Sicurezza: venerdì nero per Roma tra omicidi e sparatorie

Scoppia la polemica in città. Il sindaco parla di recrudecescenza di episodi criminali. Sui permessi ai detenuti la Severino minimizza

Il 1 marzo del 2013 sarà ricordato per la Capitale come il venerdì nero della sicurezza: l'assalto al portavalori dell'Esquilino dove è stato ucciso uno dei rapinatori e ferita una guardia giurata, per non parlare delle due sparatorie a Tor Bella Monaca e Centocelle e l'omicidio ancora avvolto nel mistero del noto paparazzo Daniele Lo Presti. Episodi che concentrati tutti in poche ore hanno fatto scattare l'allarme sicurezza in città. Roma è veramente diventata un far west?

Intanto il Questore di Roma ha chiesto altri 200 uomini per le forze dell'ordine: 150 previsti dal patto per la sicurezza e altri 50 messi a disposizione dal Ministero dell'Interno. Gli equipaggi specializzati saranno attivi nell'arco di 24 ore nelle zone ritenute più a rischio nella Capitale visto l'escalation di casi sanguinosi nelle ultime 24 ore.

Sulla questione della sicurezza sono intervenuti diversi esponenti politici, tra cui anche David Sassoli che potrebbe sfidare Gianni Alemanno per l'imminente corsa al Campidoglio rispondendo alle parole di Alemanno sulla "recrudescenza criminale": "Davvero non si capisce a quale periodo di relativa tranquillita', che sarebbe stato interrotto oggi, si riferisca il sindaco Alemanno. Roma è ormai da tempo lo scenario quotidiano di episodi di violenza, bullismo e intolleranza spesso gratuiti, come i cittadini sanno benissimo: il segno tangibile della perdita progressiva del senso di appartenenza a una comunità".

"E' prima di tutto a questo che bisognerà mettere mano nella nuova stagione che apriremo. Un cambiamento radicale che restituisca a Roma il volto di una metropoli accogliente, pacifica e sicura", ha detto l'Europarlamentare del PD.

Intanto il Ministro della giustizia Paola Severino minimizza sui permessi concessi ai detenuti, visto che i due  rapinatori dell'Esquilino erano in permesso premio: "Il caso di Roma è una eccezione. Quando un episodio di questo genere accade, la tendenza potrebbe essere quella di generalizzare. Ecco, io non vorrei che questo accadesse, anche nel rispetto dei tanti detenuti che, usciti in permesso premio, sono rientrati". Sul caso di Roma sono stati disposti gli accertamenti sulla concessione dei permessi premio e si valuteranno eventuali provvedimenti. 

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