L'occupazione di via Cardinal Capranica non c'è più: la polizia spezza la resistenza, sciolta la comunità di Primavalle

Alle 23 blindati in massa per impedire il supporto agli occupanti. In mattinata lo sgombero. Il Campidoglio: "Offerta accoglienza alle 199 persone censite". 145 quelle che hanno accettato

Gli occupanti scesi in strada per lo sgombero dell'ex scuola occupata di via Cardinal Domenico Capranica a Primavalle, 15 luglio 2019. ANSA/Massimo Percossi

Sgombero doveva essere e sgombero è stato. L'occupazione di via Cardinal Capranica a Primavalle non c'è più. I 300 occupanti, 199 in realtà per il Campidoglio, sono stati allontanati dall'ex scuola Don Calabria con un'operazione di polizia senza precedenti nei numeri e capace di sorprendere i Movimenti per il diritto all'abitare per i tempi. Allertati da giorni dell'operazione di sgombero, occupanti e attivisti attendevano la polizia all'alba: si erano così dati appuntamento per le 5 per alzare quel muro che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto impedire il blitz delle forze dell'ordine. 

La mossa a sorpresa della Questura però ha spiazzato i Movimenti. Come in una vera e propria guerra, le forze di polizia hanno anticipato l'operazione alle 23, spezzando il fronte della resistenza: in via Cardinal Capranica gli occupanti, asserragliati sul terrazzo e con le barricate montate in strada; in via Pietro Bembo gli attivisti sorpresi dal blitz e attivati troppo in ritardo per poter dar manforte agli occupanti. 

La resistenza degli occupanti dell'ex scuola Don Calabria: la notte sott'assedio di via Cardinal Capranica

A fare il resto uno spiegamento di forze senza precedenti: 18 blindati della polizia, 6 camionette dei carabinieri, 6 defender, 2 camion idranti e un elicottero. Numeri crescenti ad ogni ora della notte, diventati imponenti all'alba, quando gli attivisti non hanno potuto far altro che prendere atto di essere rimasti troppo lontani dalla scuola occupata per poterla difendere. 

Alle 10, dopo tentativi di trattative e ultimatum, la svolta. La polizia è entrata nel perimetro della scuola ed ha invitato gli occupanti a sciogliere l'occupazione. Qualcuno ha ceduto subito, molti altri, famiglie con bambini, hanno trovato riparo sul terrazzo. All'avanzare della polizia e senza i rinforzi dei movimenti per l'abitare, gli occupanti hanno però ceduto alla spicciolata. Sul terrazzo prima in 80, poi in 50, poi 20. Alla fine tutti giù, tutti riallocati in varie strutture del Comune.

Momenti di tensione culminati con gli incendi delle barricate di legno e pneumatici dati alle fiamme per ostacolare la Polizia, poi con gli occupanti asserragliati sul tetto della scuola e che hanno imbracciato minacciosamente diverse bombole del gas. Tensioni placate solo dopo una lunga contrattazione con la Polizia che ha portato gli occupanti, in primis quelli con famiglia al seguito, alla resa. 

Una comunità sciolta, sbriciolata, finita nel giro di undici ore: 80 bambini che perdono i rispettivi amici, allontanati dal loro quartiere, dalle loro scuole; famiglie allargate divise e ridotte a nuclei più ristretti; 300 persone, da anni in emergenza abitativa e in attesa di una risposta da parte del Comune, lasciate senza alternative se non quelle di una soluzione d'emergenza.

Alle 7 a Primavalle è arrivata l'assessora Laura Baldassarre. Anche il Comune, molto probabilmente, pur sapendo dell'operazione era convinto che ci sarebbe stata una resistenza e quindi che lo sgombero sarebbe saltato. Prova ne è il comunicato di giovedì dove si parlava di roadmap, di modello Carlo Felice, ovvero la liberazione concordata che ha unito Comune, Regione, proprietari dello stabile e Movimenti tutti sullo stesso fronte. Oggi in fretta e furia la sala operativa sociale è dovuta intervenire per trovare posto a 199 persone, a cui è stata offerta accoglienza: 145 quelli che hanno accettato l'alternativa offerta. Secondo quanto informa il Campidoglio venerdì gli stessi occupanti avevano rifiutato le soluzioni offerte.

L'assessora parla comunque di modello Carlo Felice: "Abbiamo lavorato per replicare il lavoro efficace che fu messo in campo a febbraio per liberare l’immobile occupato di via Carlo Felice: l’obiettivo è contemperare la tutela della legalità e il rispetto dei diritti umani. L’assistenza alloggiativa è garantita agli interi nuclei familiari, che quindi non vengono divisi". A febbraio infatti a molte famiglie sgomberate furono assegnate vere e proprie case, in zone non lontane dall'occupazione. Oggi invece si propone un'accoglienza nelle strutture del Comune. Nessun nucleo diviso, è vero, ma anche la presenza di bagni e mense comuni, per quelle che sono nei fatti vere e proprie soluzioni d'emergenza.

Esulta Matteo Salvini che parla di "nessuna tolleranza e nessuno sconto ai violenti che occupano, incendiano e attaccano le Forze dell'Ordine. Lo stabile è pericolante, immigrati e centri sociali che fanno le barricate mettono a rischio l'incolumità di donne e bambini. I cittadini romani e gli italiani meritano legalità. Stiamo recuperando anni di assenza". Il ministro dell'Interno esce vincitore da un braccio di ferro che nelle scorse settimane aveva visto prevalere la linea soft della sindaca Virginia Raggi che, preoccupata per l'esplosione di una bomba sociale, aveva chiesto di rinviare lo sgombero. Dopo una prima concessione, il Prefetto Pantalone ha deciso di rompere gli indugi la scorsa settimana annunciando l'urgenza della liberazione dello stabile, il primo della lista per questa estate. 

Promessa mantenuta per il ministero dell'Interno. Una patata bollente per la sindaca Raggi, ma anche per la Regione Lazio, che nei prossimi giorni si ritroveranno a dover gestire una situazione a dir poco incandescente. 

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