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Il 2015 della Capitale: le 10 notizie da consegnare alla storia di Roma

Dalla destituzione di Marino al luglio nero di Atac, dai funerali di Vittorio Casamonica a Mafia Capitale 2, dala vicenda dei profughi a Tiburtina fino alle tragedie sulle strade. Un anno intenso questo 2015 riassunto in 10 notizie

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L'anno orribile della Capitale. Il 2015 passa agli archivi come uno degli anni più bui per la città di Roma. Trecentosessantacinque giorni di deliri, di disservizi, di immagini negative che hanno catapultato la città eterna sui giornali di tutto il mondo, trascinando ai minimi storici la reputazione dell'Urbe. Un anno in cui Roma ha perso il suo sindaco, democraticamente eletto, e destituito tra mille polemiche. Un anno chiuso con l'apertura del Giubileo, tra le nebbie dello smog e con un commissario, Francesco Paolo Tronca, che sembra ripercorrere, nei consensi, le orme del suo predecessore. Un anno, questo 2015, che da qualsiasi angolazione lo si guardi, resterà nella storia della Capitale. Un anno che proviamo a raccontarvi, selezionando quelle che, secondo noi, sono le dieci notizie più significative

IGNAZIO MARINO - Il 2015 è stato l'anno di Ignazio Marino, il sindaco democraticamente eletto e dimissionato dal suo stesso partito. Un sindaco incapace secondo molti. Un sindaco scomodo, secondo altri. Un sindaco, comunque lo si racconti, capace di prendersi le prime pagine dei giornali per settimane. E' stato il suo anno. La narrazione post Mafia Capitale l'ha trasformato nel primo cittadino che combatte i poteri forti, nell'uomo onesto e puro, nel cavaliere senza macchia che con la sua giunta ha provato a rimettere in piedi la Città Eterna dopo Mafia Capitale. Ha fatto comodo Marino, almeno fino all'estate. Serviva al suo partito, serviva la sua figura, il suo racconto per provare a nascondere quel che il Pd aveva combinato. Poi, dopo la debacle elettorale di primavera, Renzi ha tirato fuori il Renzi 1, sfrattando Marino. Siamo a inizio giugno ed è stato l'inizio della fine per il marziano. Settimane passate ad aspettare il confronto tra Premier e sindaco, ad elemosinare dichiarazioni chiarificatrici dal rottamatore. Il tutto mentre "l'onesto e puro" diventava su tutti i giornali "colui che sta trascinando Roma nel baratro".

A salvare Marino prima delle vacanze è Matteo Orfini che diventa la sua balia. Una balia che a ottobre diventa un carnefice. Il sindaco infatti da fine agosto inanella una gaffe dopo l'altra. Prima il viaggio a Filadelfia, poi il Papa che gli da, di fatto, dello stalker. Quindi gli scontrini per le spese di rappresentanza. Un colpo, uno dietro l'altro, che porta il Pd a chiedere le dimissioni del sindaco. Dimissioni che arrivano, ma che non escludono il ritorno. Venti giorni per ripensarci. Venti giorni per costruirsi un popolo, per far firmare una petizione, per organizzare due manifestazioni, per citare Che Guevara e per inaugurare tutto ciò che è inaugurabile anche se le opere non sono finite. Fino all'annuncio: "Ritiro le dimissioni". Uno strappo al quale il Pd reagisce facendo firmare ai propri consiglieri le dimissioni davanti al notaio. Si chiude l'era Marino e si apre quella Tronca, nominato da Alfano i primi di novembre ed oggi di fatto responsabile della Capitale. Un capitolo che si chiuderà definitivamente nel giugno 2016 quando i cittadini della Capitale potranno scegliere nuovamente il proprio sindaco. Ma anche qui i dubbi non mancano. Al 2016 la sentenza. 

