Dismissione enti previdenziali: inquilini in sciopero della fame

Per chiedere alle forze politiche una moratoria immediata e l'apertura di un tavolo interistituzionale, dieci inquilini degli enti previdenziali e un sindacalista di Asia Usb hanno iniziato lo sciopero della fame

Moratoria immediata e tavolo interistituzionale per affrontare le conseguenze sociali della vendita e dell’aumento degli affitti degli immobili di proprietà degli enti previdenziali “privatizzati”, delle assicurazioni e dei fondi pensione. Con questa motivazione, ieri mattina in piazza SS Apostoli, davanti alla Prefettura di Roma, intorno a mezzogiorno, dieci inquilini degli enti in questione e un sindacalista dell’Associazione inquilini e assegnatari dell’Unione sindacale di base (Asia Usb), Angelo Fascetti, hanno iniziato lo sciopero della fame ad oltranza. Con loro in presidio, un centinaio di inquilini.

“Di fronte alla disponibilità verbale finora dimostrata dalle istituzioni e dalle forze politiche, chiediamo fatti concreti. Se questi fatti non arriveranno lo sciopero non si fermerà”. Tra gli inquilini che hanno iniziato lo sciopero della fame c’è anche Anna, un’ottantenne a cui l’ente proprietario di casa, per “valorizzare” il proprio immobile, ha richiesto un aumento di affitto da 800 a 1600 euro al mese e che, non potendo rinnovare il contratto a queste condizioni, ha ricevuto lo sfratto per finita locazione. E Ada, una disabile “visiva”, inquilina del centro regionale Sant’Alessio, ente pubblico per non vedenti, anch’esso minacciato da aumenti d’affitto.

LA DISMISSIONE DEGLI ENTI - La dismissione degli enti previdenziali, che sono stati trasformati in “persone giuridiche private” con decreto legislativo n.509 del 30 giugno 1994, “sta cancellando un comparto edilizio che da più di vent’anni ha svolto l’importante funzione sociale di calmierare i prezzi degli affitti in una città da sempre vessata dall’emergenza abitativa” spiega Angelo Fascetti dell’Asia Usb. A Roma sono circa 30mila gli alloggi degli enti previdenziali
privatizzati, la maggior parte dei quali in via di dismissione o di “valorizzazione” tramite l’aumento degli affitti, a cui si aggiungono quelli di proprietà di altri enti come le assicurazioni. Secondo calcoli forniti a gennaio 2012 dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sono circa 50mila le famiglie  coinvolte. Per Asia Usb “circa il 40% di questi inquilini ha difficoltà economiche legate alla vendita delle proprie case”.

LA POLITICA - In solidarietà agli inquilini, ieri erano presenti anche i presidenti del X e dell’XI municipio, Sandro Medici e Andrea Catarci e i consiglieri regionali Luigi Nieri (Sel) e Fabio Nobile (Fds). Entrambi, per sostenere la protesta, hanno aderito per un giorno allo sciopero della fame. Per tutelare gli inquilini nel processo di vendita degli immobili degli enti, è stata avanzata la richiesta di moratoria e di chiarimento del quadro normativo da parte di forze politiche bipartisan. Risale al 5 giugno 2012 la mozione presentata alla camera dagli onorevoli Marcello De Angelis e da Enrico Corsaro (parlamentari Pdl). Anche il Pd ha annunciato la presentazione di una propria mozione. Anche il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, dopo il presidio di ieri “si è dichiarato disponibile a
fare pressione per l’apertura di un tavolo interistituzionale” ha spiegato l’Asia Usb.

L’ASSEMBLEA IN CAMPIDOGLIO - Dopo il presidio degli inquilini degli enti della mattina, alle 15 la protesta si è spostata in Campidoglio e si è allargata a tutte le forze che si battono per il diritto all’abitare. Come hanno spiegato i Blocchi precari metropolitani, attivisti per il diritto all’abitare: “la data scelta vuole segnare anche la forte contrarietà all’Imu che colpisce chi ha comprato un alloggio ipotecando i prossimi 30 anni con un mutuo, costretto dall’assenza di politiche abitative pubbliche adeguate, cancellate progressivamente dalla legge 341 del 1998”. Anche oggi gli inquilini in sciopero della fame, sono in presidio in piazza SS Apostoli.

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