Sequestrato l'Italcementi di Colleferro: violate norme su emissioni nocive

Secondo i rilievi dell'Arpa i camini utilizzati dal cementificio non sarebbero a norma. Nello stabilimento lavorano 200 operai

I  carabinieri del Noe, su disposizione del gip di Velletri Giuseppe Cairo, hanno sequestrato lo stabilimento Italcementi di Colleferro. La motivazione starebbe nella violazione delle norme che regolano le emissioni nocive. Il direttore dello stabilimento Alfredo Vitale è indagato.

EMISSIONI NOCIVE - Il sequestro, che è preventivo, è stato sollecitato dal pm Giuseppe Travaglini. Nello stabilimento di Colleferro lavorano 200 operai. Secondo quanto si è appreso, il gip Giuseppe Cairo ha concesso ai responsabili dell'impianto un termine di 10 giorni per mettersi in regola pena il distacco dell'energia elettrica.
Secondo i rilievi dell'Arpa, l'Agenzia regionale protezione ambiente, i camini utilizzati dal cementificio non sarebbero a norma ed emetterebbero sostanze nocive. Da quanto si apprende i tecnici dell'Arpa avrebbero verificato che i camini non a norma sarebbero più della metà di quelli che servono lo stabilimento vicino a Roma.

La società Italcementi quindi dichiara che sono stati posti i sigilli a “punti di emissione che non riguardano il principale processo di combustione, ma alcune fasi secondarie dell'attività produttiva. Il provvedimento - spiega la società - riguarda l'adeguamento geometrico di alcuni punti di emissione alle normative europee. Adeguamento che è già in corso di realizzazione da alcune settimane e per gran parte dei punti in questione, già completato".

IL GIP - Dal decreto di sequestro preventivo col quale il gip Giuseppe Cairo ha messo i sigilli all'impianto si apprende che sono 14 i camini dell'impianto Italcementi di Colleferro risultati, a seguito dei controlli del Noe e dell'Arpa Lazio, "non conformi alle prescrizioni in quanto non dotati di prese di campionamento o sbocco verticale".

DECRETO DI SEQUESTRO - Nel decreto inoltre viene sottolineato che la società avrebbe fornito alle autorità preposte al controllo ambientale due versioni sul funzionamento dell'impianto e ciò , si legge nel decreto, "lascia delle perplessità sulla possibilità di verificare perfettamente il funzionamento dell'impianto". "Quanto dichiarato dalla società a seguito di un controllo congiunto", svolto il 27 ottobre dal Noe, dall'Arpa e dai tecnici della Provincia di Roma -scrive infatti il Gip- "non trova riscontro con quanto contenuto nella relazione tecnica prodotta a suo tempo dalla società per ottenere l'Autorizzazione integrata ambientale (AIA)"

“Appare assolutamente evidente che il protrarsi di tale situazione costituisca fonte di pericolo generale per gli scarichi in atmosfera". Per questo motivo il gip Giuseppe Cario ha firmato il decreto di sequestro dell'intero impianto Italcementi di Colleferro. Inoltre il gip evidenzia che il sequestro è da adottare perché "vi è il concreto pericolo che la libera disponibilità da parte dell'indagato dello stabilimento possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato connesso o consentire la reiterazione dello stesso o di altri reati". Il direttore dello stabilimento Alfredo Vitale è indagato per violazione delle norme Aia (Autorizzazione integrata ambiente). Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Noe, guidati dal capitano del Nucleo operativo Pietro Raiola Pescarini.

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