Sotto casa o con consegne a domicilio: così si spaccia a Tiburtino III

Quattro arresti. Dalla gambizzazione alle intercettazioni: così è stato ricostruito e disarticolato lo spaccio di via Mammucari 25

Via Mammucari 25, una delle principali piazze di spaccio di Tiburtino III. Siamo tra le zone di San Basilio e Colli Aniene, dove si trovano numerosi comprensori popolari. Qui nelle prime ore di martedì il personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato “San Basilio” ha dato esecuzione a 4 misure cautelari, smantellando un giro di spaccio ricostruito nei suoi minimi particolari, dall'approvvigionamento della merce, fino alla sua commercializzazione. 

Punto di riferimento dell'operazione odierna è Emiliano Catrisano, vittima proprio in via Mammucari di una gambizzazione, avvenuta il 2 gennaio 2018. Proprio in riferimeno a quell'episodio sono partite una serie di indagini che hanno permesso di ricostruire il business di via Mammucari. Nell'immediatezza dell'episodio sono scattati una serie di controlli che hanno permesso di accertare che quest'ultimo fosse  dedito allo spaccio di stupefacenti proprio presso il comprensorio di via Mammucari 25. Proprio al mondo dello spaccio si è accertato essere legato il suo ferimento. 

L'approvvigionamento di droga

Sin dalle prime conversazioni intercettate, sono stati raccolti validi elementi probatori in ordine ai reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nei sui confronti e di suoi tre soci. A loro Catrisano si rivolgeva sistematicamente per gli approvvigionamenti di diverse tipologie di droga, per la successiva cessione a terzi, utilizzando un linguaggio criptico o convenzionale, con l’intento di nascondere il vero significato del discorso, pronunciando sempre le solite espressioni nella certezza di essere compreso nelle reali intenzioni dai suoi interlocutori (fornitori): “…ce stai?…”, “…te posso passà a trovà?..al volo….”, “…se potemo incontrà! vengo a pià er caffè!?...”.

Lo smercio

Una volta entrato in possesso dello stupefacente, Catrisano iniziava ad intrattenere conversazioni con gli acquirenti per stabilire modalità e punti d’incontro, finalizzati alle singole cessioni. In particolare era solito invitare i suoi “clienti” presso la propria abitazione di via Augusto Mammucari “…salgo io o scendi te?...”,“.. viè qua sotto..al portone mio..che scendo io..”, che utilizzava come “base logistica” per l’occultamento dello stupefacente per il successivo smercio della medesima sostanza. 

Un posto ritenuto sicuro in caso di un eventuale blitz da parte delle Forze dell’Ordine che avrebbe consentito allo stesso Catrisano di disfarsi dello stupefacente in suo possesso approfittando del tempo impiegato dagli operanti per raggiungere l’appartamento. E' quanto accaduto nel mese di maggio 2018, quando in occasione di un controllo di Polizia, Catrisano gettava dal balcone delle piantine di marjiuana che coltivava in casa.

Consegne a domicilio

Talvolta, quando gli acquirenti erano impossibilitati a raggiungere Catrisano presso il comprensorio di residenza, lui stesso offriva il servizio a domicilio “me poi veni a prende...? “…n'do stai sempre la...  al solito posto?... “esatto si...”; “…c'è la faresti a venimme a pià?”; “che voi fa.. voi passa da me?!....c'ho solo...da.. grossi..”; “ io sto a casa..... ma è sicuro!!...mezza piotta.. me serviva...” ; “si sicuro.. 10 minuti di orologio e sto sotto casa tua...ok!!; “…aho a zi.. calcola che tre minuti e sto sotto.. da te è.. fatte trova giù però è..!...”.
 

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