Carabinieri Forestali del Lazio, l'attività del 2018: a Roma massima attenzione sui roghi tossici

Nel corso dell'anno appena trascorsi sono stati effettuati 73.812 controlli. I militari hanno rilevato 1.156 reati e 3.847 illeciti amministrativi

Roghi tossici alla baraccopoli di via di Salone

Combustione illecità dei rifiuti, ovvero "roghi tossici". Questo il principale aspetto sul quale si è concentrata l'attenzione dei Carabinieri Forestali di Roma nello scorso 2018. Via Salviati, La Barbuta, ma anche Castel Romano e via di Salone, questi i luoghi dove si sono sviluppati maggiormente lo scorso anno i fenomeni degli incendi che tanto fanno tribolare gli abitanti delle zone periferiche circostanti, alle prese con miasmi ed inquinamento atmosferico cagionato dalla combustione di rifiuti e materiale ferroso dal quale ricavare rame e metalli da rivendere al mercato nero. 

Un fenomeno che conoscono bene i Carabinieri Forestali e che ha portato i militari dell'Arma a decapitare, al termine della Operazione denominata Tellus (qui il link alla notizia), un sistema che proprio sulla filiera illegale della gestione dei rifiuti speciali e metallici urbani aveva creato un proficuo business stimato in oltre 440mila Euro. Una articolata filiera ricostruita e smantellata lo scorso 15 gennaio. 

VIDEO | Il 2018 dei Forestali a difesa dell'ambiente e della biodiversità 

Sei le custodie cautelari emesse in carcere, 9 arresti domiciliari, 3 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, 12 divieti di dimora nel territorio della Provincia di Roma, oltre al sequestro preventivo di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti ed 1 impianto di autodemolizione, per un totale di 57 indagati a vario titolo per traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e ricettazione di veicoli e truffa in danno delle assicurazioni, simulazione di reato, favoreggiamento personale.

Come spiegato dal Colonnello Daniela Piccoli comandante del Gruppo Roma dei Carabinieri Forestali, il fenomeno dei roghi tossici, su impulso della Prefettura, dei cittadini e delle compagnie e delle stazioni dei carabinieri interessati dal fenomeno, ha cambiato nel corso del tempo il proprio 'target' proprio a causa dell'azione repressiva degli investigatori. 

Sono infatti diminuiti di gran numero gli incendi dei cavi dai quali ricavare rame ed altri metalli preziosi, rubati soprattutto da ferrovie, stazioni e binari. Un fenomeno stroncato grazie all'attività dei carabinieri forestali che, per anni, hanno indagato sul fenomeno partendo a ritroso, ovvero dalla fine della filiera del riciclo dell'Oro Rosso, sino ad arrivare a smascherare i predoni che molte volte, con i loro furti, creavano problemi ai mezzi di trasporto, costretti a stop ed interruzioni proprio a causi dell'interruzione di energia conseguenza dei furti. 

Fenomeno della combustione illecità che per questo ha cambiato registro, con i materiali ferrosi reperiti direttamente dai cassonetti per la raccolta dei rifiuti cittadini, dove i predoni rubano materiale dal quale ricavare metalli, non badando all'inquimento atmosferico determinato dagli incendi appiccati per ricavare il metallo contenuto negli stessi. 

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Obiettivo era infatti l'estrazione delle componenti di valore dei rifiuti (ad esempio estrazione delle serpentine in rame dagli elettrodomestici fuori uso), che venivano poi rivendute alla società di recupero al fine di conseguire un ingiusto profitto: per i trasportatori nel corrispettivo di vendita al predetto centro, e per la società ricevente nella successiva commercializzazione ad un prezzo superiore a quello di acquisto, lucrando sulle spese relative all’attività di recupero ed allo smaltimento delle componenti "indesiderate". 

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Oltre che sui roghi tossici in città, i numeri dei Carabinieri Forestali in questo 2018 indicano le tanti attività messe in atto a Roma e nella sua provincia, oltre che nei territori degli altri capoluoghi laziali, Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti

Proprio in tale ambito il Comando Regione Carabinieri Forestale “Lazio”  ha presentato i risultati relativi alle attività che i Carabinieri Forestale della Regione e quelli del Centro Anticrimine Natura di Cagliari hanno svolto nel corso del 2018 a tutela dell’ambiente, della biodiversità e del patrimonio agroforestale.

