Via del Baiardo: cominciato lo sgombero del campo nomadi

Alcuni nomadi andranno a La Barbuta, altri in centri di assistenza. Di Maggio: "Compravendita e affitti di baracche, grave problema di prostituzione". Piccolo passo in avanti del piano nomadi

Risveglio con le ruspe nel campo nomadi tollerato di via del Baiardo a Tor di Quinto. Questa mattina, verso le 6.30, gli agenti della polizia di Roma Capitale, guidati dal comandante Antonio Di Maggio, hanno presieduto e iniziato le operazioni di sgombero del campo.

Il campo abusivo, infatti, rientra tra quelli che, secondo quanto stabiliva il piano nomadi presentato ormai nel 2009, devono essere  sgomberati e abbattuti. Quindi, questa mattina gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, guidati dal vicecomandante generale Antonio Di Maggio, sono arrivati nel campo per cominciare le operazione di sgombero e i primi abbattimenti delle baracche.

Come conferma Di Maggio: “Le operazioni di sgombero sono iniziate verso le 6.30 del mattino. Circa 90 persone saranno trasferite al campo nomadi La Barbuta e altri senza diritto andranno in centri di assistenza.”
La situazione del campo di via Baiardo non è semplice, tant'è che oggi lo sgombero è solo iniziato e sono state abbattute solo alcune baracche. Spiega Di Maggio: “Stiamo organizzando i trasferimenti delle persone, gli abbattimenti continueranno nei prossimi giorni, oggi sono state buttate giù circa 20 baracche. Chiaramente dobbiamo dare assistenza alle persone, pur andando avanti con lo sgombero del campo.”


Il campo ospita circa 300 persone che vivono in condizioni di fortuna e tra poche norme igieniche e in una situazione di grande degrado sociale e umano. Oltre all'enorme problema di immigrazione, clandestina e non, nel campo, come conferma il Comandante Di Maggio, c'è anche un enorme problema di prostituzione. Infatti, molte delle donne che si prostituiscono nelle zone intorno al campo vivono lì in via del Baiardo.

Infine, risalta anche un'altra questione scoperta dalle forze dell'ordine: nel campo vigeva una sorta di compravendita e sistema di affitti che ha reso, in tutti questi anni, il campo simile a un “hotel” dove le persone stanziavano per brevi periodi a seconda del bisogno e pagando l'affitto della baracca. Questo sistema, come spiega Di Maggio “Si era radicato e rendeva ancora più difficile il controllo del campo. Inoltre, negli anni abbiamo fatto diversi censimenti e le persone stabili erano sempre solo una novantina”.

Va avanti a piccoli passi il piano nomadi di Alemanno, infatti dal 2009, anno in cui fu presentato, molte operazioni devono essere ancora fatte per poter parlare di una vera e compiuta attuazione. Mentre alcuni campi importanti e abusivi, come il Casilino 900 e La Martora, sono stati chiusi, altri come quello di Tor de' Cenci, dichiarato ad alta pericolosità, rimane ancora in piedi.

Il piano nomadi, nato tre anni fa sulla spinta a una maggior sicurezza della città prosegue i suoi passi e oggi a cinque anni dalla morte di Francesca Reggiani, la donna aggredita e uccisa da un nomade di via del Baiardo, i primi rom vengono spostati a La Barbuta.
 

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