Rifiuti, è caos per le strade della Capitale: "Gli impianti Ama non lavorano al massimo"

A fare il punto sulla situazione degli impianti romani è Natale Di Cola, Segretario Generale Fp Cgil Roma Lazio: "La gestione degli impianti di Ama è fallimentare"

Cassonetti stracolmi. Rifiuti per strada. Camion dell'Ama che passano a intervalli di troppi giorni per poter permettere un'adeguata raccolta. E poi la differenziata che in alcuni quartieri stenta a partire. Con contenitori che rimangono pieni e i cittadini infuriati. Per le vie di Roma sembra il caos rifiuti. Dopo le numerose segnalazioni dei cittadini raccolte da Romatoday in diversi quartieri della Capitale, è arrivata anche la denuncia del presidente del municipio XIII Valentino Mancinelli che ha parlato di un “deficit infrastrutturale” e di “uomini e mezzi insufficienti” a garantire un servizio adeguato. A pesare sulla situazione dei rifiuti romana, la chiusura della discarica di Malagrotta con il conseguente allungamento dei tempi di percorrenza dei camion di Ama per lo smaltimento e la necessità di trattare tutti i rifiuti indifferenziati prodotti dalla Capitale. Anche i rifiuti portati nelle regioni del Nord Italia infatti sono trattati.

In attesa che la raccolta differenziata raggiunga percentuali sufficienti, il lavoro degli impianti di trattamento meccanico biologico rimane un nodo delicato per la situazione dei rifiuti della Capitale. Come spiega Natale Di Cola, Segretario Generale Fp Cgil Roma Lazio “allo stato attuale i due Tmb Ama situati presso gli stabilimenti Salario e Rocca Cencia, non raggiungono con la necessaria costanza la capacità giornaliera di trattamento che, complessivamente, per i due impianti è pari a 1.500 tonnellate/giorno”. Infatti Roma ha la necessità di portare rifiuti da trattare in altre province del Lazio “nonostante negli ultimi mesi ci sia stata una significativa riduzione della produzione di rifiuti e nonostante la messa in funzione dell’impianto privato di tritovagliatura presso lo stabilimento Rocca Cencia”.

Fermi anche i due impianti di selezione multimateriale: “In particolare quello situato presso l’impianto di Rocca Cencia lo è da tre anni mentre quello di Pomezia è così dall’inizio dell’anno e ogni previsione di rimessa in funzione per entrambi è stata ad oggi sistematicamente mancata” spiega Di Cola.

Ma i problemi non si fermano ai rifiuti tal quale. Anche la raccolta differenziata, su cui l'amministrazione sta puntando per uscire dall'emergenza rifiuti, destinata ad aumentare nei prossimi mesi, presenta un deficit impiantistico. In particolare “l’impianto di compostaggio di Maccarese del tutto insufficiente in termini di potenzialità è fermo da mesi per manutenzione e tutto il rifiuto umido raccolto in città viene dirottato su impianti fuori regione con notevoli costi per la collettività”.  

Netto il commento di Di Cola: “La gestione degli impianti di Ama è fallimentare. Nessun nuovo impianto è in cantiere e nei prossimi tre anni l’azienda si è dato l’obiettivo di raddoppiare la raccolta differenziata. Viene da pensare male e che si voglia arricchire qualche privato che nel frattempo costruirà gli impianti”.

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Commenti (6)

  • La raccolta differenziata come è concepita crea solo problemi ai cittadini,purtroppo devo notare che i contenitori di carta o di vetro sono sempre pieni ed il cittadino che diligentemente differenzia queste cose di sua volontà fa un lavoro inutile,la differenziata a Roma dove si è fatta non funziona e le strade sono piene di sacchetti mai raccolti che impudridiscono,forse c'è qualcuno che ancora sta al suo posto all'AMA frutto della precedente clientelare amministrazione che sabota?

  • ancora non avete capito? stanno creando l'emergenza con la scusa di aprire al divino amore. senza programmazione, senza differenziata qualcuno ci guadagna. chi sà zingaretti marino o sottile

    • hai fatto dei nomi e non altri che per anni gestivano comune e regione come Polverini ed Alemanno,non sei credibile.

      • Alemanno nella sua pessima gestione ha sempre detto a no alle discariche all'interno del comune di roma, inoltre i due signori citati sopra hanno chiuso una discarica senza programmare niente come Rifiuti zero, rac. differenziata, piani e siti di stoccaggio, rivendere a privati il ricavato della raccolta dif, commissariare l'ama Nulla di ciò è stato fatto se non trovare un'altra buca per evitare le sanzioni dall'europa. Inoltra a malagrotta hanno promesso una riqualificazione che secondo me non verrà mai fatta per come è la politica. Quindi questi si sono resi responsabile della situazione che c'è attualmente mandando in crisi tutto.

  • E' quello che ci meritiamo dopo le passate gestioni.... Adesso o si ha il coraggio di cambiare il tutto oppure Amen!

  • Sono anni che la situazione è così, come fanno ad accorgersene solo ora?...l'Ama pulisce solo i quartieri dei signorotti della Roma bene...per il resto otto spazzini ogni 200mila abitanti...che chiaramente non possono essere molto felici di trovarsi in una situazione del genere e quindi lavorano male. Questa è la giustizia sociale della capitale. Siamo ormai come il Sud America, pochi ricchi che godono e il 90% della popolazione derisa.

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