Aggressioni, minacce e interessi quadruplicati: l'incubo di un imprenditore a San Cesareo

I Carabinieri hanno arrestato due uomini ritenuti responsabili di estorsione e usura. L'uomo, insieme alla famiglia, ha subito per mesi le vessazioni dei due strozzini

Aggredito, intimidito, vessato, spogliato di tutti i suoi averi e costretto a pagare quattro volte il prestito ricevuto senza comunque riuscire a saldare il debito. L'incubo per un imprenditore edile di San Cesareo, e per la sua famiglia, è finito con la denuncia ai Carabinieri, e l'arresto dopo sei mesi di indagini di due uomini accusati di estorsione in concorso, usura e lesioni personali.

L'INIZIO DI UN INCUBO - La vittima, secondo quanto raccontato all'Arma in sede di denuncia, si era visto costretto a rivolgersi a un usuraio per avere un prestito necessario a pagare dipendenti e fornitori dell'impresa. Era stato avvicinato da uno dei due arrestati, che si rendeva disponibile a offrire denaro in prestito a un tasso ritenuto "ragionevole". Messo alle strette dalla crisi, l'uomo ha accettato. E' l'inizio di un incubo. 

Nel corso del tempo, non riuscendo a soddisfare le pretese dei suoi aguzzini, veniva privato della macchina di grossa cilindrata della moglie, poi dell’autocarro intestato alla società. Successivamente la vittima ha cominciato a versare mensilmente denaro per coprire gli interessi usurai: a oggi circa quattro volte l’intera somma ricevuta in prestito, senza comunque riuscire a vedere ridotto il capitale iniziale del debito. 

AGGRESSIONI E INTIMIDAZIONI - L’imprenditore, completamente strozzato, è stato più volte aggredito, intimidito e vessato, al punto da vedersi costretto a vendere parte dei suoi beni strumentali per fare fronte al debito. In una circostanza  è stato letteralmente prelevato e condotto in un’area di servizio autostradale, dove è stato pesantemente picchiato e intimidito, tanto da dover ricorrere alle cure mediche presso l’ospedale di Palestrina. Addirittura, nonostante le oggettive difficoltà dell’imprenditore di fare fronte al debito, gli aguzzini lo hanno esortato a costringere la moglie a prostituirsi, fino all’intera restituzione della somma concessa. 

MINACCE A MOGLIE E FIGLI - Il modus operandi degli arrestati era particolarmente opprimente. La pressione veniva esercitata non solo nei riguardi dell’imprenditore ma anche dei suoi congiunti: i soggetti si presentavano nei pressi della scuola dei suoi figli, arrivando a intimidire persino la moglie. Le incursioni  a casa del nucleo familiare erano quasi quotidiane, le telefonate erano ossessive, così come poi efficacemente ricostruito dalle  certosine  indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Palestrina. 

ARRESTI E INDAGINI - Le investigazioni hanno appurato che il denaro arrivava agli arrestati per il tramite di conti correnti di società riconducibili a soggetti vicini agli usurai. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri di Palestrina per fare piena luce sul fenomeno usuraio nel territorio dei comuni a sud di Roma e in particolare a San Cesareo. 

Intanto i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Palestrina nelle prime ore della mattinata hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere - emesse dal GIP del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura - nei confronti di due soggetti italiani di cui uno di origine campana  36enne, con precedenti penali, e l’altro di origine prenestina, di 29 anni, imprenditore, poiché ritenuti responsabili del reato di estorsione in concorso, usura e lesioni personali.

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