ATAC E IL LUGLIO NERO - Nei mesi che hanno portato alla destituzione di Marino un ruolo centrale è stato giocato dal luglio nero di Atac. E' il 29 giugno, giorno in cui aprono altre 6 fermate della metro c, quando iniziano una serie impressionanti di disservizi a metro e bus. E' il mese in cui vengono al pettine i nodi di un servizio carente. Manutenzione assente, mezzi vecchi, autisti e macchinisti insoddisfatti gli ingredienti in una pentola che scoppia. Frequenze ridotte, treni guasti, banchine affollate, carri bestiame le immagini che finiscono sui giornali. I giorni passano e i disagi aumentano: la metro con le porte aperte (GUARDA IL VIDEO) diventa l'immagine simbolo che fa traboccare la pazienza dei romani e quella del suo sindaco. Già perché Marino dice basta e caccia definitivamente Improta, promettendo un azzeramento dei vertici. E' in realtà una strategia per spegnere l'incendio. I disagi di fatto si attenuano, ma il servizio non migliora. Il luglio nero finisce e alla Mobilità arriva Stefano Esposito. Il senatore "Si Tav" diventa il picconatore dell'azienda con la quale finirà ai ferri corti. Il luglio nero è oggi lontano, ma gli ingredienti sempre lì sul tavolo pronti quotidianamente a confenzionare una portata indigesta per i romani. 

I FUNERALI DI VITTORIO CASAMONICA - Se il luglio nero di Atac ha fatto vacillare Marino, il funerale di Vittorio Casamonica ha aperto di fatto la strada verso il suo addio. E' la mattina del 20 agosto quando davanti alla Chiesa di Don Bosco arriva in parata una carrozza nera trainata da 6 cavalli olandesi. Davanti alla Basilica striscioni che inneggiano un sorridente Re di Roma. La banda suona la musica del Padrino e la bara entra in chiesa. All'uscita poi, tra lacrime e abbracci, dal cielo piovono petali di rosa. A lanciarli un elicottero. Pochi minuti dopo le immagini arrivano in tutto il mondo. Sono i funerali del capo della famiglia Casamonica, celebrato come il Re di Roma. In un attimo è polemica: "Chi ha autorizzato la cerimonia? Chi ha permesso una tale ostentazione?". Dov'è il Questore? Dov'è il Prefetto? Dov'è il Sindaco? Tutti rispondono, nessuno sapeva. A pagare solo l'elicotterista e a finire nel fuoco delle polemiche è proprio Marino, il meno colpevole, reo di restare in vacanza. Il Mondo, l'Italia si accorge dei Casamonica che nel frattempo diventano star finendo anche in tv da Bruno Vespa

MAFIA CAPITALE - "Roma città mafiosa", gridano tutti dopo quel funerale. Più di Pignatone, più di Mafia Capitale, le immagini dell'addio a Luciano Casamonica disegnano il profilo di una città in mano alla malavita. Meno risalto aveva avuto la seconda ondata di arresti di Mafia Capitale, scattata il 4 giugno. 44 arresti, 21 persone indagate. Molti degli indagati del 2 dicembre 2014 si trasformano in arrestati. Finiscono dentro tra gli altri Luca Gramazio, Mirko Coratti, Daniele Ozzimo, Pierpaolo Pedetti e Massimo Caprari. Ai domiciliari Giordano Tredicine. Il consiglio comunale finisce decimato e ovunque rimbalza la metafora della mucca da alimentare per poterla mungere. A raccontarla è Salvatore Buzzi in un'intercettazione. Una seconda ondata di arresti attesa da tempo e che forse anche per questo non fa scalpore. Gli effetti sono però quelli di un'ulteriore attenzione sugli appalti comunali. Il verde pubblico di fatto viene bloccato e si procede con piccole gare. L'ordinaria amministrazione finisce "commissariata" dalla paura di finire invischiati in Mafia Capitale. Nonostante tutto Alfano il 27 agosto non scioglie il Comune. Positive vengono giudicati gli interventi messi in campo da Marino. Ad Ostia invece arriva il Prefetto Vulpiani e il municipio viene commissariato per Mafia. Una fotografia ancora oggi valida: Roma città mafiosa, si spera nel 2016 un po' di meno. 

L'AEROPORTO BRUCIA - Due incendi, tante polemiche. Il 2015 è anche l'anno delle fiamme all'aeroporto di Fiumicino. E' da poco passata la mezzanotte tra il 6 e il 7 maggio quando un corto circuito ad un frigorifero di un bar scatena l'inferno. In pochi minuti il Leonardo Da Vinci finisce avvolto dalla fiamme (GUARDA IL VIDEO). E' il dramma. Non ci sono feriti o morti, ma il terminal 3 è pesantemente danneggiato. Per mezza giornata i voli vengono fermati, l'autostrada bloccata. E' l'inizio di disagi infiniti: compagnie che si spostano a Ciampino, voli ritardati e riprogrammati, lavoratori che dopo alcuni giorni tornano al lavoro con le mascherine. Nel Terminal c'è però la diossina e dopo qualche settimane interviene il tribunale con il sequestro. Adr interviene e mette in sicurezza la struttura. Si torna alla normalità dopo due mesi, giusto in tempo per l'estate, giusto in tempo per vivere una nuova giornata da dimenticare. E' il 29 luglio quando, all'ora di pranzo, la pineta di Coccia di Morto va in fumo. Un incendio di medie dimensioni, quanto basta però per lambire le piste del vicino aeroporto e costringere le compagnie a bloccare per 2 ore i voli. In pieno esodo estivo è il caos. I voli delle low cost, in un effetto domino, finiscono per ritardare uno dopo l'altro. Molti non partono, tanti protestano. Giorni di delirio che mettono a nudo l'inadeguatezza dello scalo. EasyJet saluta Fiumicino, altri minacciano di farlo. Sullo sfondo un ampliamento che rispunta dalla ceneri. 

