Stupro a Castro Pretorio, il bengalese resta in carcere: "Era consenziente". Lei: "Credevo di morire"

La violenza è andata in scena a via Palestro, fra la stazione Termini e Castro Pretorio

Foto Ansa

Resta in carcere il bengalese che compierà 23 anni il prossimo novembre accusato di aver stuprato e rapinato una ragazza finlandese a Roma. Lo ha deciso il gip di Roma dopo aver analizzato le indagini del pm Cristiana Macchiusi e della Polizia di Stato nell'immediatezza della violenza. 

La violenza sessuale a Castro Pretorio e l'allarme

Lo stupro fra le stazioni di Termini e Castro Pretorio tra venerdì e sabato, tra le quattro e le cinque dell'alba, in via Palestro, nel centro di Roma. Le urla della giovane hanno allerato i residenti del quartiere che, quindi, hanno chiamato la Polizia. La 20enne finlandese, violentata, colpita con una pietra e rapinata era stata avvicinata dal bengalese al pub Yellow. Lui le avrebbe offerto di accompagnarla a casa. Lei si è fidata. 

Poi l'incubo. Il ragazzo prova a baciarla sul collo e ad abbracciarla mentre si incamminano. Lei si allontana. L'aggressore la spinge contro un muro, raccoglie un sampietrino da terra la colpisce al petto con la pietra, poi ritrovata dagli agenti della squadra mobile.

La 20enne, che lavora a Roma come baby sitter, viene quindi trascinata dietro un bus parcheggiato, violentata, presa a morsi e colpita ancora. Questa la ricostruzione fatta dalla Polizia. 

"La ragazza era consenziente": fermato il bengalese 

Il violentatore si mette in tasca anche 40 euro della vittima e poi si allontana. Lei, soccorsa, viene accompagnata all'Umberto I. Il referto medico è brutale ed inequivocabile. Le indagini del commissariato Viminale sono rapide. Vengono raccolte le testimonianze al bar Yellow. Si risale al nome del sospetto e a piazza Fiume, il 22enne viene arrestato.  

L'aggressore è in Italia dal 2014 con un permesso umanitario e da qualche giorno lavorava come lavapiatti in un ristorante. Durante l'interrogatorio ha detto che ha "avuto un rapporto sessuale con quella ragazza, ma lei era consenziente". Il gip però non gli ha creduto e ha convalidato l'arresto.

Le telecamere della zona lo incastrerebbero. In più c'è la descrizione minuziosa di come era vestito e l'abbigliamento in questione ritrovato nel suo appartamento. "Ho avuto paura di morire", ha raccontato la vittima agli agenti di Polizia.  

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