Azioni orientate al controllo e all’affermazione della legalità, alla protezione della biodiversità in ogni sua forma ed espressione, alla percezione della qualità ambientale come fattore di sviluppo economico e comunitario.

Un presidio nel segno della centralità del paesaggio come bene comune, fattore competitivo per la creazione del valore, elemento di emancipazione civica per un’idea di cittadinanza inclusiva e responsabile.

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Il nostro impegno, articolato e sfidante, poggia sulle leggi del nostro ordinamento ma anche sulla capacità di costruire un patto di fiducia e di prossimità con i territori e le popolazioni - ha dichiarato il Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Lazio” Generale di Brigata Cinzia Gagliardi - .Siamo chiamati a proteggere e custodire la qualità e la bellezza della natura e del paesaggio, ma anche i processi virtuosi di trasformazione delle risorse, frutto del talento e dell’ingegno dei tanti soggetti che investono nella ricerca applicata e nell’innovazione tecnologica e simbolica. Questa responsabilità impone uno sforzo più grande fatto di empatia e rispetto, educazione e condivisione di obiettivi e valori, dove le azioni di controllo e di contrasto si accompagnano a pratiche di vicinanza che sappiano trasmettere il senso di una comune appartenenza

Nel 2018 i Carabinieri Forestale del Comando Regione Carabinieri Forestale “Lazio”  e quelli del Centro Anticrimine Natura di Cagliari hanno effettuato 73.812 controlli (+ 15 %), rilevando 1.156 reati e 3.847 illeciti amministrativi (+ 33 %) . Un dato in crescita rispetto alla statistica del 2017.

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Nel corso delle attività svolte nel 2018 sono state controllate 20.921 persone (+ 17 %), di cui, 17 arrestate e 2 fermate, redatte 1.136 denunce in stato di libertà; eseguiti 367 sequestri penali e 85 amministrativi, 43 perquisizioni locali e domiciliari delegate dall’Autorità Giudiziaria.

Le sanzioni amministrative complessivamente rilevate ammontano a € 2.641.980,00 (+ 49 %) con 3.847 (+ 33 %) verbali redatti a carico delle persone sanzionate.

I Carabinieri Forestale durante l’azione di contrasto a traffici, stoccaggio e smaltimento illecito di rifiuti e discariche abusive – svolta attraverso i 9.564 controlli, hanno accertato 337 reati dove sono stati eseguiti 4 arresti, 2 fermi di polizia giudiziaria, 6 perquisizioni, 141 sequestri penali; gli illeciti amministrativi sono stati 628, per sanzioni di valore pari ad € 655.155,78 con 13 sequestri amministrativi. 

In questo ambito sono state 2.625 le persone controllate di cui 410 denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

Per quanto concerne i fenomeni di inquinamento, 1.666 sono stati i controlli eseguiti nell’ambito dell’azione di contrasto all’ inquinamento idrico, atmosferico, acustico, del suolo, delle acque di scarico e dell’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione.

I militari del Comando Regione Carabinieri Forestale “Lazio” e quelli del Centro Anticrimine Natura di Cagliari hanno contestato 73 violazioni penali e 129 illeciti amministrativi elevando sanzioni per un importo pari a € 190.191,99. Sono state controllate 797 persone, di cui 67 denunciate, eseguiti 27 sequestri e 12 perquisizioni.

Importante anche l'impegno per la tutela del territorio. 36.448 controlli e 5.995 persone controllate nei settori del vincolo idrogeologico, delle utilizzazioni forestali, dello sfruttamento delle cave ed attività urbanistico edilizia, hanno permesso di accertare 286 reati eseguire 6 arresti, di denunciare in stato di libertà 360 autori di reato e di eseguire 66 sequestri penali e 2 amministrativi.  Gli illeciti amministrativi sono stati 1.095 con sanzioni per importo pari a € 1.102.605,07.

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Per quanto concerne la tutela della fauna, l’attività ha riguardato controlli nei settori della pesca, della caccia, degli animali di affezione, del maltrattamento degli animali e del rispetto delle norme di polizia veterinaria.