INCIDENTI STRADALI - Anche nel 2015 le strade di Roma grondano sangue. Tanti, troppi gli incidenti stradali. Tante, troppe le vittime. Bambini, giovani, anziani, italiani e stranieri; pirati della strada e veri e propri killer al volante: la mattanza delle strade non ha risparmiato nessuno. Le due sorelline morte sulla via del Mare sono le ultime di una lista infinita. Cinque i morti giovanissimi nel solo territorio di Ostia nell'ultimo mese. In tutta la città i giovani morti sono tanti, tantissimi. Alessandro Di Santo, Riccardo Patrignani, Luca Liberti, Simone Nazzaro sono solo alcuni di quelli che ci hanno lasciato investiti da un bus, morti in una strada maledetta, vittime della sosta selvaggia o dell'imperizia di chi si mette al volante. Morte che non risparmia nessuno che rende uguali poveri e ricchi. Claudio Salini il 31 agosto voleva provare la sua Porsche. Sulla Colombo a velocità folle, un avvalamento che si trasforma in una catapulta ed è il dramma. Un'auto distrutta e una vita spezzata. Pochi giorni prima era toccato ad Elena Fortuna. Mentre tornava in ufficio dalla paura pranzo un furgone ha perso il controllo e l'ha travolta. Per lei non c'è stato nulla da fare. Come per Corazon Abordo Perez, filippina rimasta uccisa nell'incidente di via Matta Battistini. Poteva essere una strage. Due giovanissimi, abitanti di un campo rom, fuggono alla polizia a tutta velocità. Davanti alla metro c'è la solita calca e la loro auto piomba sulla folla come un proiettile. Muore la colf filippina, altri sette restano feriti. Seguono giorni di caccia all'uomo, di rappresaglie minacciate, di intolleranza, di manifestazioni. I due rom giovanissimi vengono arrestati. A distanza di mesi sono liberi e di quella tragedia resta la morte della povera filippina e l'odio, in aumento, verso i rom. 

PROFUGHI A TIBURTINA - A riconciliare la città di Roma con l'accoglienza è la vicenda dei profughi della stazione Tiburtina. A inizio giugno infatti, nei giorni di Mafia Capitale 2 e delle polemiche dopo l'incidente di Battistini, la stazione da 330 milioni di euro si trasforma in un campo a cielo aperto. Ad abitarlo centinaia di "transitanti" etiopi, eritrei, somali di passaggio a Roma e destinati al nord Europa. Di solito vengono ospitati a Ponte Mammolo, ma pochi giorni prima c'è stato uno sgombero in via delle Messi d'Oro. Così, complice anche la chiusura temporanea delle frontiere, per un vertice europeo, Tiburtina diventa un campo profughi. L'accoglienza diventa un'emergenza e, con il Comune incapace a trovare una sede adeguata, parte la solidarietà fai da te dei romani. C'è una struttura a pochi passi da Tiburtina che diventa il luogo che ospita i transitanti. E' il Baobab di via Cupa che diventa il simbolo di un nuovo modello di accoglienza, fatto di volontari e di donazioni da parte dei romani. A migliaia infatti i cittadini donano cibo, vestiti e coperte. I razzisti restano senza parole: a Roma si puo' accogliere senza generare intolleranza e ancora oggi, quando il Baobab è stato chiuso, quell'esperienza rimane un esempio a cui ispirarsi per l'accoglienza che verrà. 

