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Stupro Caffarella: uno dei due arrestati doveva essere espulso

Alexandru Loyos e Karol Racz avevano entrambi precedenti penali. Il primo ha evitato l'espulsione per un cavillo burocratico. Il secondo, da poco in Italia, ha scontato tre anni di prigione in Romania

Matteo Scarlino18 febbraio 2009
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Un'indagine condotta in modo classico, senza l'ausilio di tecnologie o intercettazioni che ad un certo punto ha rischiato di essere compromessa dalla pubblicazione di notizie che stavano spingendo alla fuga i due stupratori della Caffarella. Alla fine però Alexandru Isztoika Loyos di 20 anni e Karol Racz di 36 anni sono stati arrestati e dovranno ora rispondere dell'accusa di stupro e rapina.

A raccontare i particolari delle indagini è il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi: “L'indagine è stata di tipo classico, svolta scandagliando il nostro archivio fotografico, in particolare soffermandoci sul cosiddetto album dei frequentatori dei parchi. L'intuizione è stata giusta perché grazie anche ai ricordi dei due ragazzi e agli identikit formulati siamo riusciti a stringere il cerchio”.

Alexandru Isztoika Loyos è stato arrestato in un campo nomadi di Primavalle dove viveva in una tenda. Si tratta di un romeno di etnia rom, senza un lavoro regolare, né una residenza fissa. Nella sua fedina penale compaiono precedenti penali per furto e ricettazione.

Nel suo alloggio sono stati trovati pantaloni con tracce ematiche, sulle quali la polizia scientifica era pronta ad eseguire i rilievi del caso. “L'indiziato però nella notte”, spiega Vittorio Rizzi, “ha reso una confessione piena e completa, anche alla presenza del suo avvocato”.

Nel corso della confessione il ventenne ha raccontato che inizialmente l'intenzione era solo quella di fare una rapina. “A quanto ci ha raccontato poi”, continua Rizzi, “entrambi hanno trovato la ragazzina particolarmente carina e così l'aggressione è degenerata in una violenza sessuale”.

Più complicato l'arresto del 36enne Karol Racz che era già in fuga, tanto da essere stato bloccato mentre si trovava in un campo nomadi di Livorno. Solo nella mattinata è stato trasferito a Roma, dove però non ha reso, a differenza del suo complice, una piena confessione.

Rizzi ammette che le indagini sono state complicate dalla pubblicazione della foto del giovane su una nota free press che ieri aveva parlato dell'identificazione di uno dei due colpevoli. “Alexandru”, rivela Rizzi, “ci ha raccontato di aver visto la sua foto sui giornali e si stava preparando a fuggire. Il nostro blitz di ieri è stato decisivo per bloccare la sua fuga”.

Le due vittime hanno identificato i due colpevoli. Rizzi, che ha invitato i giornalisti a proteggere il più possibile la privacy della ragazza e del suo fidanzatino, ha raccontato di “una ragazzina forte, ma molto scossa. Quando ha visto le foto ci ha detto: “Vi prego, non voglio più vederlo in faccia”.

Sulle ipotesi circolate ieri della possibilità di un coinvolgimento di uno dei due arrestati nello stupro di via Andersen, Rizzi ha parlato di “verifiche in corso. Posso però confermare che i due sono stati fotosegnalati lo scorso 24 gennaio, all'indomani dello stupro di Primavalle, insieme agli altri abitanti delle baraccopoli della zona. Grazie a quelle foto siamo potuti risalire al colpevole”.

Nell'indagine importante è stato l'apporto della polizia romena, sia da un punto di vista burocratico che culturale. Marian Mandroc, comandante della polizia romena, ha detto che “la Romania è pronta a fornire il proprio supporto ai colleghi italiani come era previsto anche prima di questo stupro. Se necessario siamo pronti ad aumentare il numero di uomini presenti in Italia”.

Mandroc ha anche rivelato che Racz “in Romania ha scontato 3 anni di carcere per furti. La detenzione risale al periodo 99-2002”. Secondo la polizia italiana Racz era in Italia da relativamente poco. Sui precedenti dell'altro arrestato, Rizzi conferma che “su di lui c'era un provvedimento di espulsione non convalidato dal magistrato per un cavillo burocratico”. Il provvedimento risale alla seconda metà del 2008.

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6 Commenti

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  • Avatar anonimo di Santo

    Santo no,perchè invece di metterli in isolamento non li mettono con gli ergastolani così un bel dispetto lo fanno sulla loro pelle? Ah già perchè dopo viene a trovarli Rita Calderolli,ma si dai quella del partito democratico che invece di andare a trovare le povere vittime va a difendere gli stupratori che vengono maltrattati,bisogna essere clementi,giusto? Eh si,per forza sono malati bisogna curarli poverini,ma ci faccia il piacere,ci faccia,come diceva Alfonso Pilato? Senè lavò le mani.

    il 20 febbraio del 2009
  • Avatar anonimo di Tony

    Tony perchè non sono stati linciati dalla folla quando li hanno presi?

    il 20 febbraio del 2009
  • Avatar anonimo di Carlo

    Carlo nel pezzo c'è scritto che alexandru loyos è di etnia rom. Ma questo credo cambi poco o nulla: mi sa tanto di giustificazione di quelli del nord quando dicono che gli italiani sono onesti e che sono i napoletani e siciliai

    il 20 febbraio del 2009
  • Avatar anonimo di romeno2000

    romeno2000 Perche mai si parla di nazionalita di questi stupatori ma solo della loro citadinanza? Alexandru Isztoika Loyos puo esere anche ungarese e Karol Racz non e per caso zingaro?

    il 19 febbraio del 2009
    • Avatar anonimo di giada

      giada guarda già è tanto che in questo articolo non sia ripetuta la parola ROMENO ROMENO  e ROMENO come invece hanno fatto tutti gli altri giornali. sottolineo infatti che qui si tratta di due persone, due criminali, che lo erano anche in romania e lo sono stati anche in italia.

      il 20 febbraio del 2009
  • Avatar anonimo di Ezio

    Ezio Ma non avevano parlato anche di capelli lunghi?

    il 18 febbraio del 2009