"A Prati è stata caccia al poliziotto": a Roma è allarme ultras dopo la guerriglia e manifesti antisemiti

Il segretario regionale del sindacato di Polizia Libertà e Sicurezza dell'Ugl a RomaToday: "C'è stata una caccia al poliziotto"

Prima la guerriglia, nel quartiere Prati, durante la festa dei 119 anni della Lazio. Poi i volantini anti semiti dei tifosi della Roma. Aggressioni e razzismo. A Roma torna l'incubo degli ultras. Il tutto a pochi giorni dalla tragica morte di Daniele Belardinelli il tifoso dell'Inter a causa degli scontri avvenuti prima del match tra i nerazzurri e il Napoli.

Non solo. Nella Capitale, lo scorso dicembre, il clima era già teso quando arrivarono in massa i supporters dell'Eintracht di Francoforte. Qui, dopo la partita di Europa League contro la Lazio, ci fu una vera e propria caccia al tedesco. Ad avere la peggio anche un Carabiniere della stazione di Trastevere ferito dal lancio di una bottiglia (qui il video). Autori del gesto, secondo il capo della Polizia Franco Gabrielli e per il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, gli ultras laziali anche se, per l'episodio, nessuno è stato, fino ad ora, fermato.

Quindi i fatti tra martedì e mercoledì scorso. Prima a piazza della Libertà dove, durante i festeggiamenti per i 119 anni della squadra, un gruppo di facinorosi a volto coperto si è staccato dai circa 2000 presenti e ha iniziato a lanciare bottiglie, bombe carta, pietre e altri oggetti contro la polizia che ha risposto con cariche di alleggerimento, lacrimogeni e idranti (qui il video).

Otto agenti sono rimasti feriti, contusi ma non gravi spiegano dalla Questura. Un tifoso è stato arrestato in mattinata dopo essere stato riconosciuto al pronto soccorso dove era andato a farsi refertare mentre altri tre sono stati denunciati e hanno ricevuto il Daspo. In giornata, l'arrestato, è stato poi rilasciato.

"E' stata una vera e propria caccia al poliziotto, quella degli pseudo tifosi laziali, a Prati", ha commentato a RomaToday Armando Riccardo, segretario regionale del sindacato di Polizia Libertà e Sicurezza dell'Ugl. 

"C'è rabbia e amarezza per i fatti di Roma. Quei soggetti hanno attaccato gli agenti senza motivo. Armati di spranghe, bombe carta, bottiglie e pietre hanno generato una vera e propria guerriglia urbana. Un'azione organizzata contro la Polizia", continua Riccardo che aggiunge: "Dopo la morte del tifoso a Milano e questi episodi nella Capitale è arrivato il momento di dire basta. Le forze dell'ordine non possono essere il bersaglio di questa gentaglia. Ci appelliamo al presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell'Interno Salvini affinché intervengano quanto prima con leggi severe e pene certe".

Fatti che si uniscono ai volantini razzisti targati tifosi della Roma. "Lazio, Napoli, Israele. Stessi colori. Stesse bandiere. Merde", si leggeva tra i quartieri Prati e Balduina. La provocazione dei romanisti riporta alla memoria quanto fatto dai 'cugini' laziali, quando sui vetri divisori della Curva Sud furono affissi altri adesivi antisemiti, che raffiguravano Anna Frank con la maglietta dell'As Roma (qui la notizia). Scritte che non hanno lasciato indifferente la sindaca Virginia Raggi ha espresso "ferma condanna per i manifesti antisemiti comparsi a Roma. Il calcio non può essere divisione e intolleranza".

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