Parigi, Roma sorvegliata speciale per il Giubileo: nelle stazioni l'allerta è massima

Migliaia di treni passeranno da Roma, e proprio gli scali saranno nel mirino di agenti, carabinieri, finanziari, soldati armati. A Termini anche controlli a campione sui documenti d'identità

Nonostante il tam tam mediatico di chi ne invoca il blocco, l'Anno Santo s'ha da fare. "Non dobbiamo averne paura" commentava ieri padre Lombardi allontanando qualunque ipotesi di rinvio o stop per ragioni di sicurezza. Ma per ridurre i rischi al minimo tocca scendere in campo con uno spiegamento di forze che non potrà certo essere quello ordinario. Dopo i fatti di Parigi, una mattanza di civili in luoghi anonimi e senza simboli, il Giubileo fa paura. E il livello di allerta sale

La prima misura l'ha annunciata ieri il ministro Alfano: "Per Roma 700 militari da subito", un anticipo dei mille in arrivo nelle prossime settimane. Poi il vertice in Questura e la messa a punto di misure di sicurezza nuove, stringenti, a prova di terrore. Nel mirino i luoghi "caldi", quelli che vedranno un flusso continuo, costante, senza precedenti in città ai tempi dell'allerta terrorismo. 

In un solo giorno, sul sito web del Giubileo appena aperto si sono iscritte 30 mila persone. A Roma nei prossimi mesi ne arriveranno oltre 30 milioni. Molti di questi passeranno dalle stazioni. A Termini, insieme al controllo biglietti già previsto alle barriere di accesso ai binari gli agenti controlleranno i documenti di identità a campione. E l'intera area dello scalo ferroviario centrale della città sarà pattugliata giorno e notte. 

Poi ci sono Tiburtina, Ostiense, San Pietro, potenziata da Ferrovie dello Stato in termini di offerta giornaliera, Aurelia e Lido. Tutte inserite in contesti affollati, di traffico continuo di persone e mezzi, dove la presenza delle forze dell'ordine sarà costante, capillare e non solo in divisa. Anche le squadra in borghese opereranno fuori e dentro stazioni e aeroporti. E negli interventi programmati da Fs ci sono già quelli di security.

Dalle ulteriori 110 telecamere di videosorveglianza a Termini da installare entro dicembre, alle 80 ad alta definizione per Tiburtina, entro il prossimo semestre. Sempre di pari passo ad agenti, carabinieri, finanziari, militari armati. Insomma, se Alfano assicurava che, al netto dei dispositivi di sicurezza già sul tavolo per il maxi evento, la città non rischiava la militarizzazione. Oggi il quadro è cambiato. 

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