trans

I fatti risalgono al 30 luglio del 2016. La transessuale dovrà scontare 8 mesi di reclusione

Immagine di repertorio

Alle 18,30, tra la folla di turisti in piazza del Colosseo, ha minacciato di morte e aggredito un tassista, usando prima due bottiglie di vetro e poi una sedia di un ristorante vicino. Non contenta, ha danneggiato l'auto bianca a calci e a bottigliate, avventandosi poi contro gli agenti della Polizia Locale intervenuti per portarla in caserma. 

A distanza di tre anni e mezzo, la transessuale brasiliana, è stato condannata giovedì 23 gennaio mattina davanti al giudice monocratico Simona Calegari a otto mesi di reclusione per danneggiamento, minacce e lesioni. 

I fatti risalgono al 30 luglio 2016 in piazza del Colosseo. Vittima un tassista romano residente a Fiumicino e all'epoca dei fatti 39enne, costretto a farsi visitare in ospedale per le lesioni riportate. Come raccontato dall'uomo mezz'ora dopo negli uffici del Gssu della Polizia Locale di Roma, la trans si era presentata al posteggio taxi in evidente stato di ubriachezza insieme a un altro giovane. 

Al rifiuto del tassista capofila di farla salire per portarla all'indirizzo richiesto, i due si sono avvicinati alla vittima a bordo della sua Toyota Auris. "Come il mio collega ho detto che non potevo accettare la corsa con una persona in stato di ubriachezza evidente - si legge nella denuncia - considerato che emanava un forte odore di alcool e camminava barcollando". 

Non immaginava, il tassista, di aver scatenato la rabbia della transessuale che, tornata dopo pochi minuti insieme all'altro, ha aperto lo sportello anteriore destro salendo a bordo dell'auto bianca, rifiutandosi di scendere e anzi urlando e minacciando per farsi portare in via Cassia. 

La vittima, scesa per sicurezza dal taxi, è stata seguita dall'imputata che lo ha minacciato con una bottiglia di vetro. Non si è arresa nemmeno quando è stato trascinata via dall'uomo che era con lui e al quale ha anzi strappato via una bottiglia di vetro con la quale, ha avvertito il tassista, gli avrebbe tagliato la faccia e la testa. 

Ha colpito a calci il paraurti e il cofano con la bottiglia, non riuscendo a romperla, colpendo alla spalla la vittima con una sedia presa da un ristorante vicino. Bloccata finalmente dagli agenti della Polizia Locale, la transessuale non si è arresa nemmeno quando è stata fatta salire a bordo della pattuglia, sferrando una gomitata al collo a uno dei due agenti. Il 23 gennaio la condanna ad otto mesi di reclusione. 
 

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