Sciopero, il 12 gennaio a Roma metro e bus a rischio

Rispettate le consuete fasce di garanzia, con il servizio che sarà attivo fino alle 8 e 30 e dalle 17 alle 20

Anno nuovo, sciopero vecchio. Già perché il primo stop nei trasporti locali è un'agitazione già prevista a dicembre, ma poi differita. Parliamo dello sciopero dello scorso 5 dicembre, indetto da Faisa Confail, Orsa-Tpl e Usb. La data coinciderà con il primo sciopero dell'anno. Si tratta del prossimo 12 gennaio e prevede lo stop per 24 ore. 

A fermarsi saranno autobus, tram, metropolitane e ferrovie urbane (Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo) gestite da Atac e le linee periferiche gestite da Roma Tpl. In quest'ultimo caso solo Roma Tpl. 

Il possibile stop riguarderà anche le circa 100 linee periferiche gestite dal consorzio Roma Tpl e sarà attuato con le stesse modalità: dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Saranno comunque rispettate le consuete fasce di garanzia, con il servizio assicurato fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20.

Per quel che riguarda la rete dei bus notturni, sarà a rischio stop nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 gennaio. Nelle stazioni metroferroviarie che, eventualmente, dovessero restare aperte, non sarà comunque garantito il servizio di scale mobili, montascale e ascensori. Anche il servizio delle biglietterie non sarà garantito. 

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Una decisione, quella di differire lo sciopero che aveva provocato l'indignazione dei sindacati: "Riteniamo che a Roma ormai si è in piena emergenza democratica. È del tutto evidente che, attraverso motivazioni del tutto pretestuose, si lede un diritto costituzionale nel totale silenzio di tutte le forze politiche ed istituzionali" denunciano ancora i sindacati. "Ai lavoratori di Atac e Roma TPL viene di fatto impedito di esprimere il proprio dissenso nei confronti di una soluzione, quella del concordato preventivo, che, attraverso un piano industriale vergognoso, scarica su salari e sulla salute dei lavoratori tutto il peso di un possibile (ed illusorio per noi) rientro dai debiti provocati da anni di saccheggio aziendale perpetrato dal noto sistema politico/sindacale".  
 

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