False promesse di lavoro poi la prostituzione in strada: sfruttatore arrestato a Pescara

Il 40enne era ricercato dallo scorso 1 ottobre quando i carabinieri liberarono una 28enne costretta a lavorare in strada dai suoi aguzzini

Era ricercato dallo scorso 1 ottobre, quando i carabinieri individuarono una banda di sfruttatori che costringeva una ragazza romena di 28 anni a prostituirsi nella zona di via Tivoli, nel territorio di Gallicano nel Lazio. A fuggire alla cattura in cittadino romeno di 40 anni, individuato ed arrestato in un appartamento di Pescara dove si era nascosto.

NASCOSTO A PESCARA - Le indagini sono state conlcude dai carabinieri della Compagnia di Palestrina, in collaborazione con i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Pescara e della Stazione di Francavilla a Mare (Chieti). L'uomo è ritenuto il reclutatore di ragazze connazionali da avviare alla prostituzione nella zona dei Monti Prenestini. 

ATTIVITA' DI INDAGINE - All’uomo è stata infatti notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli, a seguito di una complessa attività di indagine che aveva già consentito di arrestare una donna romena e di individuare una terza persona responsabile dello sfruttamento, non ancora rintracciata.

RAGAZZE RECLUTATE IN ROMANIA - In particolare, nella rete degli aguzzini era finita una ragazza romena poco più che maggiorenne che in profonda difficoltà economica e con un triste passato alle spalle  era stata reclutata poco più di un anno fa  in un piccolo centro della Romania proprio dal cittadino romeno arrestato a Pescara dai Carabinieri, con la promessa di offrirle un futuro migliore in Italia.

FINTA PROMESSA DI LAVORO - La vittima benché diffidente aveva accettato di poter fare la commessa o la badante una volta arrivata nel nostro Paese. Dopo una breve permanenza in Abruzzo la giovane era stata portata tra Gallicano nel Lazio e Zagarolo dove la donna già arrestata, unitamente al reclutatore ed ad una persona a lui vicina dettavano le regole.

MINACCE ALLA FAMIGLIA - La donna era costretta a prostituirsi in strada altrimenti avrebbe rischiato la morte unitamente ai suoi fratelli e alla sorella residenti in Romania. La scoperta della banda di sfruttatori ha poi scoperchiato un vero e proprio business della prostituzione con diverse ragazze, dell'Est Europa ma anche nigeriane, che avevano allestito delle vere e proprie alcove del sesso creando un vero e proprio 'bosco del piacere' sempre nell'area dei Monti Prenestini. Poi il blitz dei carabinieri che ha portato alla loro identificaizione ed alla bonifica dell'area. 

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