Lenzuoli alle finestre contro i "roghi tossici": il grido delle periferie verso le istituzioni

Da Ponte di Nona a Muratella passando per Tor Sapienza e La Barbuta. E' iniziata ieri sera la mobilitazione del coordinamento di comitati cittadini "contro il silenzio delle istituzioni"

Una protesta silenziosa come i fumi che si espandono nell'aria sollevandosi dai roghi che nella Capitale sono ormai diventati una costante. Un lenzuolo bianco appeso alle finestre con una scritta inequivocabile: "Basta roghi tossici". E' partita ieri sera la mobilitazione indetta da un coordinamento di comitati di Roma che si stanno organizzando per rompere "il silenzio istituzionale". Un malcontento che si solleva dalle periferie della città: da Ponte di Nona a Tor Sapienza passando per Muratella, Quintiliani, La Barbuta, Prima Porta. "Vittime dei roghi tossici e del silenzio istituzionale. Delle colonne di fumo nero "alla diossina" che si alzano nel cielo delle nostre periferie quotidianamente. A pochi metri dalle nostre case. E non più di 10 km dal Quirinale" si legge nel comunicato che invita alla mobilitazone.

Non è la prima volta che il fuoco di quelli che ormai sono entrati nel linguaggio cittadino come 'roghi tossici' accende il dibattito e arriva alla politica. La cronaca però è sempre la stessa: aree abbandonate, spesso nei pressi di accampamenti abusivi o campi rom, diventano veri e propri inceneritori di rifuti a cielo aperto. "Vogliamo attirare l'attenzione su quella che ormai è una vera e propria emergenza" continua la nota.

Il dito è puntato verso la politica: "Non è più tollerabile il silenzio da parte delle autorità e delle istituzioni, alle quali si chiede di mettere una volta per tutte la parola "fine". Le esalazioni nocive sono prodotte in gran parte dagli stessi abitanti degli insediamenti abusivi, o dei villaggi attrezzati della Capitale. Provengono dalla combustione dei rifiuti smaltiti illegalmente o per recuperarne rame e ferro, mettendo in pericolo la salute nostra e dei nostri figli" denunciano. "Questa attività illegale, attualmente viene svolta nella più totale indifferenza da parte delle istituzioni che dovrebbero avere a cuore l'incolumità dei cittadini: Prefettura, Regione, Campidoglio e Governo".

"Basta roghi criminali" diventa così il nome del coordinamento che chiede di accantonare "reazioni timide e saltuarie, inefficaci e dispendiose" per ricordarsi di chi, quelle esalazioni, è costretto a respirarle. Il coordinamento annuncia battaglia: "L'esposizione degli striscioni o di semplici lenzuoli bianchi, rappresenta solo l'inizio. La prima di una lunga serie di manifestazioni con l'unico scopo di obbligare le autorità competenti a porvi rimedio. Ci chiediamo dove siano il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario straordinario di Roma Capitale Paolo Tronca". Nel chiedere l'apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni, il coordinamento avanza delle proposte: superare i campi rom, "ormai lager di Stato", e contrastare "il traffico illegale di rifiuti".

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Commenti (5)

  • e si hanno risolto con i mozziconi di sigaretta!!

  • è tutto inutile! Battaglia persa! Confidiamo solo nelle teorie di Giambattista Vico...

  • Alle aree danneggiate aggiungerei...Conca d'oro e il "Parco dell'Aniene" ...attenzione alla dicitura Parco, perché comporta dei reati molto più gravi.

  • Un comune senza sindaco vero ed un governo illegale questo è il risultato w litaglia.

  • Tragitto Fiano Romano - Tor de Quinto è tutta una puzza di bruciato. Normative contro le sigarette, controlli delle caldaie, blocchi del traffico.... Però è normale bruciare l'immondizia. E non sono solo i Rom. A Fiano Romano, Capena, Riano sono gli abitanti dei villini con 10 mq di giardino che bruciano l'immondizia e sembra che la legge glielo permetta

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