Villa Pamphili, sequestrato il Casale dei Cedrati: un ristorante al posto delle attività culturali

I vigili hanno scoperto che molte delle attività culturali previste erano inattive. Fiorente invece l'attività di ristorazione. Accertati anche lavori abusivi

Un centro culturale pubblico, destinato a visite guidate, laboratori, mostre, incontri, conferenze, appuntamenti per gli sportivi, grandi eventi e concerti di musica.  Questo doveva essere il Casale dei Cedrati all'interno di Villa Pamphili. Ad annunciarlo lo stesso consorzio che però, secondo quanto accertato e comunicato dalla Polizia Locale di Roma Capitale, avrebbe disatteso le prescrizioni del bando. Per questo oggi gli uomini del XII gruppo Monteverde hanno effettuato il sequestro preventivo della struttura.

Secondo quanto accertato le attività di caffetteria e ristorazione erano le uniche presenti all'interno. I vigili hanno scoperto che molte delle attività culturali previste erano inattive, e che le aree destinate alle attività marginali risultavano ben maggiori del previsto, visto che risultava attiva una fiorente attività di ristorazione, con bar e cucina abusiva in grado di organizzare cerimonie e pranzi, peraltro pubblicizzati su un sito internet. 

"Durante i sopralluoghi", fa sapere la polizia locale, "i vigili hanno scoperto che sia all'interno che all'esterno della villa erano stati effettuati lavori abusivi di ristrutturazione senza permesso, presentando una semplice CILA, (una comunicazione di inizio lavori) non idonea a uno stabile protetto da vincoli paesaggistici e monumentali quale quello in oggetto".

A seguito delle violazioni amministrative e penali, sia di natura urbanistica che commerciale riscontrate, "i funzionari della Polizia di Roma Capitale hanno quindi posto tutta l'area sotto sequestro, acquisendo presso la Sopraintendenza tutti i fascicoli relativi al bando di concorso e alle procedure di assegnazione. Le indagini dei Vigili sono ancora in corso per fare piena luce su altri eventuali illeciti, e nel frattempo è stata presentata una dettagliata informativa destinata all'Autorità Giudiziaria".

Il Casale era attivo dal 5 dicembre. Al consorzio erano state concesse in adozione anche alcune vicine importanti serre ottocentesche, e diversi ettari di terreno attorno al casale, tutto destinato a scopo culturale.

Duro il commento di Marco Giudici, consigliere d'opposizione nel XII municipio, alla notizia del sequestro: "Sono certo che la presidente del Municipio XII Cristina Maltese farà di tutto per discolparsi raccontando di non avere competenze sul tema, ma allora dovra anche spiegare per quale motivo sul suo programma elettorale pubblicato sul sito del Campidoglio, per Villa Pamphili prometteva di “recuperare le strutture ormai in abbandono e destinarle a funzioni culturali e sociali”. Sì, perchè o si mantengono gli impegni presi, oppure non si chiede il sostegno ingannando i cittadini". 

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Commenti (1)

  • ma davvero??? azzz di solito non accade mai. e da decine di anni che delle associazioni culturali no profit si vedono assegnare dal comune strutture per le loro attività, salvo poi destinare i locali a tutt'altro uso ovviamente a scopo di lucro, e pure qui si cade dal pero!!!

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