Spari al ladro, parla il padrone di casa: "Avevano una spranga. Se non fossero entrati non sarebbe successo"

Il 29enne che ha sventato una rapina nella sua abitazione a Monterotondo sparando alcuni colpi di pistola e ferendo uno dei rapinatori ha parlato, raccontando la sua verità

Foto Ansa

"Erano in tre, uno aveva una spranga. Volevo sparare senza ferirli ma il primo pensiero è andato alla mia ragazza che era in casa". Le parole sono quella di Andrea P., 29 anni. E' lui il giovane che ha sventato una rapina nella sua abitazione a Monterotondo sparando alcuni colpi di pistola e ferendo uno dei rapinatori, un 16enne albanese ora ricoverato all'ospedale Gemelli di Roma. Sul caso la Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo, coordinando le indagini dei Carabinieri. 

Tre ladri in casa, uno con una spranga

"Come è accaduto a me poteva accadere al vicino o a mia madre mentre non c'ero", racconta il giovane ai microfoni di Radio Cusano Campus rivivendo i momenti dell'intrusione dei tre ladri nella sua abitazione: "Ho sentito dei rumori, sono andato a prendere la pistola in cassaforte poi sono andato verso la stanza dalla quale provenivano le voci. Quando ho provato a spingere la porta, davanti mi sono trovato tre persone. Uno cercava di non farmi entrare, poi ce ne erano altri due. Me li sono trovati davanti con una spranga di ferro".

"Ho sparato al ladro": il racconto di Andrea P.

La reazione è stata immediata: "Ho sparato e loro si sono dati alla fuga. Quando li ho visti il mio primo pensiero è stato per la mia ragazza che si trovava al piano di sopra", racconta Andrea P. che poi aggiunge: "Il vantaggio di avere una pistola con me è stato quello di ottenere un effetto dissuasivo. Magari, in un corpo a corpo con tre malviventi poteva finire peggio. Con una pistola mi sono potuto difendere. Ho cercato di sparare senza ferirli. Quanti colpi ho esploso? Non lo so effettivamente. Sono un tiratore sportivo, maneggio armi. Loro sono immediatamente scappati ma non ho visto con quale auto. Ora ho paura mi hanno sequestato la pistola".

Le parole di Salvini sulla legittima difesa

"Percepisco una sensazione di insicurezza perché sono stato coinvolto in una storia del genere. Ho paura di possibili ritorsioni ed ora non sono neanche più armato. Se non fosse entrato nella proprietà tutto questo non sarebbe successo", racconta il 29enne. Parole che ricordano quelle spese da Ministro dell'Interno Matteo Salvini che, a margine di un evento a Torino, per aprire la campagna elettorale della Lega in Piemonte, ha così commentato i fatti di Monterotondo: "Sembra che ieri notte ci sia stato il primo episodio di legittima difesa, in provincia di Roma. Pare che il 16enne albanese scaricato davanti al policlinico Gemelli con ferite d'arma da fuoco facesse parte di un gruppo di rapinatori. Mi è stato chiesto se mi dispiace. Ho risposto che se non avesse fatto il rapinatore starebbe bene a guardare Ballando con le Stelle", le sue parole. 

Le indagini della Procura sul sedicenne ferito

Nel frattempo la Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo, coordinando i Carabinieri nelle indagini. Al momento non c'è nessuna ipotesi di reato e il 29enne che ha fatto fuoco non è indagato. Mancano ancora alcuni elementi sui quali le forze dell'ordine stanno lavorando. 

I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Menditto, stanno raccogliendo, grazie al lavoro dei Carabinieri di Monterotondo, tutti gli elementi utili per chiarire la dinamica di quanto avvenuto.

Chi indaga, una volta ricostruito quanto accaduto, dovrà valutare se chi ha sparato lo ha fatto per legittima difesa o meno. Un tema, quest'ultimo, di grande attualità dopo la promulgazione della nuova legge, con le modifiche al codice penale e in materia di legittima difesa, che prevede maggiori garanzie per i proprietari degli immobili violati dai ladri.

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