Sara Di Pietrantonio: "So dove sei". Dall'ex decine di sms e whatsapp al giorno

La Procura ha raccolto i messaggi e le mail dopo la richiesta di convalida del fermo di Paduano facendo cadere l'accusa della premeditazione

Mail, sms, messaggi WhatsApp poi una settimana di silenzio a cui ha fatto seguito l'atroce delitto di Sara Di Pietrantonio. E' il quadro che sta uscendo sull'omicidio di via della Magliana 1090. Il materiale è stato raccolto dalla Procura di Roma dopo la richiesta di convalida del fermo di Vincenzo Paduano, il Gip che per il momento, lasciando comunque la guardia giurata 27enne in carcere, ha fatto cadere per lui l'accusa della premeditazione. Pesanti comunque le accuse nei confronti del vigilantes di Castel Giubileo: omicidio volontario e stalking, crudeltà, futili e abbietti motivi per aver agito contro una persona ormai indifesa. 

SMS E WHATSAPP - Gli elementi dei messaggi sempre più inistenti sono stati forniti agli investigatori dalla madre di Sara, che ha raccontano di quegli sms sempre più inistenti che Vincenzo Paduano mandava alla figlia: "So dove sei", "Perchè non mi rispondi", in un crescendo di astio e rancore interrotto una settimana prima dell'assassinio della 22enne, tramortita, strangolata e poi data alle fiamme la notta tra sabato e domenica in via della Magliana 1090

"NON SONO UN MOSTRO" - Ascoltato ancora una volta dal Gip Vincenzo Paduano ha ribadito agli inquirenti quanto detto al momento dell'arresto: "Non sono un mostro, non volevo ucciderla, l'alcol era per bruciare l'auto di quel ragazzo". La Procura di Roma però insiste sulla premeditazione ed il 27enne resta indagato anche per questo. La prova per i magistrati sono per l'appunto i tanti sms e mail ma anche telefonate, ricavate dall'esame dei tabulati, che rafforzano, per la mole e il contenuto minaccioso, "la volontà di arrivare all'epilogo tragico". 

FIACCOLATA PER SARA - Intanto dopo la fiaccolata tenuta la sera dello scorso 1 giugno per Sara, con centinaia di amici, parenti, conoscenti e semplici cittadini che hanno fatto un flash mob sul luogo del del‭itto, ricordando la 22enne di Spallette con inodsso indumenti in nero in segno di lutto, è partita con un gruppo su WhatsApp un'iniziativa: esporre lenzuola, drappi e nastri rossi alla finestra. 

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