In questo ambito sono stati eseguiti 9.405 controlli, 6.599 verifiche su persone ed accertati 132 reati che hanno portato a 104 denunce in stato di libertà, 79 sequestri penali 20 amministrativi e 9 perquisizioni locali e personali. 835 sono stati gli illeciti amministrativi con sanzioni di importo pari a € 317.312,24

Importante anche l'impegno per la tutela della flora, 5.518 i controlli in materia di raccolta di funghi, tartufi, prodotti del sottobosco e commercio del legno, dove le persone identificate sono state 2.115 di cui 11 denunciate in stato di libertà. Il personale operante ha accertato 8 reati e 601 illeciti ed ha effettuato 4 sequestri penali e 27 amministrativi, con sanzioni per importo pari a € 92.624,55.

Alta la concentrazione anche sul fenomeno degli incendi boschivi, nettamente diminuiti nel 2018 rispetto alla catastrofica estate dell'anno prima. Nella stagione estiva del 2018, le particolari condizioni meteorologiche, hanno favorito il contenimento del fenomeno degli incendi boschivi.

1.388 controlli effettuati con 198 soggetti identificati. I reati accertati sono stati 102, 11 denunce in stato di libertà ed 1 persona arrestata. 141 gli illeciti amministrativi. Sono state effettuate sanzioni per un importo pari a 31.620,12 €.

Si segnala come nella complessa attività di monitoraggio delle aree percorse dal fuoco e conseguente perimetrazione, misurazione e rilievo delle superfici interessate, dati questi necessari per l’aggiornamento del catasto comunale degli incendi, ai sensi dell’art.10 comma 2 della L. 353/2000, il controllo capillare svolto presso i 378 Comuni del Lazio, ai fini di una corretta gestione del catasto delle aree percorse dal fuoco, ha evidenziato come la maggior parte dei Comuni, pur avendo istituito il Catasto, non provvede, nei termini, al suo aggiornamento.

 Per quanto concrne la sicurezza agroalimentare, l’attività ha riguardato controlli sulle filiere agroalimentari a garanzia del rispetto delle regole sulla tracciabilità del prodotto “dal campo alla tavola” per la sicurezza alimentare del consumatore e per la protezione delle indicazioni geografiche tipiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari.

Nel settore agroalimentare sono stati 1.153 i controlli e 949 quelli su persone che hanno permesso di accertare 8 reati, 8 le persone denunciate, 3 sequestri penali, 15 sequestri amministrativi e 115 illeciti amministrativi con sanzioni di importo pari ad € 180.238,99.

In tutti gli altri settori in cui operano i Carabinieri Forestale del Lazio e Sardegna, tra i quali, delitti contro il patrimonio, contro la Pubblica Amministrazione, tutela delle aree protette, violazioni al codice della strada, ecc. sono stati effettuati 8.670 controlli, accertati 210 reati e 303 illeciti amministrativi, con sanzioni di importo pari ad € 72.231,16 e 7 sequestri amministrativi

Sono state controllate 1.643 persone, di cui 165 denunciate; eseguiti 46 sequestri 6 arresti e 16 perquisizioni. 

 Tra le operazioni e le attività di particolare rilievo si segnalano, per la provincia di Roma, alcuni procedimenti penali relativi al traffico di rifiuti di percolato di discarica con sequestro per equivalente di circa 190.000.000,00 € di ingiusti profitti.

Sono, inoltre, proseguiti gli accertamenti relativi alle ipotesi di disastro ambientale, in altri impianti della Provincia.

In merito al fenomeno della illecita combustione di rifiuti al suolo sono stati effettuati 7 arresti in flagranza di reato, di cui 5 congiuntamente a militari della Compagnia Parioli e 2 congiuntamente a militari della Compagnia Appia, tutti a carico di persone senza fissa dimora.

La centralità dell’ambiente e la sua tutela passano anche per azioni di comunicazione e socializzazione degli immaginari legati al paesaggio e ai suoi valori. Si colloca in questa strategia la realizzazione del nuovo calendario fotografico CITES 2019 del Comando delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, forte dello slogan “La cooperazione internazionale contro il Wildlife Crime”.

Un gesto e una testimonianza che rimarca la fondamentale importanza della cooperazione tra Stati per combattere il crimine contro le specie selvatiche, un fenomeno per sua natura transnazionale, efficace se organismi, autorità, organizzazioni governative e non, collaborano alla raccolta delle informazioni, allo scambio di esperienze e tecniche investigative e di intelligence.

Una disseminazione virtuosa in un contesto di traffici illeciti che si colloca tra le piaghe più gravi insieme a quella della droga, delle armi, degli esseri umani.

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