Rose appassite e famiglie distrutte: i racconti della Valle delle morti sospette

A piazzale Clodio il dramma delle famiglie che lottano per conoscere la verità nell'indifferenza di una città: "Valle Galeria è territorio di Roma e questa storia dovrebbe interessare tutti i Romani!"

La vita scivola via più veloce di una sentenza di Tribunale. Si conclude con un rinvio a fine estate l'udienza che oggi avrebbe dovuto decidere dell'archiviazione delle indagini sulle morti sospette in Valle Galeria. Da un lato il pm Alberto Galanti, che vorrebbe chiudere il caso, dall'altra il Codici, che chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta. Fuori dall'edificio, dall'altra parte del cancello, i manifestanti e le loro storie. E, mentre il gomitolo amministrativo non si srotola, tante di queste storie sono appese a un filo, altre sono già passato.

"CONCAUSE" - “Mia madre è morta tre anni fa - racconta un ragazzo con in mano la foto della mamma, - nel 2004 le sono stati asportati entrambi i seni per un tumore. Alla fine del 2009 le è stato diagnosticato un tumore ai polmoni: è morta il 29 luglio 2010 a 53 anni”. Non si spiega, il figlio, come si possa restare indifferenti al dolore dei familiari: “Ci parlano di 'concause', giustificano e si disinteressano. Intanto mio padre da quando è morta la moglie è un uomo distrutto”.

"FUMATRICE SENZA AVER MAI FUMATO" - Una ragazza dice di essere stata operata per un tumore alle corde vocali: “Ha la gola di un fumatore sessantenne, mi disse il Medico: e io non ho mai fumato”.

"LUI MI HA DATO LA VITA... QUALCUNO GLIEL'HA TOLTA!" - Si chiude l'udienza e, insieme ad Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici, escono dall'aula le vittime della discarica convocate in Tribunale. Lorena e suo fratello hanno perso il padre cinque mesi fa per un carcinoma renale. Indossano entrambi la stessa maglietta: da un lato la foto del padre e la scritta “Lui mi ha dato la vita”. Dall'altro la frase continua: “Qualcuno gliel'ha tolta!”.

CHI E' STATO? - Lorena ci dice che, a cinquanta metri da casa di suo padre, sono tre i vicini a cui è stato diagnosticato lo stesso carcinoma: “Non è una crociata contro la discarica, vogliamo solo delle risposte. Se archiviano il caso, non le avremo mai”.

ROSE APPASSITE - “Valle Galeria è territorio di Roma, questa storia dovrebbe interessare tutti i Romani!”. E' la delusione di un settantenne romano. “Alla mia età sono ancora qui a fare battaglia perché nessuno ci ascolta. Dovrebbero venire a dormire dove abitiamo noi!”. Ci racconta di sua moglie, invalida al cento per cento, delle sue rose appassite, dei pozzi inquinati un tempo potabili: “Capisce com'è cambiata la nostra vita?”.

PROTESTAVA CONTRO LA DISCARICA CHE L'HA UCCISO - Accanto all'uomo, una signora annuisce: “Abbiamo manifestato da sempre: mio marito era tra i promotori di queste proteste. Stavamo fuori al freddo senza che nessuno ci ascoltasse. Ora mio marito è morto per un tumore”. Giustizia, solidarietà e ascolto sono le richieste sue e di tutti i dimostranti.

RINVIO A SETTEMBRE - Ma per ora nessun intervento nell'immediato, tutto rinviato a Settembre: “Stanno procrastinando ancora una volta” si sente esclamare tra la folla. Una folla delusa ma non rassegnata.

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