Rapina all'ora di punta a Garbatella, il racconto del tabaccaio eroe: "Aveva la pistola, ecco come l'ho fermato"

Il racconto di Roberto Leandri, rimasto ferito dopo essere riuscito a bloccare uno dei due banditi: "Ho avuto paura per mio figlio, i clienti e la nostra dipendente"

A sinistra il rapinatore armato di pistola. A destra il tabaccaio rapinato

Due spari, uno dentro la tabaccheria e l'altro in strada fra decine di passanti. Il tutto in un orario di punta di rientro a casa, alle 18:30 di giovedì 13 dicembre. Siamo alla Garbatella, precisamente alla Tabaccheria Leandri di largo delle Sette Chiese dove il coraggio del titolare, Roberto Leandri, 53 anni, ha permesso di sventare la rapina con lo stesso che è riuscito a bloccare uno dei due banditi, con l'altro riuscito però a dileguarsi. 

A raccontare come è riuscito a sventare la rapina, nonostante uno dei malviventi abbia esploso dei colpi di pistola minacciando lui ed il figlio, è lo stesso Roberto Leandri, proprietario da 20 anni della tabaccheria dello storico quartiere dell'VIII Municipio "È accaduto tutto molto velocemente - racconta il 53enne a RomaToday -. Io ero impegnato al bancone della Lottomatica quando ho visto due uomini con i volti travisati avvicinarsi al bancone dei tabacchi dove c'erano mio figlio ed una nostra dipendente".

In particolare mentre il rapinatore armato di pistola minacciava il figlio 28enne e la dipendente, facendosi consegnare il denaro contenuto in cassa, il complice, armato di roncola, si è avvicinato a Roberto Leandri, intimandogli di consegnargli i soldi che aveva nel bancone dove stava servendo tre clienti. "L'ho visto avvicinarsi con quest'arma in mano e mi si è gelato il sangue pensando non tanto a me, ma a mio figlio, la ragazza che lavora con noi e soprattutto i cinque clienti che erano nel negozio".

Rapina alla tabaccheria Leandri a Garbatella: la cronaca 

Preso il bottino il rapinatore armato di pistola è quindi uscito in strada dove è salito su uno scooter e lo ha acceso in attesa del complice. Quest'ultimo si è però attardato andando nel magazzino per rubare delle stecche di sigarette. Una scelta infausta per quest'ultimo, avvicinato da padre e figlio che lo hanno provato a fermare. Il bandito ha però colpito il 53enne con un pugno allo zigomo minacciandolo con la roncola, ma senza riuscire a liberarsi dalla morsa di padre e figlio. 

"Mentre lo stavamo fermando - racconta ancora il signor Leandri - è rientrato nella tabaccheria il complice che ha sparato un colpo di pistola in aria che ci ha raggelato il sangue". Dei veri e propri momenti di paura, che hanno permesso all'uomo armato di roncola di liberarsi dalla presa di padre e figlio e di uscire dall'esercizio commerciale. 

Roberto Leandri 1-3

"Dopo essere rimasto paralizzato dal rumore del colpo di pistola - spiega ancora il titolare della tabaccheria - non ci ho pensato due volte e gli sono corso dietro in strada riuscendo a bloccarlo". Il rapinatore sullo scooter ha quindi provato nuovamente a liberare il suo compagno e, dopo aver minacciato il tabaccaio al grido di "lascialo o t'ammazzo", ha esploso un secondo colpo di pistola in aria non riuscendo però nel proprio intento di liberare il complice.

Immobilizzato in strada fra decine di passanti, sul posto è quindi arrivata un'auto del Reparto Volanti della Polizia che ha arrestato il rapinatore già bloccato da padre e figlio. Accompagnato negli uffici del Commissariato Colombo di polizia il malvivente è stato identificato in un 47enne di Albano Laziale ed arrestato con l'accusa di "rapina aggravata in concorso". 

Medicato sul posto il figlio 28enne di Roberto Leandri, il padre è stato invece accompagnato all'ospedale San Camllo "dove mi hanno messo sei punti di sutura allo zigomo ed al gluteo". "In 20 anni che siamo qui è la prima rapina che subiamo. Abbiamo avuto paura, ma per fortuna nessuno è rimasto ferito gravemente. A ricordo di questa brutta storia adesso abbiamo un buco fatto da un colpo di pistola sul soffitto. Questa volta è andata bene, ma le cose potevano prendere un'altra piega"
 

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