Costringe la ex a fare sesso con lui, poi le distrugge casa e la minaccia di morte

A finire in manette un pericoloso stalker. Il 40enne non accettava la fine della relazione sentimentale con la sua ex compagna

Immagine di repertorio

Una storia di violenze, minacce e persecuzioni. Vittima l'ex compagna di un pluripregiudicato che non accettava la fine della loro relazione sentimentale. Sono stati gli agenti della squadra di Polizia Giudiziaria del commissariato di polizia di Civitavecchia, diretto dal dottor Nicola Regna, a mettere fine ai soprusi.

Così, nel pomeriggio di giovedì 20 dicembre hanno dato esecuzione dopo articolate e complesse indagini, alla misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta a carico del 40enne di Cerveteri

Le indagini hanno cominciato a prendere corpo lo scorso mese di novembre quando una donna di 38 anni ha presentato denuncia – querela nei confronti dell'ex fidanzato, soggetto con il quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale iniziata nel settembre del 2017.

La donna, visibilmente scossa e turbata, con non poche difficoltà, e solo dopo aver acquistato fiducia nell'Ufficiale di Polizia, che l’ha ascoltata  mettendola a proprio agio,  rassicurandola costantemente,  ha raccontato i reiterati atteggiamenti persecutori messi in atto dal suo ex  fidanzato che già nel corso del rapporto aveva manifestato un carattere particolarmente aggressivo e possessivo,  amplificatosi ulteriormente a seguito della mancata accettazione da parte dell’uomo della fine del rapporto da lei voluta.

L’indagato, infatti, le inviava continui messaggi e ne monitorava gli spostamenti, appostandosi sotto la sua abitazione o nei luoghi frequentati dalla stessa, insultandola, minacciandola ed aggredendola in più circostanze anche  fisicamente, ingenerandole così  un fondato timore per la propria incolumità e  costringendola a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita.

In una specifica e particolare occasione l’uomo si avvicinava alla donna, nella circostanza in compagnia di un‘amica, intimandole di andare in macchina con lui e minacciando l’amica che interveniva in sua difesa. Non riuscendo nei suoi intenti, poco dopo,  si appostava sotto l’ abitazione della malcapitata che,  una volta giunta,   costringeva a salire in auto, colpendola  con uno schiaffo alla nuca e conducendola  in un appartamento dove la costringeva a subire atti sessuali. 

Di fronte ai tentativi di rifiuto della vittima, le lanciava contro un vaso, le versava addosso dell’acqua e, puntandole delle forbici alla gola la minacciava di morte. Di seguito  le tagliava con le forbici il reggiseno e le mutandine per poi danneggiare, con un martello, suppellettili ed oggetti della casa. 

Sfogata la propria rabbia l’uomo scoppiava a piangere, attribuendo la sua aggressività al fatto di essere  molto innamorato e non accettare la fine del rapporto; quindi  iniziava a raccogliere in alcune buste le suppellettili rotte e la biancheria lacerata della donna. Le predette buste, secondo quanto narrato dalla vittima, sarebbero poi state gettate in un fosso in aperta campagna.

Le indagini subito poste in essere,  davano un primo  riscontro a quanto asserito in sede di denuncia poiché  presso l’abitazione in cui si sarebbero svolti i fatti,  il personale riscontrava dei tagli sul materasso e sul cuscino del letto che l’uomo avrebbe fatto con le forbici con cui aveva minacciato la donna. Quest’ultima però non riusciva a dare indicazioni circa il luogo dove sarebbero state gettate le buste contenenti la biancheria e le suppellettili danneggiate.

Solo grazie alla determinazione, all'intuito, tenacia e costanza del personale di Polizia operante si riusciva, con non poche difficoltà,  a rinvenire quanto gettato dall'uomo in un fosso coperto da intensa vegetazione e da una ripida scarpata.

Gli investigatori del commissariato di Civitavecchia, mettendo in rilievo la personalità dell’uomo, il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di condotte criminose denunciate dalla donna, confermate dalle persone informate sui fatti e riscontrate dal rinvenimento di quanto sopra,  ha inoltrato dettagliata informativa alla superiore Autorità Giudiziaria che recependone le richieste ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari eseguita nel pomeriggio del 20 dicembre. 
 

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