Ciampino, tangenti per gli appalti alle basi militari: sequestrata villa di lusso

L'ordinanza disposta dal Gip della Procura di Velletri nei confronti di due coniugi accusati di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d'asta

Un falegname ed una casalinga priva di redditi, ma proprietari di una lussuosa villa nella zona di Rocca di Papa, ai Castelli Romani. A sequestrarla nella giornata di ieri i militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. Gli investigatori hanno eseguito una ordinanza del Gip di Velletri che ha disposto il sequestro del bene nei confronti di marito e moglie, entrambi sottoposti a procedimento penale per reati di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta in seguito allo scandalo delle tangenti per gli appalti delle basi militari scoperto dagli investigatori nel dicembre del 2015 a Ciampino.

APPALTI PER LE BASI MILITARI - Come spiega la Procura di Velletri si tratta, appunto, di un nuovo tassello dell’indagine che ha interessato la base dell’Aeronautica di Ciampino – Ufficio II Genio e che aveva portato, nel dicembre scorso, alla emissione di otto misure di custodia cautelare nei confronti di ufficiali dell’Aeronautica, dipendenti civili del Ministero della Difesa e imprenditori impegnati nel settore degli appalti pubblici.

LE GARE D'APPALTO INCRIMINATE - La vicenda ruotava attorno ad un certo numero di gare d’appalto che erano state alterate al fine di aggiudicarle ad imprenditori collusi in cambio del pagamento di tangenti di valore oscillante tra il 5 e il 10 per cento del valore aggiudicato. Avendo le indagini dimostrato il carattere sistematico e perdurante nel tempo delle prassi illecite all’interno dell’ufficio di Ciampino, la Procura della Repubblica si è determinata a richiedere non soltanto il sequestro del profitto dei reati di corruzione, ma, più in generale, il sequestro di un bene di valore sproporzionato al reddito dichiarato dai due coniugi. L'uomo risulta infatti essere un dipendente con mansioni di falegname, mentre la moglie risulta essere priva di redditi. 

ARRICCHIMENTO PATRIMONIALE - Utilizzando una norma originariamente concepita in chiave antimafia, il Giudice per le Indagini Preliminari di Velletri ha emesso un provvedimento proprio sul presupposto che gli indagati abbiano ottenuto illecitamente un arricchimento patrimoniale grazie ai proventi della corruzione ricevuti nell’arco di diversi anni. 

VILLA A ROCCA DI PAPA - Qualora gli indagati non dovessero dimostrare, in antitesi all’impostazione accusatoria, la provenienza lecita del bene, questo sarebbe destinato alla confisca. Si tratta di una villa del valore di circa 360.000 euro realizzata dagli indagati nel territorio di Rocca di Papa. Le indagini, concluse a carico delle persone raggiunte da misura cautelare, proseguono per altre vicende.

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