IL PICCOLO MARCO E L'ASCENSORE MALEDETTO - Il luglio nero di Atac conta purtroppo anche la tragedia del piccolo Marco. E' il pomeriggio del 9 luglio. Il caldo fa boccheggiare i romani. Tra un blocco della metro e l'altro arriva una drammatica notizia: un bimbo di 4 anni è precipatato tra due ascensori a Furio Camillo. Quel che è successo appare chiaro, nella sua assurdità, sin da subito. Una mamma e il suo bambino sono su un ascensore a Furio Camillo. Stanno risalendo quando all'improvviso si blocca. Fa caldo e in pochi minuti l'elevatore si trasforma in un forno. Uno degli addetti Atac decide di intervenire, sale sull'altro ascensore e si affianca a quello fermo. La madre passa il piccolo Marco che però per una fatalità scivola e finisce tra i due ascensori, dieci metri più giù. Inutili i tentativi di salvare il piccolo. Roma piange per l'ennesima tragedia. 

OMICIDI - Anche nel 2015 non sono mancati gli omicidi. Si è ucciso per troppo amore o per amore finito male. E' successo a Riofreddo dove Samuele Sebastiani ha ucciso Nicoletta Giannarrusto e si è poi tolto la vita. Due giorni dopo, a Vitinia, Claudia Ferrari viene uccisa da Massimo Di Giovanni. Anche in questo caso il carnefice si è poi tolto la vita. Stesso copione ad Albano. A sparare un carabiniere, a perdere la vita Carmela Mautone. Il killer poi si toglierà la vita. "Correte, ho ucciso mia moglie", è la chiamata di un giovane cubano. E' il 17 novembre quando a caccia di chiarimenti raggiunge Nicole Lelli e in auto estrae la pistola freddandola. Sotto choc, confesserà poi il delitto. Si uccide in periferia. A Vecchia Ponte di Nona si consuma un duplice omicidio, quello di Fabrizio Ventre e Mirko Scarrozza. Il primo spara al secondo e l'amico del secondo spara quindi a Ventre, per poi fuggire via a Bologna dove verrà arrestato cinque giorni dopo. Passionale il movente. Stesso municipio, copione simile. A morire Salvatore D'Agostino che prova a sfuggire ai suoi killer, ma finisce freddato a terra a Giardinetti. Ancora da risolvere il caso. Si uccide per rapina. E' il caso del gioielliere Nocchia, morto a Prati al culmine di una rapina. E' il caso del parrucchiere dei vip Mario Pegoretti ed è quanto accaduto ad Oliver Deghenart a San Lorenzo. Sorti simili e delitti risolti dai carabinieri nel giro di pochi giorni. Resta invece il mistero relativo alla sorte di Gabriele Di Ponto, il 36enne ultras biancoceleste. Appartiene a lui il piede ritrovato alla foce dell'Aniene, a Tor di Quinto, i primi di agosto. Un vero e proprio giallo però, visto che il resto del corpo non è stato mai trovato. Il 2016, forse, fornirà risposte anche su questo.

VIP MORTI - Tanti i personaggi famosi che ci hanno lasciato in questo 2015. E' il 4 gennaio quando un infarto si porta via Pino Daniele. Inutile la corsa in ospedale a Roma. Sei giorni dopo se ne va il padre del film d'inchiesta: muore Francesco Rosi. Muore da sola e dimenticata da tutti in quel di Rocca di Papa Anita Ekgerg. E' l'11 gennaio. Il 26 maggio se na va un artista controverso Claudio Caligari, padre di Amore Tossico. Un mese dopo muoiono Remo Remotti, il 21 giugno, e Claudia Antonelli, il 22 giugno. Il 21 ottobre si spegne la giornalista Maria Grazia Capulli e il 27 novembre Luca De Filippo. 
 

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Commenti (2)

  • Roma Roma di questo cuore, dell'acqua santa... santa! Vestale che apri le feste, che festeggi i tuoi cittadini, che apri le vesti e le vestigia d'un tempo a poveri esuli raminghi, di notte, di giorno, all'alba, al tramonto zampilli di felicità. Roma, anima mia, di milioni di persone, canti a tutte le ore l'onore, l'amore, la gioia, la prosperità, l'antichità, la modernità dei tuoi angoli più veri, i tuoi sinceri sorrisi. Amabile città, sogno d'incantesimi, d'infiniti luoghi dove abbracci i tuoi uomini dove, a sorsi interrotti, si può bere della tua bontà, della maestosità che trasudi. Dove, nudi, passiamo tutti ad occhi spalancati, mirando questa beltà. GIovanni Minio

  • il fatto che non ce ne sia una buona la dice lunga.....

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