Maxi abuso in via della Marranella: sigilli a nuovo "mostro" di cemento

Da tempo i cittadini avevano segnalato il caso a forze dell'ordine e amministrazione. Il proprietario è lo stesso dell'ex cinema Impero

Il palazzone in via Marranella

Sigilli al civico 112 di via della Marranella. I vigili urbani del V gruppo sono intervenuti il 27 agosto, contestando abusi edilizi ai proprietari di uno stabile in ristrutturazione. Ci speravano i residenti, che avevano notato subito gli eccessi dei lavori. Da tre a otto piani, nel cuore di Torpignattara. Un palazzone moderno, bianco e arancio acceso, che svetta solitario verso il cielo, in contrasto evidente con le più sobrie casette vicine color mattone, di massimo tre, quattro piani. I cittadini, quelli più attivi, lo hanno notato subito. E in più occasioni si sono rivolti con esposti e denunce all'amministrazione pubblica: è tutto in regola?

Sembrerebbe di no. Al proprietario che ha disposto i cantieri viene contestato l'articolo 44 del Testo unico dell'edilizia (dpr 380/2001): "esecuzione in totale difformità o in assenza del permesso di costruire". Le irregolarità, secondo quanto si apprende, sarebbero legate alla validità del titolo rilasciato quale autorizzazione ai lavori. Uno stop accolto con clamore nel quartiere. "Mi sono accorta subito che l'intervento era d'impatto, abito proprio davanti - racconta a RomaToday una residente che preferisce restare anonima - e mi ha colpito il pochissimo tempo in cui gli operai hanno tirato su il manufatto. Pochi mesi. Ho chiamato più volte i vigili che mi hanno sempre detto che avrebbero segnalato agli uffici tecnici. Ma non seguiva nessun tipo di intervento". 

Tra i primissimi a sollevare la questione il consigliere della lista Marchini Fabio Piattoni (V municipio). "Insieme all'Avv. Alberto Carluccio e con l'appoggio di altri abitanti della zona ho effettuato un accesso agli atti già dal luglio 2017 su queste DIA e SCIA (la 11016 e succ. var. 49313 sono maturate in questa consigliatura tra il 2017 e 2018) con evidenti ritardi e risposte parziali dagli uffici competenti. Ci siamo impegnati da subito per avere chiarezza su quanto stava accadendo, ma la documentazione completa (o ritenibile tale) ci è stata consegnata solo nel Luglio 2018 dopo altri nostri solleciti". Un iter andato avanti mesi senza che arrivassero risposte. "Ci impegniamo ora per avere maggiori riscontri sulla maturazione di tale provvedimento". 

Già, cosa accadrà adesso? Il timore è che il "mostro" di cemento finisca nel dimenticatoio, ennesimo ricettacolo di incuria. Un po' come già accaduto all'altro stabile, più noto, sempre di proprietà della famiglia Longobardi: l'ex cinema Impero di via dell'Acqua Bullicante, sito nello stesso complesso immobiliare. Dopo anni di silenzio e di locali abbandonati, è arrivato un polo culturale con sale adibite a laboratori teatrali. Ma ci sono voluti forti pressioni dal quartiere. Che ora ha paura di un nuovo covo di degrado dietro casa.

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