Sgombero liceo Virgilio, la rabbia degli occupanti: "Le scuole sono luogo di educazione, non di repressione"

Gli studenti dell'istituto di via Giulia hanno indetto un'assemblea cittadina

Foto Collettivo Autorganizzato Virgilio

Un incontro con la stampa in mattinata a cui farà seguito una assemblea cittadina nel pomeriggio. E' quanto organizzato dagli studenti del Collettivo Autorganizzato Virgilio, lo storico liceo di via Giulia sgomberato domenica mattina dalla polizia. 71 le persone identificate dagli agenti,  23 maggiorenni che, dopo l'identificazione, si sono allontanati e 48 minorenni, affidati poi ai genitori.

A raccontare le fasi dello sgombero sulla loro pagina facebook Virgilio Occupato, gli stessi studenti coinvolti nelle operazioni di sgombero. "Alle 7:15 circa, due camionette bloccano l’accesso a via Giulia isolando la sezione che riguarda il nostro istituto. La zona antistante al Virgilio pullula di un numero non ben definito ma cospicuo di agenti. (circa 60). Bussano. Chiediamo chi fosse. Ci rispondono: “Sono il Commissario di Trevi” e aggiungono la richiesta di parlare con i due studenti che hanno dichiarato lo stato di occupazione e rilasciato il documento la settimana scorsa. I ragazzi di turno alla porta corrono a svegliare i suddetti studenti, gli agenti continuano a bussare. Passa una decina di minuti. “Dobbiamo semplicemente parlare con uno dei due”. Una delle ragazze salendo scorge da una finestra la situazione su via Giulia e allarma tutti. Eravamo infatti convinti fino ad allora che gli unici agenti presenti fossero i 6 all’uscio. Vicino alla porta rimane una ragazza: percepisce chiaramente l’intenzione della polizia in borghese di forzarla con calci, spallate e l’uso di un piede di porco che minavano l’integrità dello storico portone di Via Giulia. Arrivato uno dei due depositari prova ad uscire all’esterno per dialogare con le forze dell’ordine. Una volta aperto viene però spinto via da un agente mentre un altro spalanca la porta". 

"Sono le sette e mezza circa, scrivono ancora gli studenti del Virgilio Occupato, scendiamo e l’immagine è aberrante. Mentre bloccano alcuni di noi studenti in cortile iniziano le ronde per i piani per svegliare gli altri, accompagnati dai depositari che si provano ad opporre. Alcuni studenti sono stati svegliati a strattoni, accompagnati in bagno e studentesse impossibilitate a cambiarsi data la loro insistente presenza. Si sprecano commenti sessisti e razzisti. Prima di permetterci di recuperare i nostri oggetti personali, ovviamente scortati, dicono di dover fare una bonifica. I minorenni vengono divisi dai maggiorenni e inizia l’identificazione di tutti i presenti. Eravamo 78 fra ragazzi e ragazze"

"Abbiamo chiesto di poter pulire il cortile, visto che la sveglia per ricondizionare scuola era fissata alle 8:00 e non avevamo dunque potuto fare nulla. Ci viene accordato. Spendiamo dunque gli ultimi minuti dentro il NOSTRO Liceo prendendoci cura di “lui”. Ci siamo comportati così perché il Virgilio è casa nostra. Perché quando cantiamo “Virgilio sei il mio amore” sono parole sentite. E proprio perché il virgilio è casa nostra, non ci possono cacciare. Rammaricati di non aver avuto il tempo di ripristinare le condizioni dell’istituto abbiamo quindi aspettato che i minorenni fossero riaffidati ai rispettivi genitori".

"Abbiamo protestato perché questo governo non ci rappresenta. Perché non siamo xenofobi, fascisti, razzisti, sessisti o omofobi. Abbiamo voluto dimostrare solidarietà alle case occupate, tra l’altro, e ci siamo stagliati contro il decreto Scuole Sicure: non siamo quindi stupiti da questo sgombero. Siamo arrabbiati. Siamo arrabbiati perché le scuole sono luogo di educazione, non di repressione. Siamo arrabbiati perché non crediamo che i nostri studenti dovessero essere esposti ad un operazione militare di questo genere". 

"Sta ora però a noi studenti del Virgilio continuare a dimostrare il nostro dissenso, e con noi quelli di Roma e d’Italia. Non sarà uno sgombero a dissuaderci dal fare politica. Non sarà quest’episodio l’atto finale della “carriera” politica del Virgilio. Siamo però inquietati - concludono gli studenti del Virgilio Occupato - dalla realizzazione della linea securitaria di questo governo basata non sulla sicurezza ma sulla repressione. Continueremo a prendere posizioni, a ribellarci, discutere, istruirci, agitarci ed organizzarci. Non si ferma qui il nostro percorso politico". 

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