Le mani della 'Ndrangheta su San Basilio: spaccio modello Scampia da 15.000 euro al giorno

Le indagini dei carabinieri hanno consentito di individuare tre sodalizi criminali collegati dall'attività dei fratelli Marando, figli del più noto Rosario e nipoti del narcotrafficante Pasquale Marando, questi ultimi elementi di spicco dell'omonima 'Ndrina platinese

L'ambizione di dominare la piazza di spaccio di San Basilio, una delle più floride di Roma. Il padre Rosario e lo zio, il narcotrafficante Pasquale, come mentori. Il modello de Le Vele di Scampia come esempio di business.

Così i fratelli Alfredo e Francesco (detto Ciccio) Marando, nativi di Platì (Rc) e da anni stabilmente a San Basilio, avevano organizzato un gruppo criminale capace di vendere hashish, cocaina e marijuana nel quadrante di via Sirolo, via Mondolfo, via Pievebovigliana e via Corinaldo e di incassare 15mila euro al giorno al sodalizio

21 persone arrestate a San Basilio

Alfredo e Francesco Marando erano infatti in grado di movimentare significative quantità di droga, rifornendo non soltanto il loro gruppo ma anche altri due operanti sul territorio. 

A scoperchiare il vaso di Pandora i carabinieri che, proseguendo l'onda lunga dell'operazione Coffe Bean, hanno arrestato 21 persone nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Viterbo e Frosinone dando così esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia

Le 21 persone arrestate sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, nonché tentato omicidio. 

Le mani della 'Nrangheta a San Basilio

Quanto emerso dalle indagini ha dunque restituito l'immagine di una vera e propria consorteria fondata sulla divisione dei compiti tra i capi, gli organizzatori, e i pusher e/o vedette. Un sistema piramidale gestito, appunto, dai fratelli Marando che aveva come base il civico 55 di via Corinaldo.       

L'indagine, nonostante la difficoltà derivante la presenza continua di vedette, ha comunque permesso di documentare numerosi episodi di spaccio che hanno svelato le dinamiche operative e l'organigramma del gruppo.

I pusher e/o vedette assumevano le loro posizioni agli ingressi principali del comprensorio e sui tetti degli immobili, con compiti interscambiabili di vigilanza e/o spaccio al minuto. Un gruppo che mutava di frequente anche a causa dei numerosi arresti in flagranza (oltre 90) effettuati dai carabinieri nel corso dei mesi. 

Il colonnello dei carabineri Antonio Caterino spiega come funzione lo spaccio

Il sistema piramidale del gruppo Marando

Sotto i capi (i fratelli Marando) c'erano i loro fiduciari, gli organizzatori delle piazze di spaccio. Ognuno aveva il suo compito: chi si occupava del coordinamento dello spaccio, chi prendeva le dosi dai luoghi dai nascondigli, chi riforniva dei pusher e chi custodiva il denaro. 

Tra gli organizzatori emergono i fratelli Domenico Natale (detto Micu) e Paolo Perre, nativi di Platì, da qualche anno trasferiti a San Basilio; Marco Lenti e Gian Claudio Vannicola, sanbasilini invece dalla nascita.

droga san basilio-7

Il video del blitz dei carabinieri a San Basilio

Il ruolo dei capi del sodalizio

I capi Alfredo e Francesco Marando si occupavano invece della direzione, della vigilanza, del coordinamento, della gestione dei pusher e delle vedette. Fissavano i compensi sulla base dell'attività svolta stabilendo anche compiti, orari e reperibilità. Non solo.

Facevano anche da mediatori negli eventuali contrasti insorti tra i diversi affiliati e, se necessario, assicuravano l'assistenza sanitari, legale ed economica a favore dei sodali. Una sorta di polizza che fidelizzava così pusher e vedette i quali guadagnavano, rispettivaemente, 150 e 100 euro al giorno più qualche dose per uso personale come bonus.

"E' emblematico come in un caso uno dei pusher, assentatosi per un giorno intero senza autorizzazione per recarsi al mare con la fidanzata, abbia ricevuto la durissima reazione di Alfredo Marando, il quale chiariva che quel giorno di riposo lo avrebbe potuto godere solo dopo aver trovato un sostituto per l'illecita attività", fanno sapere gli inquirenti sottolineano il carisma di Marando.

Video | I puhser attivi h24 a San Basilio

Durante l'attività d'indagine sono state segnalate alla Prefettura 38 persone, assuntori di sostanze stupefacenti, e sequestrati complessivamente 2,961 chili di hashish, 12,106 di cocaina chili, 1,471 di marijuana chili e 96.325 euro in contanti, costituente parte dell'attività di spaccio.

San Basilio pusher-2

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