Contro ladirettiva Bolkenstein che dovrebbe rimettere all'asta tutte le licenze di sfruttamento delle spiagge demaniali si tenuto ieri lo sciopero dell'ombrellone.
SCIOPERO DELL'OMBRELLONE - Parasoli chiusi in spiaggia per qualcheora con lo scopo di attirare l'attenzione del Governo e dell'opinione pubblica: questo l'intento dei sindacati de settore Sib-Confcommercio, Fiba- Confesercenti, Assobalneari Italia-Confindustria e Cna-Balneatori. Fuori dalla protesta, invece, la FederBalneari secondo cui "il riordino normativo in materia di concessioni demaniali non si risolverà certo con lo 'Sciopero dell'Ombrellone".
Gli operatori sono preoccupati per la direttiva europea e le proteste arrivano da tutto il litorale: tant'è che gli ombrelloni sono rimasti chiusi anche in tutte le altre località marittime, comprese le più prezzolate del Bel Paese.
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IL MINISTRO GNUDI - Per tutta risposta, il ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, dai microfoni di Radio 24, ha assicurato che il Governo cercherà di interpretare le norme europee "in modo che sia anche l'occasione per stabilizzare il settore e far si che si possa investire in modo che le nostre spiagge siano sempre più attraenti", ma intanto, oggi, gli operatori del settore - 30.000 aziende con oltre 600.000 lavoratori - hanno dato visibilità ai loro timori.
SI PENSA GIA' ALLE NUOVE PROTESTE - I sindacati, soddisfatti per la "grande partecipazione" e per la solidarietà espressa dai bagnanti, ribadiscono la validità del modello di accoglienza 'personalizzata' made in Italy e preannunciano altre iniziative per i prossimi giorni: dal tuffo collettivo alle bandiere a mezz'asta.





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