Scritta "negro m***a" sull’auto, parla il medico insultato: "Stufo del razzismo, ma resto figlio d’Italia"

Andi Nganso si sfoga su Facebook contro le discriminazioni: “Atti che offendono non la dignità dei neri, ma l’intelligenza di tutti noi”

Andi Nganso (foto profilo facebook)

Non ci sta a cedere il passo all’odio Andi Nganso, il medico della Croce Rossa originario del Camerun, che pochi giorni fa ha trovato il cofano della propria auto imbrattato dalla scritta razzista “Negro m***a”. L’episodio è avvenuto al Pigneto dove l’uomo era a cena con un amico: arrivato alla macchina l’amara sorpresa, lo sfregio dai toni xenofobi. 

Sul cofano dell’auto la scritta: “Negro m***a”

Il dottore africano, da 13 anni in Italia, affida così alla propria pagina Facebook un lungo sfogo: lui che, sempre nel nostro Paese, era già stato vittima di un episodio simile con un paziente che aveva rifiutato di farsi curare da un medico “di colore”. 

Razzismo contro un medico della Croce Rossa: trovata la scritta "negro m****" sull'auto 

Lo sfogo del medico: “Sono stufo del vostro razzismo”

“Sono stufo dei vostri sguardi, delle signore che si stringono alla borsetta alla fermata dell’autobus, di tutti quelli che sembrano non riuscire a decifrarti se non gli spieghi esattamente di dove sei e come sei venuto in Italia anche se non vi conoscete. Non tollero ormai neanche i complimenti su ‘quanto parlo bene italiano’. Ma tra tutto, la cosa che mi ha stancato sopra ogni cosa è la codardia” – ha scritto Andi Nganso. 

Ma il razzismo in Italia per il medico della Croce Rossa “non è un’emergenza, è un persistente problema culturale del rifiuto del diverso”. 

Andi Nganso: “In Italia da 13 anni, atti di razzismo continui”

“Vivo in Italia da 13 anni e – racconta Andi - non mi ricordo un periodo nel quale non sia stato testimone di atti di razzismo. I ragazzi nati e cresciuti qua non hanno mai avuto il privilegio di poter dire che hanno passato periodi con meno aggressioni verbali e fisiche. Per combattere il razzismo è necessario rimettere in discussione un sistema secolare che autoalimenta l’illusione della superiorità di alcuni con strumenti culturali, artistici, linguistici ed economici. È importante interrogarsi e ribellarsi davanti alle immagini, le pseudo opere d’arte e le parole che offendono non la dignità dei neri, ma l’intelligenza di tutti noi”. 

Ed è la legge lo strumento con il quale, secondo Andi Nganso, potrebbe essere combattuto il razzismo “reclamando una riconoscenza di tutti i figli d’Italia”. 

La legge sulla cittadinanza per combattere il razzismo: “Figli d’Italia”

“Dov’è la riforma sulla cittadinanza?” – si chiede il dottore. “La politica di destra e di sinistra ha deciso di trattare la questione della cittadinanza all’interno delle leggi sulla sicurezza, aprendo di fatto un’equazione falsa e essa stessa razzista che costringe il corpo, degli stranieri in generale e quello dei neri in particolare, ad una segregazione legislativa e culturale. Siamo figli d’Italia. E per quanto ci possa far arrabbiare questo nostro meraviglioso paese – conclude lo sfogo il medico - non andremmo via e non smetteremo di lottare per l’uguaglianza e i diritti di tutti.
 

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