Tangenti per appalti Anas: dieci arresti, fra loro l'ex sottosegretario Meduri

Dirigenti e imprenditori sono stati raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare al termine della Operazione Dama Nera della Guardia di Finanza

L'Operazione Dama Nera ha smascherato un sistema di appalti e tangenti

Dalle prime ore dell’alba, circa 300 Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma, nei confronti di 5 dirigenti e funzionari di Anas Spa della Direzione Generale di Roma, tre imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche, un avvocato ed un politico, l'ex Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture nell'allora Governo Prodi (2006-2008) Luigi Meduri. 

OPERAZIONE DAMA NERA - Sono 31 gli indagati coinvolti nell’odierna operazione di polizia, convenzionalmente denominata Dama Nera, che ha consentito di disarticolare una vera e propria cellula criminale, costituita da dirigenti e funzionari “corrotti” di Anas Spa i quali - abusando dei poteri derivanti dall’incarico ricoperto nell’ambito della predetta azienda pubblica - sono riusciti ad ottenere utilità e provviste corruttive da imprenditori, titolari di società di rilievo nazionale, in alcuni casi con l’intervento di un “Colletto Bianco” (un avvocato di Catanzaro) e del citato esponente politico.

LE INDAGINI DEL GICO - Nel dettaglio, gli specialisti del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza di Roma, mutuando moduli investigativi utilizzati per il contrasto alla criminalità organizzata, hanno condotto complesse ed articolate attività investigative, poste in essere attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e video riprese, integrate dalle classiche, ma sempre efficaci, attività di polizia giudiziaria (appostamenti e pedinamenti), all’esito delle quali sono stati accertati determinanti indizi di reità in ordine a plurime fattispecie di reato, quali associazione per delinquere, corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e voto di scambio.

DIRIGENTI ANAS  - Figura centrale è risultata Antonella Accroglianò (Dirigente Responsabile del Coordinamento Tecnico Amministrativo di Anas Spa), secondo le indagini delle Fiamme Gialle, vero e proprio deus ex machina all’interno del sodalizio, che ha visto la fattiva compartecipazione di ulteriori dirigenti dell’azienda pubblica, quali Oreste De Grossi (Dirigente Responsabile del Servizio Incarichi Tecnici della Condirezione Generale Tecnica), Sergio Serafino La Grotteria (Dirigente Area Progettazione e Nuove Costruzioni) nonché di funzionari “di rango minore”, quali Giovanni Parlato e Antonino Ferrante, tutti oggi destinatari di provvedimento restrittivo.

SISTEMA CRIMINOGENO - Le conversazioni captate hanno consentito di far emergere come nel gruppo valesse la regola per la quale “...Se viaggi da solo non fai niente.. chi ha cercato di viaggiare da solo, poi l'hanno azzopatto...perché, poi, alla fine, non ti riconoscono più...": in altre parole, trattavasi di un vero e proprio “sistema” criminogeno, specializzato e consolidato da anni.

"LIBRI E TOPOLINI" - Per l’illecito servizio prestato, è stato ampiamente documentato come i dipendenti dell’Azienda abbiano ottenuto provviste corruttive in denaro ovvero richiesto l’assunzione di persone “a loro vicine” e/o l’affidamento di lavori in sub appalto a soggetti agli stessi riferibili. Meritevole di menzione è il linguaggio criptico utilizzato nel descrivere le dazioni di denaro, definite alternativamente “libri”, “topolini” o “medicinali/antinfiammatori”.

L'EX SOTTOSEGRETARIO - Pienamente coinvolto nell’illecito rapporto di corruttela è risultato il politico Luigi Giuseppe Meduri, anch’egli oggi tratto in arresto, già Presidente della Regione Calabria, dal gennaio 1999 all’aprile 2000, Deputato nella XIV legislatura (Margherita Ulivo) e, dal maggio 2006 al maggio 2008, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture (Governo Prodi), oscuro faccendiere che, da un lato, ha sostenuto le illecite richieste degli imprenditori Bosco Lo Giudice e Costanzo, dall’altro, si è interessato per la corresponsione di indebite provviste di denaro da parte di questi ultimi in favore dei dipendenti pubblici investigati.

GLI INDAGATI -  I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma – Gico anno dato esecuzione ai seguenti provvedimenti emessi dal Tribunale e dalla Procura della Repubblica di Roma: Ordinanza di custodia cautelare personale – in carcere ed agli arresti domiciliari – a firma del GIP dottoressa Giulia Proto, nei confronti di: Antonella Accroglianò, Oreste De Grossi, Sergio Serafino La Grotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante, Eugenio Battaglia, Concetto Albino Bosco Lo Giudice, Francesco Domenico Costanzo, Luigi Giuseppe Meduri e Giuliano Vidoni. 

LE ACCUSE - Dovranno difendersi dai reati di associazione per delinquere, corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e voto di scambio. 

SEQUESTRO PREVENTIVO - Sequestro per equivalente delle somme corruttive allo stato accertate nei confronti di tutti i dipendenti pubblici infedeli, fino a concorrenza di 200mila euro. Oltre 90 le perquisizioni effettuate in Lazio, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Piemonte, Veneto Abruzzo, con il supporto anche dei Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alle sedi di Bari, Arezzo, Catanzaro, Catania, Gorizia, Cosenza, PadovaMessina, Siracusa, Udine, Torino, Vercelli e Venezia.

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