Scontri a Casale San Nicola: arrestati esponenti di Casapound

Le tensioni si manifestarono lo scorso 17 luglio davantgi all'ex Socrate, dove stavano per arrivare dei rifugiati. Il bilancio fu di 14 feriti e 2 arresti

Gli scontri al Casale San Nicola dello scorso 17 luglio

Sarebbero responsabili degli scontri che si registrarono lo scorso 17 luglio a Casale San Nicola. Mezz'ora di guerriglia urbana, con cariche e scontri davanti all'ex Socrate, con un bilancio di 14 quattordici poliziotti feriti, due arresti ed una denuncia. In relazione ai fatti, dalle prime ore di questa mattina la Digos della Questura di Roma sta eseguendo diverse misure cautelari a carico di esponenti dell’Associazione di estrema destra Casapound. 

 NOVE ARRESTI - Sono nove complessivamente le misure cautelari eseguite a carico dei Fascisti del Terzo Millennio. All’esito delle indagini, condotte con il supporto tecnico del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica per il Lazio, l'Umbria e l'Abruzzo, infatti, il Gip Giorgianni su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Albamonte ha emesso sei ordini di custodia agli arresti domiciliari e tre obblighi di firma a carico di soggetti ritenuti responsabili di concorso in resistenza aggravata a pubblico ufficiale, nonché, a vario titolo, di lesioni a pubblico ufficiale, porto di oggetti ad offendere, nonché utilizzo di casco in occasione di manifestazioni in luogo pubblico. 

GLI SCONTRI - Gli episodi di violenza si sono verificati il 17 luglio scorso, allorché gli odierni destinatari delle misure cautelari hanno posto in esser una energica protesta volta ad impedire il trasferimento presso una struttura di accoglienza sita nelle vicinanze di cittadini extracomunitari destinati a piani di accoglienza. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche personaggi di rilievo nell’assetto della sigla di estrema destra Caspound. 

AGGRESSIONE AD UN CELERINO - Tra gli episodi oggetto di attenzione investigativa da parte della Digos anche l’aggressione posta in essere da tre attivisti in danno di un operatore del Reparto Mobile della Polizia di Stato, ripetutamente colpito al corpo. A carico di tutti gli indagati il Questore di Roma ha già adottato l’avviso orale mentre per sei soggetti è stato adottato anche il Daspo, confermando la linea del massimo rigore rispetto ad ogni condotta che, costituendo violazione della normativa in vigore, alteri la tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica e che costi.

LA REPLICA DI CASAPOUND - I sei arresti, come postato da Simone Di Stefano sulla pagina facebook di CasaPound, hanno trovato la risposta dell'organizzazione politica di via Napoleone III che sempre sulla pagina social attacca: "Arresti liberticidi, colpevoli di difendere gli italiani", con il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone che rincalza:  "La nostra colpa? Aver protetto cittadini inermi dalle manganellate ordinate dal Prefetto". 

COLPEVOLI DI DIFENDERE GLI ITALIALI - "Colpevoli di difendere l’Italia e gli italiani". Così il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta le misure
cautelari eseguite questa mattina nei confronti di alcuni esponenti del movimento per i fatti avvenuti a Casale San Nicola nel luglio scorso. “Arresti liberticidi –
sottolinea Iannone nel post su facebook – che ancora una volta arrivano ‘casualmente’ nel momento in cui si aprono i giochi per la partita più importante per un Pd in enormi difficoltà, quella del voto per la Capitale
".

CITTADINI INERMI - "Qual è la colpa di CasaPound? Aver osato difendere le donne e gli anziani del quartiere dalle manganellate della polizia? – si chiede Iannone -. Le innumerevoli immagini di quel giorno dimostrano senza ombra di dubbio quello che è accaduto: cittadini inermi a fare pacificamente blocco per non far passare i pullman e poliziotti pronti alla carica. Donne trascinate via a braccia per ordine di chi ha gestito ad arte l’ordine pubblico per provocare gli scontri. Cittadini terrorizzati da chi avrebbe dovuto difenderli e invece gli urlava in faccia “Vi ammazziamo”.

DIFESO I DIRITTI DEGLI ITALIANI - "A Casale ci siamo schierati al fianco dei residenti sopra le cui teste sono state prese da Gabrielli, con ostinazione da dittatore, decisioni assurde. Abbiamo per tre mesi protestato pacificamente senza che il prefetto si degnasse nemmeno di ascoltare le rimostranze di chi si sarebbe poi trovato ad affrontare una vera e propria invasione di immigrati in un comprensorio dove abitano solo 250 famiglie. A Casale - conclude la nota di CasaPound - abbiamo difeso i diritti degli italiani, come facciamo ogni giorno nelle strade e nelle piazze di tutto il Paese. Se amare l’Italia è un reato, allora arrestateci tutti perché non ci fermeremo".

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