Stefano Calvagna, il regista balzato agli onori delle cronache per la sparatoria fuori dall'Anfitrione il 17 febbraio 2009, finirà sotto processo. Accadrà il prossimo 12 ottobre. Il regista de "Il Lupo" è accusato di calunnia aggravata, detenzione e porto di arma clandestina, ricettazione. La procura ha infatti chiesto e ottenuto il processo immediato nei suoi confronti e di un finanziere accusato di averlo aiutato ad allestire una messa in scena in cambio di un provino cinematografico per la figlia.
La vicenda ebbe inizio il 17 febbraio del 2009, quando il regista fu gambizzato uscendo da uno spettacolo al teatro Anfitrione, in via di San Saba. I killer sarebbero stati due: uno avrebbe sparato, l'altro aspettato in motorino. Il regista da tempo sosteneva di essere minacciato di morte e che a farlo aggredire sarebbe stato un produttore cinematografico, Alessandro Presutti, che lo aveva denunciato per la vicenda della truffa.
Poi in causa era stato chiamato l'ex collaboratore Carlo Bernabei i cui uffici a Cinecittà furono perquisiti dagli investigatori, che trovarono una pistola semiautomatica con la matricola abrasa dello stesso calibro di quella usata per sparare a Calvagna.
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Le telecamere a circuito chiuso però, permisero al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed al sostituto Giovanni Bombardieri di scoprire che l'arma era stata nascosta qualche ora prima da una persona legata al regista, un appuntato della guardia di finanza che si sarebbe prestato a organizzare tutta messa in scena. Nel procedimento per calunnia Bernabei è, dunque, parte offesa.