Ordinavano "Pandini" e "Jeeppette" ma erano dosi di cocaina, così la banda spacciava sul litorale

In manette sono finiti otto uomini e due donne. Spacciavano droga fra Lavinio, Anzio, Torvaianica, Pomezia e Nettuno

Operazione Onda

"Promo", "Jeep", "Jeeppetta" o "Pandino" ma in realtà erano le parole in codice per indicare la quantità di cocaina che si voleva comprare ed il luogo in cui incontrarsi con il pusher per acquistarla al dettaglio. In questo modo una banda operante sul litorale laziale gestiva lo spaccio in undici piazze: Lavinio, Nettuno, Anzio, Torvaianica, Ardea e Pomezia queste le città dove dieci spacciatori vendevano cocaina al dettaglio a tutte le ore del giorno e della notte. A sgominare il sodalizio i carabinieri della Compagnia di Anzio che hanno arrestato dieci persone alle prime luci dell'alba di lunedì 19 novembre. Sono ritenuti responsabili in concorso fra loro di acquisto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina (qui la notizia completa).

Ad essere raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare otto uomini e due donne, tutti italiani, di età compresa fra i 30 ed i 40 anni, tutti residenti nei Comuni del litorale della provincia romana, tranne uno originario della provincia di Latina. A mettere fine al loro business i  militari dell'Arma, a seguito di un'attività investigativa, denominata "Operazione Onda" (qui il video del blitz dei carabinieri) iniziata nel primo semestre del 2017 e terminata con le dieci ordinanze di custodia cautalre notificate alle prime luci del giorno di oggi. 

Per la ricezione dell’ordine veniva utilizzato sempre lo stesso telefono, passato in consegna da uno spacciatore all’altro. Proprio la dinamicità degli spacciatori e il numero elevato di luoghi di incontro per la cessione dello stupefacente ha reso particolarmente difficili gli accertamenti da parte degli investigatori.

Il modus operandi era sempre lo stesso, il richiedente contattava lo spacciatore di turno e, mediante l’uso di termini in gergo utilizzati per quantificare la dose – Promo, Jeep/Jeeppetta, Pandino – ordinava la dose per poi concordare il luogo di incontro, una strada, un incrocio, un parcheggio o un distributore di carburante. Una volta giunti sul posto a bordo dei rispettivi autoveicoli o motoveicoli, avveniva lo scambio. Quindi piccoli trasporti, poco rischiosi e rapidi.

L’Attività d’indagine ha consentito contestualmente di far emergere come uno degli indagati, spacciatore al soldo del capogruppo, sfruttando la rete di vendita aveva avviato un’attività di spaccio in proprio con l’ausilio di un suo parente il quale era il custode  dello stupefacente “parallelo”.
 

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