"La macchina sicurezza dovrebbe fare autocritica e riorganizzarsi, per esempio chiudendo dei presidi in esubero e decentrando queste forze nei quartieri della capitale dove ce ne è veramente bisogno". Non servono solo soldi, ma anche la razionalizzazione delle risorse per affrontare il problema sicurezza a Roma: la ricetta al problema è dell'Ugl Polizia di Stato per bocca di Massimo Nisida, Segretario Generale Provinciale del sindacato.
Criminalità e sicurezza si alternano come onde di una spirale che gira e rigira su stessa senza giungere a una soluzione. L'aumento della criminalità a Roma è ormai un dato di fatto, l'ombra della criminalità organizzata dietro ad alcune "situazioni" di droga e screzi comincia ad essere più di un sospetto e la sicurezza è sempre meno percepita dai residenti. La soluzione a questi problemi non è affare semplice, servono interventi, indagini, inchieste e presenza sul territorio, tutti aspetti che le forze dell'ordine della capitale devono garantire a fronte di un organico decisamente limitato.
FORZE DI POLIZIA: UN PO' DI NUMERI - A fronte di circa tre milioni di persone in città la Questura di Roma dispone di circa 6000 agenti, questi devono sopperire a tutte le esigenze della città eterna e di molti comuni della provincia. Solo per le scorte gli uomini impiegati sono circa un migliaio e, in questo rapido calcolo, bisogna tener presente che, ogni qual volta ci siano circostanze in cui va garantito l'ordine pubblico, servono degli agenti che vengono presi dalla loro zona di riferimento, che quindi rimane "scoperta" e spostati all'interno di un corteo o all'Olimpico.
Le forze dell'ordine hanno denunciato più volte la situazione di difficoltà in cui sono costretti a lavorare ma di risposte non ne sono arrivate, anzi l'unica cosa certa sono i tagli ai fondi, la mancanza di organico e persino di manutenzione per le macchine; basti ricordare che questa estate nella questura di Roma su 90 volanti ne funzionavano 15 e che proprio tra giugno e luglio si sono registrati 9 omicidi. Teniamo presente che certe situazioni di mala che un tempo si risolvevano con le mani, adesso implicano le pistole per avere un quadro ben poco idilliaco del contesto che, a sua volta, fa domandare se ci sia la volontà politica di far tornare la città sicura.
SOLUZIONI - Non tutto però appare impossibile, anzi, nonostante i tagli e le carenze qualcosa da fare ci sarebbe per sistemare questa delicata situazione. La soluzione la propone Massimo Nisida, di Ugl Polizia di Stato che, a fronte, delle carenze propone un piano di riorganizzazione della dislocazione di mezzi e personale per ridistribuirlo sul territorio in un nuovo modo, più funzionale e razionale: "Non ci sono assunzioni, non ci sono soldi, questo è un dato di fatto. Quindi credo che la macchina sicurezza dovrebbe fare autocritica e riorganizzarsi con le forze che ha in campo. Se vogliamo contrastare la criminalità, secondo noi bisogna rivedere i presidi di polizia innanzitutto."
RAZIONALIZZARE LE FORZE ESISTENTI - Spiega ancora Nisida: "Secondo l'Ugl, noi abbiamo circa 50 commissariati, 5 dei quali solo nel primo Municipio, dove sono presenti anche altri presidi di polizia come i carabinieri e la finanza, la Questura e il ministero rispetto a una popolazione di 123 mila persone. Alle spalle del commissariato Celio, c'è una stazione dei carabinieri, Porta Maggiore e Casilino sono uno di fronte all'altro.
All'opposto abbiamo delle altre realtà come San Basilio o il Casilino dove, con una densità demografica che arriva anche a 300 mila persone, c'è un solo commissariato che ha al massimo 90 persone. Alla luce della recrudescenza della criminalità romana, penso allo spaccio, alla prostituzione, all'usura o al riciclaggio, ritengo che sia arrivato il momento di riorganizzare il sistema sicurezza perché è arroccato su sistemi oramai troppo datati. Le periferie sono troppo a rischio di penetrazione di organizzazioni criminali". Quindi la soluzione: "Per esempio si potrebbero chiudere due commissariati nel I Municipio che è ben coperto e da questi recuperiamo uomini e mezzi che possono essere dislocati nei territori più a rischio e più scoperto." Non solo una migliore organizzazione ma anche un risparmio netto: "Azioni di questo tipo permettono di risparmiare cifre enormi, per esempio quelle dell'affitto degli stabili che ospitano i commissariati, parliamo di circa 4-5 millioni, che potrebbero essere reinvestiti sulla sicurezza.
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QUALCOSA DI CONCRETO - "Il ministro ha sposato le nostre richieste ma non vengono date risposte e fino al 2014 non avremo fondi, né assunzioni quindi i presidi autoreferenziali vanno chiusi. "Ci sono quartieri come San Basilio che vengono definiti impenetrabili perché la criminalità è organizzata, ci sono le vedette che controllano il territorio e il quartiere. Tutto questo si risolve con la prevenzione, gli uomini recuperati dalla razionalizzazione delle risorse possono essere spostati in questi territori più difficili che saranno controllate non più il poliziotto di quartiere, ma volanti recuperate dai presidi in esubero e immesse nel quartiere a rischio. Se ci sono delle roccaforti dello spaccio, basta eliminare la domanda. Con gli agenti in più che presidierebbero la roccaforte non ci sarebbero più i clienti e chi delinque sarebbe costretto a uscire allo scoperto."
La situazione rimane "ingessata" fino al 2014: salvo cambi di rotta, non ci saranno nuovi fondi, né assunzioni e gli agenti, ricordiamolo, rimangono circa 6000 per tutta la città.
enrico:
GOVERNO MONTI FASCISTA!!!:
IDEA GENIALE!!! POCHE DEVONO essere le chiacchiere solo fatti concreti però...solamente così si potrà cambiare qualcosa!!!:
Non direi:
Mario: