Attivisti occupano il nuovo Centro Baobab: polizia interviene e li sgombera

Come annunciato volontari e attivisti si sono presentati all'ex istituto ittiogenico di via della Stazione Tiburtina. Quindici le persone identificate dalla polizia

Foto twitter Gianluca Peciola

E’ stato sgomberato dalla polizia il nuovo Centro Baobab nella zona della Stazione Tiburtina. Come annunciato, attivisti e volontari si sono dati appuntamento questa mattina davanti la struttura dell’ex istituto ittiogenico. Qui, a due passi da via Cupa, il centro d'accoglienza chiuso lo scorso mese di dicembre, volevano avviare l’esperienza del nuovo progetto di accoglienza del Baobab. Il tentativo di occupazione è stato però impedito dalla polizia, intervenuta nella struttura di via della Stazione Tiburtina dove ha allontanato “circa 40 persone”, con 15 persone fermate e accompagnate negli uffici di Polizia per l’identificazione.

AMICI DEL BAOBAB - Una occupazione resa pubblica con attiviste e attivisti che avevano motivato l'azione poco prima di entrare nella struttura: “L’ex ittiogenico, di proprietà della Regione Lazio, può tornare a vivere come centro di accoglienza per i migranti in transito. Il nostro progetto non prevede una semplice assistenza, ma una completa accoglienza che vede coinvolte le figure professionali necessarie in ambito medico, psicologico e legale, e che abbia tra gli obiettivi la diffusione di una cultura della fratellanza, attraverso la realizzazione di un museo della migrazione e il coinvolgimento delle scuole in attività didattiche”.

TAVOLO ALLA CITTA’ - Poi l’occupazione: “C’è chi erige muri, c'è chi pianta fiori. Chiediamo un tavolo immediato a Comune e Regione per garantire accoglienza ai migranti e un posto aperto alla cittadinanza” e ancora “abbiamo bisogno di tavoli e sedie di plastica, ma soprattutto di donne e uomini di buona volontà. L'ex ittiogenico è APERTO”. 

LO SGOMBERO - Alle 11:00 è entrato in azione il Reparto Mobile con la Questura di Roma che in una nota stampa scrive: “Stamattina, circa 40 persone hanno occupato un edificio in disuso di proprietà della Regione Lazio ubicato in via della Stazione Tiburtina 11. Lo stabile in precedenza ospitava una attività di allevamento ittico. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato che, malgrado la resistenza opposta dagli occupanti, sono riusciti a sgomberare lo stabile. 15 le persone fermate e accompagnate negli uffici di Polizia per l’identificazione. Diverse unità che erano già impiegate nei molteplici servizi di ordine pubblico in atto nella giornata di oggi sono state distolte, per poter fronteggiare l’occupazione”.

BRUTTA PAGINA PER ROMA - Tra i presenti al nuovo Centro Baobab anche l’esponente di Sel Gianluca Peciola che dopo aver postato la foto dell’intervento della ‘celere’ in largo Mazzoni ha denunciato: “Hanno sgomberato con la forza il centro Baobab. Oggi abbiamo assistito ad una brutta pagina per Roma. Un pessimo segnale proprio nel giorno in cui Papa Bergoglio è in visita a Lesbo, dalla parte dei profughi e del popolo greco. L'uso della forza contro chi opera per i diritti dei migranti è un atto gravissimo. Roma deve essere città dell'accoglienza in un momento in cui nel mondo migliaia di persone fuggono da guerre e persecuzioni". 

BASTA ZONE FRANCHE - Di avviso totalmente opposto la candidata sindaco di Fdi Giorgia Meloni che così commenta: “Proprio ieri sono stata alla Stazione Tiburtina e ho citato il caso dell'ex Stabilimento Ittiogenico che vorrebbero trasformare in un centro di accoglienza per immigrati tra le proteste dei cittadini. Stamattina hanno provato ad occuparlo abusivamente, con tanto di solidarietà dal Pd e dalla sinistra, ma il tentativo è stato scongiurato grazie all'intervento delle Forze dell'Ordine, a cui rivolgo il mio plauso. Credo sia il caso di riaffermare tre principi. Primo: basta zone franche a Roma e basta con la mafia delle occupazioni abusive. Secondo: gli immigrati irregolari vanno rimpatriati e i richiedenti asilo vanno gestiti. Ma se vieni a casa mia e non rispetti la legge occupando illegalmente un palazzo, te ne torni da dove sei venuto anche se sei un rifugiato. Terzo: le tasse pagate dai romani devono servire per dare prioritariamente servizi ai romani”. 

PUNTO PRIMA ACCOGLIENZA - Sul Nuovo Centro Baobab è intervenuto anche il senatore di Sinistra Italiana - Sel Massimo Cervellini: “Chiediamo alla Regione Lazio, col coinvolgimento del Comune di Roma e nel rispetto dell'iter procedurale, di mettere in sicurezza e affidare con urgenza l'ex centro ittiogenico di via Tiburtina alle associazioni Medici Senza Frontiere, Save the Children, Medu, Intersos, Arci, Amnesty, Cir, A buon diritto, Emergency ed altre per farne un punto di prima accoglienza per i migranti in transito a Roma. La chiusura del Centro Baobab non é stata una soluzione, ma solo nascondere la testa sotto la sabbia. In più occasioni abbiamo ribadito, inascoltati, l'urgenza di una strategia condivisa da parte di tutte le istituzioni, per trovare una dignitosa ricollocazione per i tanti uomini, donne, bambini in fuga dalle violenze e dalle guerre, la cui sopravvivenza negli ultimi tempi é stata garantita dal lavoro dei volontari. Il tema dell'immigrazione non può essere affrontato a compartimenti stagni, né lasciando le realtà territoriali isolate ad affrontare le emergenze. Richiede concertazione e assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori istituzionali e sociali”.

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