"Non vogliamo extracomunitari", rivolta a Pietralata contro l'assegnazione di una casa popolare a due donne

Una ventina i condomini che hanno provato ad impedire alle due sorelle di 63 e 60 anni di entrare nell'appartamento Ater di via del Peperino

Via del Peperino 3 (foto google)

Non vogliamo extracomunitari e musulmani in casa", ed ancora: "andate via, tornatevene a casa vostra". Così nel pomeriggio di mercoledì 27 marzo una ventina di residenti delle case popolari di Pietralata ha cercato di impedire l'ingresso in un alloggio Ater a due sorelle marocchine, in Italia con regolare permesso di soggiorno, legittime assegnatarie di una casa in via del Peperino.

In particolare la 'rivolta' è stata inscenata contro l'arrivo delle due donne di 63 e 60 anni, entrambe invalide al 100%. L'assegnazione ai lotti al civico 3 era stata comunicata alla due signore lunedì scorso. Ieri le stesse si sono presentate con le loro cose nell'agognata casa ed hanno trovato proteste contro il loro arrivo.

La situazione diventa incandescente e decine di telefonate allertano le forze dell'ordine di una "lite condominiale in corso alle case popolari di Pietralata". Arrivano le volanti della polizia e trovano gli abitanti del civico 3 di via del Peperino che urlano e gridano contro le due donne. La agenti portano la situazione alla calma non senza difficoltà. Le proteste si protraggono per diverse ore. 

Alle 19:30 le due donne riescono finalmente ad arrivare davanti il portoncino dell'appartamento assegnato con regolare contratto dall'Ater ma trovano la serratura manomessa. 

Aicha e Zinade sono due sorelle di origine marocchina, entrambe invalide, vivono in Italia dal 1998 e da cinque anni hanno la cittadinanza italiana. Dopo aver vissuto in alcuni quartieri di Roma, tra cui CentocellePonte di Nona (in quest’ultimo grazie al buono casa), hanno avuto l’assegnazione di un alloggio popolare Ater in via del Peperino, 3 al Tiburtino

Nel pomeriggio di mercoledì il triste episodio: “Le contestazioni sono iniziate già nel pomeriggio, intorno alle 15 e sono terminate non prima delle 20 – ha raccontato una loro amica raggiunta dalla nostra redazione mentre si trovava insieme alle due sorelle a casa – prima sono state bloccate per strada e sono state definite con epiteti scandalosi (mussulmane di mer…, put... ndr) e poi i contestatori sono arrivati fin dentro l’appartamento”.

L’intervento delle forze dell’ordine e l’avvertimento ad Ater hanno ripristinato la calma. La porta di casa, manomessa nei giorni scorsi, è ancora fuori uso. Nella notte tra mercoledì e giovedì Aicha e Zinade non hanno potuto dormire nel loro appartamento ma da stasera lo faranno e con loro ci saranno altre persone. “Hanno paura – ha spiegato ancora l’amica - ma adesso questa è la loro casa e non andranno via”.

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