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Centro regionale Sant'Alessio: "Affitti non in linea con la pubblica assistenza"

La denuncia arriva dal consigliere provinciale del Pd Nicola Galloro e dall'Unione Inquilini Roma. Il Sant'Alessio - Margherita di Savoia è un ente regionale pubblico ma gli affitti sarebbero "esosi e fuori mercato". Il caso di Marina

Redazione 11 maggio 2012

"Dovrebbe essere di pubblica assistenza ma continua ad aumentare i canoni d'affitto", mettendo gli inquilini alla porta. A denunciare il caso è l'onorevole Nicola Galloro, consigliere Pd della Provincia di Roma, insieme al sindacato Unione Inquilini Roma. Nel mirino, il  S. Alessio - Margherita di Savoia, ente regionale pubblico, "erogatore di servizi a favore dei non vedenti e degli ipovedenti" (come riportato sul sito internet del centro). L'istituto, secondo quanto messo in luce da Galloro, avrebbe nel tempo alzato i prezzi di affitto del patrimonio immobiliare con conseguenti procedure di sfratto per i morosi. Sì il problema è che, come sottolineato dal consigliere, in molti casi le abitazioni si trovano in condizioni di degrado che non dovrebbero consentire l'applicazione di cifre giudicate "esose e completamente fuori mercato".

Sempre Galloro porta a esempio il caso della signora Marina, "malata oncologica che vive sola, assistita dai servizi sociali, verrà cacciata dal suo appartamento di Via Giovanni Branca a Testaccio perché non più in grado di far fronte all'aumento dell'affitto". Le condizioni dello stabile però, fa sapere Galloro, sarebbero precarie: "semiabbandonato, in degrado, con tre appartamenti sfitti di cui uno da ben quattro anni. E' chiaro dunque che questi aumenti non tengono neppure conto dello stato manutentivo delle abitazioni e che il sistema non aiuta a risanare e rilanciare il S. Alessio che oggi ha un Commissario straordinario".

Detto questo, continua Galloro nella sua denuncia, "l'istituto non ha voluto fare accordi con i sindacati, non esistono canoni concordati, le richieste di aumento continuano ad arrivare e non tengono alcun conto della situazione del mercato. Non credo che contratti capestro, sfratti a malati e famiglie con difficoltà economiche, lettere minacciose di avvocati si accordino con la missione di un'istituzione pubblica di assistenza e beneficenza". Dal Sant'Alessio però arriva subito la risposta di Donato Robilotta, Commissario regionale dell’Ipab, che ci tiene a chiarire la questione.

“Il servizio ai disagiati o i canoni di locazione a prezzi calmierati non rientrano nelle finalità di questo Ente, bensì in quelle dove l’onorevole Galloro è stato amministratore o lo è, a partire dal Comune di Roma e dagli altri Enti Locali. Al S. Alessio ho trovato un ente in pieno dissesto grazie alle cattive gestioni del passato, con un patrimonio immobiliare di pregio mal gestito e, a volte, affittato a prezzi più che discutibili.

Ho trovato un Centro con 12 mln di euro di debiti su un bilancio di 15, 1,5 mln di disavanzo annuo, un contenzioso che fa spavento e morosità per oltre 3 mln di euro. L’unico modo per salvare l’Ipab è valorizzare il patrimonio di pregio affittando a prezzo di mercato gli appartamenti e salvaguardare con i prezzi calmierati soltanto la fascia sociale dei non vedenti, che resta l’unica finalità del S. Alessio. Altro non è di nostra competenza.Nel merito - continua Robilotta -  mi dispiace informare l’on. Galloro che la Sig.ra Marina Coletti abita in un appartamento dell’Ente di 60 mq, situato in una zona di pregio, con un contratto stipulato nel 2006 dalle precedenti amministrazioni, che scadrà nel 2014 e con un canone mensile d’affitto tutt’altro che oneroso, di 720 euro.

La Sig.ra Marina non paga da ben 6 anni e ha un debito con l’Ipab di oltre 50.000 euro. Si tratta di una situazione insostenibile per l’Ente.Il mio compito è quello di salvaguardare i non vedenti e di trovare risorse, attraverso il patrimonio, per offrire servizi maggiori e migliori. Con il nuovo regolamento degli affitti andrò avanti su questa strada senza guardare in faccia a nessuno. Galloro e la sua parte politica - conclude Robilotta - dovrebbero plaudire a queste iniziative invece di criticarle".

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