Mille casi assistiti e 750 euro che ogni mese rimangono nelle tasche degli affittuari. Per l’Unione Inquilini non ci sono dubbi: il report che documenta un anno di lotta contro gli affitti in nero testimonia “un bilancio straordinario”. Tutto merito del decreto legislativo 23/2011 che dal 7 giugno scorso consente a chi è in affitto in nero di denunciare il locatore e garantirsi, per ben otto anni, un canone annuo di locazione fissato in misura pari al triplo della rendita catastale.
E per chi non comprendesse un linguaggio così tecnico arrivano in soccorso i numeri. Dietro il freddo burocratese si celano infatti soldi veri: un risparmio che secondo l’UI si attesta tra il 70 e l’80 per cento per ogni contratto, mentre 8,2 sarebbero i milioni risparmiati annualmente dagli inquilini che si sono avvalsi della normativa, che salgono a 65 se consideriamo gli otto anni di contratto previsti. Ma a guadagnarci non saranno solo gli affittuari perché grazie ai mille contratti sottratti all’evasione nelle casse dell’Agenzia delle Entrate sono finiti circa 950 mila euro. Numeri da capogiro, certo, ma in soldoni (è proprio il caso di dirlo) quanto pagano d’affitto costoro? Ebbene l’UI afferma che i fortunati locatari spendono la risibile cifra di cento euro al mese.
Le zone di Roma dalle quali provengono gli inquilini interessano in particolare i quartieri delle zone limitrofe alle Università, San Lorenzo, Tor Vergata, e i quartieri di San Giovanni, Tiburtina, Tuscolana, Boccea e più in generale l’Aurelio. Secondo il report il 60% degli inquilini che hanno registrato i contratti a nero sono studenti fuorisede, (di molto aumentati rispetto ai primi mesi della campagna), giovani e precari; mentre il restante 40% sono lavoratori fuori sede, immigrati (anche se ancora pochi, rispetto alle potenzialità) e famiglie.
Certo non è tutto rose e fiori. Nei mesi successivi alla denuncia bisogna vedersela con la rabbia dei padroni di casa, e l’UI segnala che in due casi i locatori hanno cercato estromettere forzosamente dall’alloggio l’inquilino che aveva registrato il contratto. Tuttavia niente panico. La legge parla chiaro e i giudici devono applicarla, tant’è che quando i proprietari hanno tentato di risolvere la questione per vie giudiziarie (è accaduto solo nel 30% dei casi) nove volte su dieci la giustizia ha dato ragione all’inquilino.
Chiunque volesse avvalersi della legge ma è spaventato dalla procedura può comunque chiedere aiuto all’Unione Inquilini. Malgrado il successo dell’iniziativa la lotta contro la piaga degli affitti a nero è infatti ancora lungi dall’essere risolta, come ammette la stessa associazione. “Appare evidente che coloro che hanno proceduto alla registrazione dei contratti a nero sono ancora una minima parte – si legge nel report dell’UI - ma se la campagna contro i canoni neri vedesse l’attivazione e una azione maggiormente incisiva e coordinata con noi e le associazioni del coordinamento di ‘Fuori dal nero’ di municipi, comune, agenzia delle entrate e guardia di finanza si potrebbero almeno decuplicare i risultati in breve tempo.
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) ha ragione!! L'andazzo generale è che un eventuale padrone di casa che facesse delle rappresaglie contro l'inquilino che lo ha denunciato, prima che venga feramto dalle forze dell'ordine ha tutto il tempo di far quel che vuole!!! Macchina rigata, gomme bucate... e questo se va di lusso!!! E' la stessa cosa che accade con lo stalking... prima che si intervenga, ne devono subire di pressioni le donne che sono sotto attacco!!! Ci vuole una legge che, appunto, metta il penale su questi reati.... o come minimo l'impossibilità a chi affitta in nero, di affittare case per i prossimi 25 anni!!!!! Così se le tengono sul groppone e ci pagano pure le tasse!!





Giada Ascenzi Tu sei quella che altrove va propalando la giustizia di grilletto e del suo partito. Tutta la tua essenza è condensata in questo commento. Credo non vi sia altro da aggiungere.
Spero facciate la fine che meritate.
Filippo Dragheni Questo discorso è privo di significato.
Se un bullo che picchia una vittimache non reagisce, che fai? Punisci anche la vittima perchè non ha reagito? Secondo esiste un accordo tacito tra le parti in questo caso?
E' OVVIO che l'affitto in nero esiste per un tacito accordo, ma nel 99,99% dei casi è il proprietario ad IMPORLO con mille e più stratagemmi.
Altrimenti, spiegami un solo motivo ragionevole per cui un inquilino dovrebbe accettare un affitto in nero: per risparmiarsi l'imposta di registro annua? Suvvia, si risparmia 100 euro l'anno ma ne perde tremila che potrebbe ottenere dai comuni con i "buoni-casa" o 900 che potrebbe detrarsi sul 730. Non diciamo sciocchezze per favore!
Giorgia Falasca Grande Filippo. Pienamente d'accordo con te.
ps: e mettila na foto ...
francesca il contratto in nero non te lo impongono con la forza ne con le botte
Filippo Dragheni In alcuni casi, ti viene imposto in modo violento o triffaldino.
Le faccio un esempio: immagini di aver firmato un contratto di affitto regolarmente redatto e stipulato da entrambe le parti. Consuetudine vuole che il proprietario (o spesso l'agenzia immobiliare) si trattenga le copie firmate con la promessa di andarle a registrare. Passa così un mese e poi un'altro, allora lei contatta il proprietario e gli chiede; "scusi, che fine ha fatto il contratto"? E immagina che quello ti dica che non ha potuto registrarlo per (una scusa qualsiasi) e da quel momento si RIFIUTI di ridarle indietro la copia firmata. Lei si troverebbe nella condizione di "inquilina in nero" senza volerlo. Lo sa a quanti capita d'essere vittime di questo o di altre truffe simili?
Alessandro Nel momento in cui si firma un contratto, si ha diritto di riceverne una copia in originale, e ciscuno dei due contraenti può richiederne la registrazione..quindi...
Filippo Dragheni Forse non mi sono spiegato bene: io e te firmiamo un contratto. Ok?
Dopo, poiché bisogna registrarlo entro 30 gg, uno dei due DEVE prendere ENTRAMBE (anzi, di solito sono tre) le copie originali e portarle all'agenzia delle entrate per la registrazione.
Nel 99% dei casi, se ne occupa il proprietario.
Spesso, molto spesso, capita che il proprietario non registri il contratto e si rifiuti di ridarlo indietro all'inquilino.
In quel caso, che faresti?
Alessandro Io, da ffittuario, mi prenderei l'onere di registrare il preliminare, tenendo con me sia la copia a me spettante, sia quella per l'Agenzia delle Entrate, o, in alternativa, ne farei quattro, ciòè due per ciascuno, in modo tale da non rimanere, in alcun modo, prigioniero di un proprietario disonesto..e soprattutto chiarirei prima la situazione, onde evitare di trovarmi di fronte spiacevoli sorprese..
nero Parole sante!!