Sgombero baraccopoli Collatino, la 21 luglio: "Minacce e distruzione preventiva". Della Casa: "Combattiamo illegalità"

La presidente del IV Municipio Tiburtino: "I cittadini hanno diritto a non respirare fumi inquinanti". La replica: "Operazione non rispettosa dei diritti fondamentali"

La baraccopoli di via Collatina vecchia (foto Associazione 21 luglio)

Ruspe e bobcat in due baraccopoli al Collatino e Colli Aniene. Le operazioni di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi da parte della Polizia Locale di Roma Capitale sono cominciate alle prime luci di mercoledì 6 febbraio (QUI LA NOTIZIA). Ad essere abbattute 36 baracche e 6 tende allestite in due favelas della periferia sud est della Capitale, in via Collatina Vecchia la prima e in via Grotta di Gregna la seconda. 

Modalità di intervento che hanno trovato il commento dell'Associazione 21 luglio che in riferimento all'insediamento di via Collatina Vecchia denuncia: "Diciannove le persone, fra cui 7 minorenni e tre donne in stato di gravidanza, allontanate dall'area. Lo sgombero per le modalità con cui è stato realizzato sembra inaugurare una nuova pratica caratterizzata, prima dell’arrivo delle ruspe, da minacce e dal danneggiamento delle abitazioni". 

Di avviso completamente opposto la presidente del IV Municipio Tiburtino Roberta Della Casa, che ha testimoniato la sua presenza nell'area con un video sulla sua pagina facebook istituzionale. "Il IV Municipio per anni è stato terra di nessuno e in ogni quartiere si sono creati accampamenti abusivi ed enormi discariche a cielo aperto".

"Oggi, grazie al IV Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale, ai PICS e al Servizio Giardini, siamo intervenuti in due siti che erano teatro di roghi tossici e traffico illecito di rifiuti: Via Collatina Vecchia/Via del Flauto e Via Grotte di Gregna. Abbiamo trovato - spiega in una nota stampa la presidente Della Casa - numerosi cavi da cui era stato sottratto il rame e materiali edili abbandonati. Ringraziamo anche la sala operativa sociale che con grande professionalità si fa carico delle fragilità sociali ed è sempre presente durante le operazioni".

"Le aree sono adesso sotto sequestro e lavoreremo per la bonifica. I cittadini hanno diritto a non respirare fumi inquinanti e a vivere nel decoro e noi stiamo lavorando per questo - conclude Della Casa -. Combattiamo l’illegalità!".

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Duro l'attacco dell'Associazione 21 luglio alla presidente del Municipio Tiburtino: "Condanniamo con fermezza quanto asserito dalla presidente del Municipio IV Roberta Della Casa in un video registrato durante la distruzione delle abitazioni di via Collatina Vecchia. Lo smantellamento delle abitazioni è stato preceduto, nei giorni scorsi, da minacce di divisione di nuclei agli occupanti e dalla distruzione parziale preventiva delle stesse. Nessuna alternativa adeguata è stata offerta agli abitanti. Riteniamo si tratti quindi di uno sgombero avvenuto in maniera illegale, non rispettosa dei diritti fondamentali". 

"Nelle parole della presidente emerge, inoltre, una narrazione non vera: l’insediamento era vuoto al momento dello sgombero forzato. Associazione 21 luglio ha seguito da vicino l’intera vicenda, è in contatto continuo con gli abitanti dell’insediamento che hanno lasciato le loro abitazioni nella giornata di ieri e ha documentato con foto, giorno per giorno, lo stato delle abitazioni. Associazione 21 luglio esprime profondo disgusto per la pubblicazione del video sulla pagina istituzionale della presidente che richiama a modalità discutibili e offensive della dignità di quanti vivevano in quel luogo”.

Associazione per i diritti dei rom che denuncia le violazioni attuate dagli operatori impegnati nello sgombero: "Gli operatori comunali con l'ausilio di mezzi meccanici, nella mattinata di oggi hanno iniziato le operazioni di demolizione dei manufatti in evidente violazione degli obblighi internazionali e senza rispettare le garanzie procedurali in materia di sgomberi previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite". 

Le persone sgomberate, alcune parenti della piccola Cirasela, ferita alla schiena lo scorso 17 luglio (QUI LA NOTIZIA), erano già state allontanate da un insediamento nel quale vivevano con la famiglia della bambina, lo scorso 3 ottobre e avevano trovato rifugio nel sottopasso di via Palmiro Togliatti, lungo la via Collatina Vecchia, in un’area utilizzata da anni come discarica abusiva. 

"Quello di oggi - prosegue la 21 luglio - è il quarto sgombero forzato organizzato dall’inizio del 2019 nel Municipio IV di Roma, dopo lo sgombero in zona Ponte Mammolo (14 gennaio); tra via Fiorentini e via della Serenissima (18 gennaio); presso la stazione metro Quintiliani (30 gennaio). Nel solo 2018 le operazioni di sgombero forzato che avevano coinvolto le comunità rom e registrate a Roma erano state ben 40". 

"Le famiglie che oggi in via Collatina Vecchia hanno visto le loro abitazioni colpite dalla furia distruttiva delle ruspe comunali – afferma Carlo Stasolla – ieri erano state sgomberate da via Palmiro Togliatti e domani lo saranno nel nuovo insediamento che andranno a realizzare. Quale progettualità prevede l’Amministrazione Comunale per questi nuclei? Quali soluzioni oltre a sgomberi forzati che hanno un costo economico altissimo e che compromettono la tutela dei diritti fondamentali? La ruspa è l’unico strumento utilizzato dal Comune di Roma?". 

Nella giornata di oggi, Associazione 21 luglio, in un incontro già previsto con una delegazione del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), esporrà i propri timori e la propria indignazione rispetto alla gestione degli sgomberi forzati delle comunità rom sul territorio di Roma Capitale e alle modalità con cui gli stessi vengono effettuati.

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