Fidene: tre spari contro il bus 336, il racconto dell'autista

A denunciare il fatto, avvenuto in via Radicofani alle 6:10 di mattina, è un autista Atac della linea 366. Sul posto la Polizia che ha accertato tre fori di proiettile sul lato destro del parabrezza

"Mi hanno sparato". E' questa il racconto denuncia di un'autista Atac della linea 336. Il conducente, spaventato, ha raccontato di aver udito tre forti "botti", per poi notare altrettanti fori sul lato destro del parabrezza anteriore. Il fatto, successo in zona Fidene, è avvenuto alle 6:10 del mattino in via Radicofani, all'altezza di piazza dei Vocazionisti. 

Impaurito il conducente ha allertato la Polizia: "Ho sentito dei colpi di pistola, correte". Sul, posto, immediatamente sono quindi accorsi gli agenti del Commissariato Fidene Serpentara e gli uomini della Polizia Scientifica che, dopo i rilievi del caso, hanno notato la presenza di tre fori sul finestrino, danneggiato ma non distrutto. 

Secondo il racconto del dipendente Atac è difficile capire la provenienza dei colpi. "Credevo fossero petardi. E' stata una brutta avventura - ha raccontato l'uomo - Molto probilmente hanno sparato da qualche condominio perché in strada non c'era nessuno. Questo non è un lavoro ma una guerra".

Sulla vicenda è intervenuto Alessandro Neri, vicesegretario regionale della Faisa Confail: "Quello successo è un fatto gravissimo che mina, ancora da più, la sicurezza dei lavoratori e fa seguito al grave fatto avvenuto Termini-Centocelle-Giardinetti. Abbiamo già fatto uno sciopero per la sicurezza il 22 dello scorso mese, un tema che ormai denunciamo da molto tempo. Proclameremo a breve un altro sciopero per sensibilizzare l opinione pubblica e le istituzioni, saranno i lavoratori con l'astensione forte dal lavoro a farsi sentire. E' ora di dire basta".

"È un escalation di terrore, siamo diventati il bersaglio prediletto delle frustrazioni della gente, dei problemi esistenziali dei cittadini. - sottolinea invece il Segretario Regionale del SULCT Renzo Coppini - Chiunque si sente autorizzato e libero di sfogarsi contro il personale viaggiante e i mezzi pubblici, sassaiole, aggressioni e ora gli spari. Non bastano più le nostre denunce, le cabine blindate, il riconoscimento della figura di pubblico ufficiale, servono risposte concrete, dato che è impossibile utilizzare i carri armati. Ci vuole la certezza della pena per esempio, lo diciamo da tempo".

"La città pare essere fuori controllo, succede di tutto, e le forze dell'Ordine fanno quello che possono fare. In questo clima assurdo - conclude Coppini - dove i delinquenti si sentono i padroni assoluti, e a rimetterci sono gli autoferrotranvieri, con il loro misero stipendio, che ogni giorno rischiano, anche la vita per erogare un servizio pubblico. Questo è inconcepibile: se non riceveremo rassicurazioni saremo costretti a ricorrere ad azioni forti, come bloccare tutti i mezzi in uscita".

Le indagini della Polizia si muovono a 360 gradi. Le indagini hanno accertato che i colpi sono "tipo piombino", probabilmente esplosi da un'arma ad aria compressa. Al momento, tuttavia, nessuna pista è esclusa.

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Commenti (3)

  • Ho lavorato con le pistole ad aria compressa ed il loro rumore non ha niente a che fare con il suono di "petardi" udito dall'autista. Partendo dal fatto che già di per se le pistole ad aria compressa fanno un rumore molto basso, figuriamoci l'autista da dentro il bus chiuso.... Le cose sono 2. O l'autista ha esagerato la storia, oppure hanno sparato con un arma vera e si nasconde questo particolare per evitare allarmismo.

  • Facciamo che bisogna mandare in galera anche i medici che rilasciano i certificati...

    • Avatar anonimo di claudio
      claudio

      ...e con loro anche certi ragazzetti deficienti a cui papà ha comprato il fucile a piombini.

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